Logica archeologica. Il deterioramento piramidale Stampa
Scritto da Fabio Garuti   
Giovedì 04 Settembre 2014 02:34

LOGICA ARCHEOLOGICA. IL "DETERIORAMENTO PIRAMIDALE"

 

Mi chiedono spesso come mai ci sia tanto silenzio sulle oltre 1.000 (quasi 1.500... la conta continua) piramidi Cinesi. Semplice! Per non far capire come Giza faccia parte di un unico ed antichissimo progetto Planetario insieme a Teotihuacan in Messico, e Xian (Cina) appunto. 

Ma, tra le tante caratteristiche che accomunano questi tre siti in Linea Planetaria, ce n'è uno che non viene mai considerato, e che personalmente reputo molto importante: il fattore-deterioramento.

Cosa significa?

Significa che in questi tre siti c'è chiaramente qualcosa che non quadra e su cui non è più possibile fare finta di nulla. Le tre piramidi che ricalcano lo schema della cosiddetta Cintura di Orione (in totale tre per sito ovviamente) sono ancora oggi perfette, praticamente immutate per quanto attiene a struttura portante, materiali utilizzati e progettazione. Non altrettanto può essere detto di tutte le piramidi edificate dopo queste, e chiaramente rientranti in una sorta di culto teistico-post-tecnologico. A parte le differenze evidenti, in termini di progettazione e materiali utilizzati, lo stato di conservazione è spesso pessimo. I segni del tempo si notano tutti (immagine allegata che parla chiarissimo, e relativa ad una piramide tronca ubicata quasi al centro della Piana di Xian) e troviamo qualcosa di molto simile in tutti e tre i siti (Cina, Egitto e Messico).

Risultato: in Egitto l'idea delle Piramidi ad un certo punto venne del tutto abbandonata, ed è stranissimo, dato che non si era verificato alcun sommovimento socio-politico che giustificasse un così drastico cambio di rotta. In Messico e Cina, a parte i materiali utilizzati, le piramidi susseguenti sono ridotte davvero male ed anche qui, ad un certo punto, non se ne sono edificate più. Una "crisi globale", diciamo così... 

 

 

 

Come giustificare qualcosa del genere in tutti e tre i siti? Così, all'improvviso, in questi tre luoghi distanti tra loro oltre 25.000 chilometri,  vengono edificate nove piramidi, tre per sito, superbe, magnifiche, perfette, tecnicamente e tecnologicamente ineguagliabili, in Linea tra loro, poi, improvvisamente, tale spaventosa "capacità tecnologica" così come era giunta così va via, per lasciare il posto ad una manifattura grossolana e ben poco duratura. In pratica una sorta di "meteora tecnico-edilizia", totalmente fuori contesto e durata giusto il tempo necessario ad edificare in ogni sito i tre splendidi, solidi e perfetti edifici a riproposizione della Cintura di Orione. Sia in Cina, che in Messico, che in Egitto?

Se vogliamo credere a qualcosa del genere possiamo farlo. Poi però possiamo anche cominciare a pensare che non le abbiano edificate i Signori Faraoni, Maya e Cinesi di età imperiale, bensì che fossero già li.

Meglio. Se non altro più credibile, oltre che logico.

 

Fabio Garuti

 

 

(tratto da: La preistoria atomica lungo la linea di Orione - Anguana Edizioni - Sossano , VI)

 

 

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

 

http://www.libreriauniversitaria.it/preistoria-atomica-lungo-la-linea-orione/libro/9788897621232?a=415021

 

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