Pentelite 2011 di Giuseppe Pettinato Stampa
Scritto da Redazione   
Mercoledì 09 Marzo 2011 14:36

 

PENTELITE 2011

 

 

di GIUSEPPE PETTINATO

 

Se vogliamo conoscere il senso dell’esistenza, dobbiamo aprire un libro: là in fondo, nell’angolo più oscuro del capitolo, c’è una frase scritta apposta per noi.P. Citati

Quando si pensa di curare la pubblicazione di un libro non si può iniziare a farlo senza cominciare a guardare negli occhi tutti coloro che, guidati solo dall’immensa passione per la letteratura, hanno lavorato insieme per realizzarla. Pentèlite è alla sua quindicesima pubblicazione, ma lo smalto e l’entusiasmo che lo animano sembrano quelli dei primi anni. Anzi direi che ogni anno è capace di ospitare sempre nuove firme e allargare gli orizzonti partecipativi. Non ci sono pregiudizi o ipocrisie, perché la letteratura non ha pregiudizi politici, religiosi, civili, etnici e Pentèlite è letteratura, letteratura a più livelli.

Sicuramente un ruolo principale è rappresentato da Salvo Zappulla, Presidente dell’Associazione Culturale "Pentèlite", organizzatore della mostra dell’editoria siciliana a Sortino, scrittore apprezzato e soprattutto AMANTE delle "belle lettere". Il suo amore per la nostra pubblicazione è il vero fertilizzante di questa antologia di testi. Subito dopo bisogna ricordare Maria Sequenzia altro prezioso elemento di questo edificio, un muro portante di altri tempi, capace di garantire con la sua umiltà e intelligente curiosità il sostegno e l’incoraggiamento necessario per ogni nuova avventura. Pentèlite è il frutto di un lavoro di più persone come tante sono le anime che lo abitano... ogni anno diverse. Un’originale raccolta di testi letterari da considerare e leggere a più livelli.

A un primo livello diversi testi mostrano competenza e sicuro spessore culturale, che non hanno niente da invidiare ai più noti e conosciuti lavori di scrittori più o meno affermati a livello nazionale. Le firme, che aprono la nostra attuale raccolta, sono quelle di studiosi, poeti, scrittori, giornalisti, affermati a livello regionale e nazionale da Corrado Di Pietro, che presenta il nuovo lavoro di Sebastiano Burgaretta, a Salvo Zappulla che recensisce, con la sua romantica e sempre ironica scrittura, i lavori di Marinella Fiume e Rita Charbonnier, dall’aulica penna di Francesco Fusca (poeta italiano e Arbëresh) a quella celebrativa di Paolo Fai. Tutti questi testi sono lo specchio di una solida conoscenza, di una sicura competenza linguistica, di un’allenata capacità di critica e di riflessione. Per gli addetti ai lavori rappresentano sicuramente una lettura obbligata.

Un secondo livello è rappresentato dalla sezione dedicata al concorso letterario che non solo ospita giovani scrittori in erba ma anche firme più esperte reduci di manifestazioni e riconoscimenti regionali e nazionali. Tutti interventi gravidi di poesia e sentimenti in cui emerge con forza la passione per la scrittura. Testi di narrativa e poesia che mettono in mostra il talento di tanti scrittori, sconosciuti al pubblico più vasto, e mostrano come l’arte della scrittura sia in realtà più diffusa di quello che si crede o che vogliono farci credere.

Un terzo livello infine raccoglie e valorizza i lavori in prosa, poesia e pittura prodotti dall’impegno degli studenti all’interno di un progetto di riflessione sulla legalità promosso dall’ACIPAS, in collaborazione con i due Istituti comprensivi e l’Istituto Agrario di Sortino. Una lettura più veloce e immediata che, proprio per queste caratteristiche, risulta forse più efficace di qualsiasi altro testo "culturalmente" più ampio. Insomma una raccolta antologica eterogenea nei temi e di diverso spessore culturale, ma sempre gravida di amore e passione per quell’arte, che è la scrittura, che confonde i cuori, stordisce la mente e… svela il divino che è in ognuno di noi. Un libro che proprio per questa sua originale divisione è da considerare il libro per ogni famiglia. Un solo libro, diverse sezioni, tanti livelli di lettura. Un solo libro per approfondire il personale bagaglio culturale, per il semplice piacere di leggere e apprezzare lo stile di numerose firme nazionali o ancora per elevare lo spirito alla lettura dei suggestivi versi delle numerose poesie.

Una volta l’editore Bompiani aveva fatto circolare un motto: Un uomo che legge ne vale due. Significa che: la scrittura (in generale il linguaggio) allunga la vita. Non ce ne rendiamo conto ma, per dirla con U. Eco, "la ricchezza di chi legge rispetto a chi non legge è che lui sta vivendo e vivrà solo la sua vita, chi legge... ne vive moltissime".

 

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