A metà della notte PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna Mininno   
Martedì 22 Marzo 2016 01:19

 

A META’ DELLA NOTTE di GIANNI BRATTOLI

 

Il libro è un piacere che si racconta da sé ed io devo averlo tra le mani per sentirne la corposità, per osservarlo cogliendone i dettagli e per desiderare di immergermi nella lettura, lasciandomi catturare totalmente, quando è il caso.

Mi accadde di essere privilegiata dalla prima lettura in bozza del secondo libro di Gianni Brattoli.

Mi accadde di avere tra le mani fogli, pur legati da un dorso, che lessi avidamente, certa della abilità narrativa dell’autore.

Mi accadde anche di riconoscere l’autore nella sua ideologia e nel suo atteggiamento anti-clericale.

Ne gustai la storia, intensa e provocatoria, le descrizioni puntuali chiarissime e solo talvolta appena un po’ pruriginose ma utili allo sviluppo del racconto, e mi convinsi ulteriormente della bontà di una scrittura essenziale e diretta.

Un tipo di scrittura che evoca immediatezza di linguaggio, come quello dei grandi autori della lost generation, che di perduto avevano di certo pomposità di pensiero e di espressione, citando non a caso il mio amato Papa Hemingway, avvezzo a fotografare situazioni non solo con la macchina fotografica ma con parole chiare e stringate.

Tutto questo di misura trovai nella bozza di A metà della notte, un testo scritto su fogli, piuttosto che sulle pagine di un libro da annusare e sfogliare.

E poi ecco il libro tra le mie mani. Vero corposo con “Il bacio di Munch” in copertina, riproduzione grafica di Nicola Piacente, ennesimo miracolo della SECOP edizioni.

Aprendolo, da pagina cinque fino all’inizio della storia, l’ineccepibile ed ampia Prefazione di Angela De Leo, disanima a tutto tondo chiara e palpitante che al libro aggiunge ulteriore e inconfondibile pregio, e, alla fine, vera chicca di colte argomentazioni, la Postfazione di un critico letterario del calibro di Gianni Antonio Palumbo.

Un trionfo, mi dico, per un’opera che di suo merita molto. Quel che manca è, dunque, la parola del lettore comune per dire che l’autore ha ancora una volta fatto centro.

Era il 2012, anno di esordio letterario dello scrittore Gianni Brattoli con il libro Terra alla Terra, quando scelsi di leggere quella storia, che mi si presentò subito a tinte fosche, in cui, tra un prete prodigo nell’alleviare le pene e le sofferenze delle sue parrocchiane e un reduce della Resistenza partigiana nell’ultimo Conflitto Mondiale deciso a vendicare in pari modo le nefandezze nazifasciste, la violenza strisciante grossolana ed estrema esplode in raccapricciante sapore e senza sconti da parte dell’autore che mette a nudo il suo pensiero dimostrando di conoscere appieno fatti e negligenze.

“La violenza, forse è una macchia nera, in un angolo buio, in un piccolo anfratto della mente”, parole che compaiono nel secondo libro di Gianni Brattoli e libro secondo della trilogia da lui annunciata e da completare.

La violenza, un tarlo che la mente dovrebbe saper rimuovere e che in A metà della notte, in superficie romanzo dalle peculiarità sfacciatamente erotiche, si manifesta nelle studiate e sottili linee di un thriller psicologico a danno di un adolescente.

Giovane rampollo di una famiglia decaduta della Bari bene degli anni Sessanta, quando il miracolo economico cedeva il passo ai “nuovi ricchi” e prima che il Sessantotto confondesse le idee, Dolino affronta il trauma delle naturali problematiche adolescenziali e di una situazione familiare monca e difficile, poiché suo padre ha deciso di andare a vivere altrove privandolo di un sano riferimento.

Cresciuto quindi troppo in fretta per i suoi diciassette anni, Dolino, nomignolo di grande valenza che sta per Demetrio, vero nome anagrafico ed evidentemente non utilizzabile nel significato semantico che l’autore si prefigge, vive con la madre, bigotta frequentatrice di parrocchie dama di carità maschera oscura e di non castigate virtù, con lo zio Adolfo, fratello della madre imbecille beota e maleodorante ospite fisso che ammorba l’ambiente persino intonando romanze remote e fastidiose, e con la sorella Dora che egli osserva incupendosi, poiché piccolo ed inerte plagio della madre bigotta.

Questo il clima e la situazione psicologica di Dolino che, e non per caso, si trova invischiato in una relazione passionale con una donna sposata bella inappagata e che, sprigionando eros a dismisura, lo sfinisce lo svuota e gli fa per un attimo desiderare il piacere del nulla nella morte. E a lei, forza insidiosa e mantide operosa, si aggiunge l’infida e strumentale abilità di suo marito nobile e medico che, avendo conti in sospeso con se stesso, dispiega su di lui il suo personale progetto.

Intrighi raggiri e, non ultima, la gravosa scoperta di una verità nascosta ruotano intorno a Dolino, miscelandosi in un potere micidiale subdolo e sottile sul suo apparato genitale sulla sua anima e sulla sua mente e compromettendone quindi la naturale maturazione.

Affermare che A metà della notte è un thriller psicologico con tutte le carte in regola appare perciò corretto.  Come appaiono corrette certe aure di sinistra evanescenza che si creano persino nell’ambientazione.  Una città che vive vuoti di persone e sospensione di valori, che vive sbalzi forti di stagioni e che approda in un torrido luglio infuocato di eros, nel paradiso di una casa appartata dal lento scorrere della vita oltre il cancello. Un luogo dove la passione nasce vive e muore, perché la questione non ha nulla a che fare con la parola amore, che può essere pronunciata solo per errore o per istinto del momento, mentre la notte si snoda ed è ancora in salita.

Ecco quindi che in A metà della notte si individuano chiari spunti che lo connotano anche come romanzo di formazione.

Nello specifico, il protagonista Dolino è il giovane in crescita che dalle sue esperienze potrà trarre beneficio, poiché, dopo tenebre tormenti ed inquietudini, si può arrivare alla scoperta del sé alla coscienza alla ribellione e alla metamorfosi, svoltando e continuando nell’altra metà della notte in un percorso lungo ed accidentato ma che può fare intravedere i riverberi dell’alba. O forse no.

Un enigma non risolto e che l’autore lascia a ciascun lettore.

 

 

Anna Mininno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore: Gianni Brattoli

 

ISBN: 978-88-98314-81-2

 

Pagg: 158 -  Euro: 12,00

 

Editore: SECOP Edizioni

 

Genere: Thriller psicologico

 

Anno: 2016 

 

 

 

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