Eravamo una famiglia PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Novellino   
Lunedì 26 Ottobre 2015 03:34

 

ERAVAMO UNA FAMIGLIA di MARTA FOLCIA

 

Si racconta la storia della famiglia Boschi: Arnaldo il padre, Emilia la madre; e poi cinque figlioli che si chiamano Elena, Bianca, Matilde, Cosimo e Giulio. Il loro ambiente è quello contadino, ai margini della metropoli milanese, nell’epoca in cui il grande sviluppo urbanistico non ha fatto che i primi timidi passi. Arnaldo, infatti, coltiva le terre dei visconti di Morzone in località Bovisa.

Siamo nel 1938. La famiglia appare serena e unita. Ma la storia si apre subito con un turbamento: la figlia più grande, Elena, di punto in bianco rivela alla madre che non può sposare Ermanno e vuole farsi suora. La decisione, tanto improvvisa quanto incomprensibile, viene mal digerita dai costernati genitori. Più avanti, nella narrazione, l’idea della ragazza si rivelerà frutto di una tragica esperienza, che per un po’ di anni era destinata a rimanere segreta.

Scoppia la seconda guerra mondiale e cominciano i veri guai. Cosimo parte per il fronte greco. Morirà nel 1943, insieme a tanti compagni, nell’eccidio di Cefalonia. Ermanno, dopo il rifiuto di Elena, sposa Bianca, cercando in lei caratteri fisici e psichici della sorella. Ma viene spedito in Russia e condividerà la tragica ritirata dalle linee di Stalingrado. Ritornerà a casa, dove morirà suicida: l’esperienza bellica gli ha sconvolto la mente. Poi è la volta di Giulio. Nel gennaio del 1944 si unisce ai partigiani, raggiungendoli sulle montagne liguri.

Tutto questo avviene sotto gli occhi materni di Emilia che vede la sua famiglia sfaldarsi. Quando, una volta come tante altre, taglia una mela e dispone le fette sul tavolo (un gesto che è per lei simbolo del calore e dell’unione familiare) si accorge che le porzioni avanzano: i consumatori sono diminuiti di numero. Allora mormora sconsolata: “Eravamo una famiglia”. Naturalmente c’è un finale, con tanto di dolce e con tanto di amaro, che lasciamo scoprire al lettore.

Leggendo questo romanzo, non ho potuto fare a meno di accostarlo a un altro dello stesso tipo, ben più corposo (non solo per quanto riguarda il numero delle pagine), di Luisito Bianchi: “La messa dell’uomo disarmato”. Anche qui troviamo la storia (una vera e articolata saga) di una famiglia di estrazione contadina, e padana, nello scenario epocale e drammatico della seconda guerra mondiale.

Quello di Marta Folcia sembrerebbe quindi un romanzo non originale. Ma il difetto non sussiste. Infatti, se l’impianto narrativo e la fabula possono essere già stati elementi di altre opere simili, devo dire che una sua originalità la si trova nel fatto che ogni famiglia è un mondo a sé stante e quindi ogni vicenda famigliare, pur sviluppandosi in contesti affini, è del tutto unica.

Il libro della Folcia (Editore I Sognatori) si legge con facilità e con piacere. I fatti che racconta, ispirati da eventi veramente accaduti, riescono a commuovere; sono vecchi e sempre nuovi, coinvolgono e fanno meditare. Con una prosa assai scorrevole, senza fronzoli, l’autrice ci mette in un mondo popolato da personaggi vivi che ritrae con efficacia e con notevole scavo psicologico. E se a volte la narrazione risulta un po’ sommaria, non è dopotutto una lacuna: il romanzo, a mio modesto avviso,  vuole essere una specie di stigmatizzazione di un’epoca e della nostra gente italiana che ha dovuto sperimentare il dispotismo fascista e l’orrore della guerra per poi erigere la repubblica nella quale oggi viviamo. 

 

Giuseppe Novellino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

 

http://www.libreriauniversitaria.it/eravamo-famiglia-folcia-marta-sognatori/libro/9788895068619?a=415021

Commenti

avatar samantha terrasi
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La memoria, forse metterei questo libro insieme ad altri nella memoria storica che anche se romanzi, si basano su fatti realmente accaduti. La famiglia, si cerca di tenere unita ma poi come spicchi di mela vengono tagliati e mangiati. Sullo sfaldamento della famiglia mi ha ricordato il libro di Zardi XXI secolo, dove lui cerca di tenere unita la sua famiglia, il suore cuore pulsante nonostante si sfaldi in tutte le direzioni.
Bella recensione.
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