Isabella PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Pina Ciancio   
Domenica 04 Ottobre 2015 02:36

 

ISABELLA di VINCENZO CORRARO

 

La ricerca femminile del sé in un romanzo di iniziazione

 

Si chiama “Isabella” l’opera prima di Vincenzo Corraro. Non faccio in tempo a scorrere la nota di copertina che già la mente corre altrove e l’associazione è d’obbligo: Valsinni e Isabella.

Affascina e seduce sempre, in ogni tempo e in ogni dove la tragica e triste storia della giovane poetessa lucana. Un personaggio femminile che ha conquistato, soprattutto negli ultimi anni le attenzioni di studiosi, letterati e romanzieri da Adele Cambria a Domenico Mancusi, da A.P. De Mandiargues ad Anna Maria Riviello, a Lorenza Colicigno.

Così il romanzo di Corraro si affida a un nome e si sviluppa intorno al personaggio della giovane e bella Isabella, sulle orme delle tematiche più care alla poetessa di Valsinni. Un parallelismo consapevole e ricercato, attraverso analogie sottese e citazioni esplicite che qua e là puntellano e occhieggiano tra le righe.

Il racconto percorre lo sviluppo della giovane protagonista attraverso le sue emozioni, le sue scelte, i suoi dubbi, le sue scoperte. Con lucida  passione e un affascinante itinerario di scrittura, un’eruzione lavica che tende quasi al flusso di coscienza, Vincenzo Corraro traccia il percorso interiore della giovane protagonista “Io vivo di nascosta ai margini dell’esistenza (…) Non è presunzione, immaturità, invidia, antipatia. Solo che sto appartata e osservo, senza disgusto o commiserazione…”

La Isabella di Corraro, come la poetessa di Valsinni è un personaggio femminile che instaura un processo di ripiegamento in sé, con tutto quello che comporta la perdita di una parte della propria coscienza, quella che lega agli altri e permette di instaurare relazioni emotive ed affettive: “La sera quando in cielo spunta la luna, padre mio, pensami uccello. Io sono quella palombella del canto del nonno e leggera come a lei un giorno me ne devo andare. Le mie  compagne mi credono pazza solo perché parlo coi vecchi, i cani le stelle e imbratto i quaderni di pensieri sotto il tiglio della villa comunale…”.

Il romanzo è ambientato in un paesino del sud ed è una sottile metafora della tragica storia di Isabella Morra, crudelmente uccisa dai fratelli per un presunta storia d’amore con il barone e il poeta spagnolo Diego Sandoval De Castro.

Ma se la somiglianza caratteriale tra il suo personaggio e la poetessa di Valsinni è forte, ciò in cui Vincenzo Corraro osa andare oltre -come sostiene il critico letterario Andrea Di Consoli- è il tentativo di risolvere quel dilemma o meglio quella frattura esistenziale tra “idea amorosa” e “vita reale”, tra vita vissuta carnalmente e fisicamente e dimensione teoretica e poetica dell’amore.

La protagonista del romanzo di Corraro innamorata silenziosamente di Lorenzo, di un amore sublimato e idealizzato nei contorni e nelle sfumature, proverà l’esperienza. Ma sarà proprio il vissuto a mostrare tutta la fragilità e la nudità dei sentimenti e dell’animo umano: “Quanto vorrei che passasse qualcuno e ci dicesse sdegnato e offeso di smetterla. Ho solo voglia di piangere, tento di immaginarti caro Lorenzo, etereo e necessario, un amore vertiginoso fatto solo di anima e pensiero, ma qua al buio è davvero difficile. L’anima non ha colore che si rifletta al buio, il pensiero se lo vola il vento. Perché ti sento schiacciarmi contro lo schienale di questa panchina, gelido, determinato, cacciarmi la lingua nelle parti più aride del mio corpo, stuzzicarmi i capezzoli con la punta delle dita e con graffi e saliva segnarmi il territorio come fanno i cani. Le tue parole, quelle poche non somigliano più a ninete, vuote, banali”.

Il racconto si propone dunque come un momento di riflessione tra “contemplazione” e “azione”. Contrariamente alla poetessa di Valsinni, la Isabella di Corraro ha provato l’esperienza ed  e ne è rimasta delusa. La storia si sviluppa su un’ellisse che si richiude irrimediabilmente su se stessa senza possibilità di superamento o di riscatto, seppure nell’allucinazione di un corpo nudo che vola leggero verso un’acqua tersa e consolatoria, il lettore potrà intravedere la traccia di una labile speranza, un anelito di libertà.

 

Maria Pina Ciancio

 

 

 

 

 

Autore: Vincenzo Corraro

ISBN: 8890079223

Pagg. 110 - Euro 11,00

Editore: Yorick

Genere: Narrativa

Anno 2003

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

 

http://www.libreriauniversitaria.it/isabella-corraro-vincenzo-yorick-editore/libro/9788890079221?a=415021

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