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L'alfabeto Ogham migliaia di anni prima di Roma 1. 3 PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Garuti   
Mercoledì 15 Aprile 2015 01:37

 

GLI ALFABETI UTILIZZATI DALL’ANTICA CIVILTA’ SARDA

L’ALFABETO OGHAM MIGLIAIA DI ANNI PRIMA DI ROMA 1. 3     

 

Assodato, per merito anche alla documentazione fotografica prodotta (di cui ringrazio il fotografo professionista Marcello Cabriolu per gli splendidi scatti che troverete allegati al presente articolo), che in Sardegna, in età pre-celtica, veniva utilizzato un sistema di scrittura detto OGHAM CHRAOB riscontrabile in maniera evidente anche nella Scozia settentrionale, facciamo alcune brevi riflessioni, prima di proseguire. L’alfabeto Ogham è totalmente occidentale, non indo-europeo, pittico e non celtico, ed in uso, come accertato da tante iscrizioni su pietra, anche nella Sardegna dell’epoca.

I riscontri sono disseminati dappertutto sull’isola, ed un dato emerge in modo palese: si tratta di un alfabeto unico nel proprio genere, collegato ad una immagine reale, non casuale, e strutturato in maniera molto precisa. Proprio tale struttura ci permette, finalmente, di iniziare a coglierne alcune caratterizzazioni sarde molto importanti, che denotano ed asseverano non solo un utilizzo alfabetico in terra sarda ben prima del 2500 a.C. (arrivo dei Celti), ma addirittura, in questo luogo, una caratterizzazione alfabetica che avrà conseguenze notevoli su tutta l’alfabetica mediterranea.

 

 

 

L’Ogham Chraob è un alfabeto collegato agli alberi. La lunga linea verticale, da cui partono i vari segmenti (a destra, sinistra, obliqui o che intersecano detta linea) raffigurano un tronco d’albero ed i relativi rami. Ogni singolo “ramo” era collegato ad un albero o ad una particolare pianta presente in natura, la cui iniziale costituiva anche quella che noi oggi consideriamo una lettera dell’alfabeto.

Alfabeto con riscontro grafico evidente, quindi. Cosa accade soprattutto in Sardegna? La miriade di testimonianze su pietra parla chiarissimo: l’Antica Civiltà Sarda continua ad utilizzare tale forma di scrittura in maniera differente rispetto al territorio del nord della Scozia, frammentando i vari simboli, utilizzandoli non più su un lungo asse, bensì isolando le varie forme grafiche ed “esportando” tale sistema nei territori con cui viene a contatto.

Possibile fare un’affermazione del genere in base a molti fattori. Innanzitutto la quantità notevole di segni grafici che, in tal senso, asseverano questa straordinaria novità proprio nell’isola mediterranea. Poi un motivo oserei dire probante, al cento per cento: la Sardegna, o meglio l’Antica Civiltà Sarda, utilizza per prima alcuni simboli Ogham non presenti in altri territori e ne fa un uso talmente frequente da caratterizzarsi in tal senso. Un simbolo, in particolare, ci fornisce una chiave di lettura straordinaria e mi riferisco alla linea verticale intersecata da una obliqua. Non una croce, si badi bene, ma qualcosa di ben differente: ripeto, “linea verticale attraversata da un’altra linea, che la intersechi in modo obliquo”. La risultante è una sorta di grande X che poggia su un solo punto e non su due come, appunto, la X moderna, che tutti ben conosciamo.

 

 

 

Due caratterizzazioni sarde quindi: la divisione dell’Ogham in singoli caratteri e, soprattutto, la creazione di (almeno) un simbolo nuovo. Ogni simbolo conduce ad una diversa pianta, od albero, e l’iniziale di tale pianta costituisce una lettera dell’alfabeto Oghamico: il simbolo collegato all’ontano, ad esempio, riconduce alla iniziale “F”, il simbolo collegato all’erica all’iniziale “U”, il simbolo collegato all’edera all’iniziale “G”, e così via, ovviamente in lingua oghamica (rapportata foneticamente e graficamente, per comodità, al nostro attuale alfabeto), come risulta dall’incrocio tra gruppi letterali gaelici e pre-gaelici.

Logico porsi la domanda: di cosa, o meglio, di che pianta si tratta in Sardegna, tanto da averne ricavato un simbolo particolarmente caratterizzante non solo per l’isola, non solo per l’Antica Civiltà Sarda, ma anche per tutto il Mare Mediterraneo?

Della vite, ed in particolare della “Vite Mediterranea”, come ben si desume dai testi, ovviamente di età successiva e scritti in gaelico, che attestano i vari gruppi letterali Ogham, a cui abbiamo fatto cenno, e mediante cui venivano caratterizzate le varie piante od alberi. Nel nord Europa Britannico tale vite non esisteva, per cui il riferimento mediterraneo, unito alla diffusione sarda del simbolo, non lascia adito a dubbi. L’iniziale risultante, rapportata al nostro alfabeto, è la lettera “M”.

 

 

 

Tale simbolo della vite mediterranea, ossia questa X storta, come potete vedere dalle foto allegate, è ben diversa da una croce (argomento peraltro già trattato in maniera esauriente da Valeria Putzu in un altro articolo) e la raffigurazione grafica evidenzia in pieno tale differenza. E’ chiarissima la volontà di raffigurare ora una croce, a livello iconografico-astronomico, ora invece un simbolo grafico riproducente, appunto, la vite: una X storta, che rapportata al nostro alfabeto indica una M.

Ma c’è di più!

Tale innovativa raffigurazione grafica non si limita ad una sola barra trasversale rispetto ad una linea verticale, bensì attiene anche ad ulteriori caratteri grafici, costituiti da due-tre-quattro ed anche cinque linee trasversali. Ci sarà anche in questo caso un motivo estremamente preciso, che analizzeremo in seguito. Bisogna armarsi di pazienza, assimilare i vari passaggi di questa ricerca e comprendere che si tratta di un sistema straordinario. Da una raffigurazione completa di un albero, con tanto di tronco e di rami, si passa ad una suddivisione in singoli simboli grafici, la cui portata, come vedremo, sarà notevole, soprattutto laddove tale simbologia entrerà in contatto con simbologie orientali.

 

 

 

Per ora ci basti poter affermare che in Sardegna, come abbiamo visto, venne utilizzato un particolare simbolo, X = Vite Mediterranea appunto, (da cui la lettera “M” come iniziale), capofila di cinque simboli grafici innovativi (barre oblique e trasversali rispetto ad una linea centrale). L’Antica Civiltà Sarda utilizzava quindi forme scritte di origine totalmente occidentale, creando addirittura propri riferimenti grafici, del pari totalmente occidentali già ed almeno 5000 anni fa, ossia migliaia di anni prima di Roma.

Altro che “segni su pietra incomprensibili”!

 

Fabio Garuti e Valeria Putzu

 

 

 

 

(tratto da: SARDEGNA, PAGINE DI ARCHEOLOGIA NEGATA - UNA GRANDE CIVILTA' MEDITERRANEA MIGLIAIA DI ANNI PRIMA DELLA STORIA DI ROMA - Anguana Edizioni - Sossano - VI)

 

 

 

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

http://www.libreriauniversitaria.it/sardegna-pagine-archeologia-negata-garuti/libro/9788897621362?a=415021

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