Elektron PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Novellino   
Venerdì 06 Marzo 2015 01:16

 

ELEKTRON  di CINZIA BALDINI               

 

L’antico Egitto non cessa di esercitare i suo fascino. Una civiltà che si perde nella notte dei tempi, e che si fonda su miti avvincenti e misteriosi, puntualmente torna a ispirare gli scrittori di fantascienza.

Così avviene in questo romanzo di Cinzia Baldini, con tutte le carte in regola per la sua appartenenza al genere. Il libro si posiziona degnamente nel contesto di una narrativa che fa della fantaegittologia il suo cavallo di battaglia.

La storia procede su due piani. In uno troviamo le vicende legate alla dottoressa Nur Hammand, giovane e affascinante archeologa, che coniuga il suo amore professionale per le antichità egizie con l’affetto e l’attrazione erotica per Patrick, un giovane studioso della Svizzera francese. Nell’altro seguiamo le avventure dei componenti della missione “Ank-taui”, provenienti dal misterioso pianeta Proteros e sbarcati sul suolo terrestre qualcosa come trentacinquemila anni fa. Ovviamente un filo unisce le due storie che, pur procedendo parallele, rinviano fatti e significati l’una all’altra fino alla rivelazione finale.

Chi sono i proteriani? Che cosa sono venuti a fare sulla Terra? Il lettore se lo chiede, pagina dopo pagina, soprattutto attraverso le vicissitudini della bella dottoressa di origini egiziane, alla quale ne capitano appunto di tutti i colori: viene rapita da misteriosi delinquenti e rischia perfino la vita. Ciò che fa da anello di congiunzione è uno strano oggetto, un singolare reperto archeologico, che si chiama “Djed”. Questo ha il potere di produrre delle specie di visioni in chi se lo tiene vicino. Nur è il soggetto destinato a fare tali esperienze misteriose che hanno a che vedere con la dimensione extrasensoriale.

Il romanzo offre il piacere di percorrere i meandri di un affascinante mistero. Anche se i contorni fondamentali di esso appaiono prevedibili fin dai primi capitoli, le ragioni profonde, che legano avvenimenti vicini e lontani, sono avvolti da una nebbia che solo a poco a poco viene dissolta attraverso un gioco di fatti e rivelazioni sapientemente orchestrati. E la tesi, quindi, dell’origine extraterreste degli esseri umani (perché è di questo che si parla) viene argomentata con l’apporto di nozioni interessanti di cui il lettore prende coscienza attraverso la dimensione avventurosa.

Si tratta di una questione intrigante, non nuova per la fantascienza, ma sempre in grado di catturare l’attenzione del lettore. È un argomento che, a mio modesto avviso, ha legittimità e si affronta con piacere sul terreno della narrativa d’invenzione. Ricordo, invece, di avere provato una noia mortale, anni fa, durante la lettura dell’unico libro di Peter Kolosimo che mi era capitato fra le mani. In esso si trattava proprio dell’origine extraterrestre dell’umanità. Ma quel parlarne con pretese scientifiche (forse erano anch’esse sottili invenzioni), quel calcare il terreno con materiale del tutto rigorosamente documentabile ma per nulla convalidabile, mi dava la sensazione di una mera perdita di tempo. Tutt’altra cosa è la lettura di un romanzo di fantascienza. In questo caso, il patto narrativo risulta del tutto chiaro: chi vi si accosta sa di trascorrere qualche ora di piacevole e onesto esercizio della fantasia, magari riuscendo non solo a divertirsi, ma ad arricchire un po’ la propria cultura in materia.

È il caso di questo romanzo, scritto bene, con abilità nell’intrecciare situazioni, personaggi, ambientazioni e colpi di scena sullo sfondo del sempre affascinante mondo dell’antico Egitto.

 

Giuseppe Novellino

 

 

  

 

 

 

 

Disponibile su:

 

 

LINEE INFINITE EDIZIONI 

http://www.lineeinfiniteedizioni.net

 

 

- Libreria Universitaria.it 

 

http://www.libreriauniversitaria.it/elektron-baldini-cinzia-linee-infinite/libro/9788862471138?a=415021

Commenti

avatar Mariano Grossi
+1
 
 
Concordo pienamente! Avevo letto "Il veleno di Circe" e sto completando la lettura di "Non nobis, Domine": il tracciato è lo stesso, l'humus di azione ed introspezione analogo nel coinvolgimento adesivo del lettore. Senza offendere nessuno, chi iscrive gente come Dan Brown a "campionati" di vertice della saga dei thriller...dovrebbe passare una mano sulla propria coscienza!
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avatar Simone Draghetti
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Grazie Mariano,,,
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