Y PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Novellino   
Giovedì 29 Gennaio 2015 01:04

 

di CLAUDIO SELVA          

 

Nell’accingersi a leggere il libro, il problema è da dove cominciare: da pagina 9 a pagina 72, oppure, capovolgendo il volumetto, da pagina 73 a pagina 130?

Sono stato un momento perplesso, devo ammetterlo, pensando a un errore di stampa. Poi la mia scelta si è orientata sulla pagina 9, badando non solo all’ovvio significato del numero, ma al fatto che la copertina, su quel lato, presenta il disegno di una testa rasata con cicatrice sulla nuca, e constatando che nelle primissime pagine spicca una dedica (ad Angela) e una citazione di Fernando Pessoa. Da quello che dovrebbe essere il fondo del libro, invece, parte una narrazione (per così dire, capovolta) senza titolo, con semplici capitoletti numerati.

Il libro di Claudio Selva presenta lo stesso titolo su entrambe le facciate di copertina: “Y”. Lascia un certo retrogusto di enigma, la cui interpretazione viene offerta al lettore.

Di che cosa tratta? Sostanzialmente di due blocchi narrativi che dovrebbero avere un certo rapporto fra di loro. Nel primo, che si presenta come una serie di racconti ma con vaghe caratteristiche di romanzo corale, troviamo tanti personaggi della nostra società contemporanea, ritratti con umorismo e vivacità evocatrice. Nel secondo, la struttura ha tutti i connotati di un romanzo di fantascienza narrato dal punto di vista di uno sconosciuto che si trova improvvisamente (sui confini di un deserto misterioso) alle prese con una società in cui dovrebbe inserirsi, ma della quale non sa nulla, avendo perso la memoria. Si trova allora a contatto con forme di potere che hanno a dir poco del paradossale. L’impostazione è quella del racconto distopico, con venature satiriche e qualche riferimento non tanto velato al grande Philip Dick.

Torniamo al titolo. Secondo me, non vuole dire nulla per quanto riguarda il contenuto dell’opera. È un semplice segno orientativo per il lettore, il quale dovrebbe rendersi conto (ma non è poi tanto facile) che si tratta di due storie che s’incontrano e convergono, come i trattini obliqui della Y, nella gambetta sottostante. Un gioco a mio parere abbastanza inutile, un po’ effettistico, che comunque stimola la curiosità.

Il libro è scritto con linguaggio vivace, colorito e nello stesso tempo sorvegliato.  Dovrebbe essere apprezzato maggiormente dai giovani amanti delle stranezze, avvezzi agli effetti speciali: un’ironica e un po’ cinica riflessione sul senso di estraneità o di straniamento che a volte provoca nei giovani (ma non solo) questa società dei consumi in via di disfacimento.

 

Giuseppe Novellino

 

 

 

 

 

 

 

 Disponibile su Libreria Universitaria.it

 

http://www.libreriauniversitaria.it/selva-claudio-sognatori/libro/9788895068404?a=415021

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