LA BIMBA SUL CILINDRO

 

ISBN: 978-88-6247-051-3

Editore: LINEE INFINITE EDIZIONI

Pagine: 100    Euro 9,00

Genere: Narrativa 

Edito 2011

 

QUARTA DI COPERTINA:

Una foto, impressa a fuoco nella memoria, diviene l’incipit di una "… storia d’amore. Forse unilaterale. Forse no. O forse soltanto un punto di vista. Ma, di sicuro, una storia fra tante e infinite altre nelle quali si leggono i grandi temi della vita: amore, guerra, morte, destino e via discorrendo".

Scrive di "lei" la voce narrante che, partendo proprio da quella foto scattata dopo il fatidico 8 settembre del ‘43, scandaglia le pieghe del tempo e indugia sugli affetti, sui rapporti importanti e su certi momenti cruciali della vita, in un sapore che sa di nostalgico ripensamento e di sentimenti puri e inviolabili.

 

 

BREVE ESTRATTO DEL LIBRO:

La foto

Ricorda che da bambina la guardava spesso, cercandola con ansiosa e crescente curiosità tra le foto di famiglia, e che ogni volta pensava fosse davvero riuscita male, tanto le sembrava brutta.E, in quel caso, sarebbe stata un’altra storia!

Oggi che la guarda con l’impietoso occhio del tempo, la coppia che vi è ritratta le appare semplicemente spettrale.

Sì, spettrale e angosciante per la scheletrica magrezza di entrambi e per il vuoto degli occhi rivolti verso l’obiettivo.

"La storia è fatta e il futuro ha bisogno di aggiustamenti", prova a dirsi, ma nella mente s’insinuano i ricordi e ciascuno diviene tassello di un passato intatto e immutabile.

L’uomo veste la divisa da soldato fascista con la storica camicia nera e un ideale moschetto ancora sulla spalla.

La donna, scura per i caratteri somatici e per l’abbigliamento, stringe saldamente i manici della sua borsa.

Dicevano che lui aveva reso servizio alla Patria, come centralinista, sul fronte della Sicilia occidentale, e che, all’annuncio dell’armistizio dato dal generale Badoglio, aveva esultato come tutti gli altri.

Che aveva percorso a piedi e con mezzi di fortuna più di mille chilometri, riposandosi nei luoghi in cui aveva potuto, e che era tornato a casa, segnato ma fiducioso.

Nove mesi dopo lo scatto di quella foto-ricordo nacque una bambina, lei, possibile sintesi delle idee di libertà, speranza e futuro.

Per rispetto alla nonna materna le fu imposto il nome che in prima battuta era stato di sua sorella, morta a poco più di due anni per una non precisata malattia esantematica e da tutti ricordata con tenero rimpianto.

D’altra parte, sua madre non mancava di evocarne le doti e di lamentare che si fosse ammalata, nonostante avesse la faccia della salute, e che fosse morta così, in pochissimi giorni, senza neppure avere il tempo di capire.

E tornava, poi, a inorgoglirsi dicendo quanto fosse graziosa, quella figlia, con i suoi capelli biondi e ricci, gli occhi azzurri e il viso roseo, bello e paffuto, proprio come quello di Gesù Bambino, del quale mostrava una piccola e ormai consunta icona, estratta con discreto e consueto garbo dalla sua capiente borsa.

Dalle parole della madre lei capiva che della sorella morta non aveva altro che il nome. E che l’azzurro degli occhi, comune a entrambe, era una particolare e sicura eredità paterna, nei cui tratti pareva ravvisarsi una probabile impronta normanna.

E comunque lei non dubitava della purezza del proprio nome. Ne era orgogliosa e tanto più decisa a difenderlo contro ogni eventuale e arbitraria contaminazione. Mal sopportava perciò di essere chiamata con strani e insulsi diminutivi, che un minimo di perspicacia le avrebbe permesso di vedere come autentici vezzeggiativi, e fremeva dal desiderio di liberarsene, nell’incontrollato timore che le restassero appiccicati per tutta la vita.

Con timide sollecitazioni e poi con più decise correzioni, riuscì finalmente a riappropriarsi del nome di battesimo che, quantunque fosse di seconda mano, era pur sempre un nome antico e importante. Anzi, una vera pietra miliare nella storia umana legata al Cristianesimo.

Aveva condotto, dunque, con sicura determinazione quella che, in cuor suo, pensava fosse una battaglia necessaria e improcrastinabile e ne aveva ricavato il dovuto successo, non potendo, allora, immaginare che la vita le avrebbe riportato la tenerezza di quei nomi. E che essi, assieme ai tanti ricordi, l’avrebbero accompagnata lungo il sentiero dei sentimenti e delle emozioni di un tempo ormai consumato.

 

 

 

PUZZLE

 

 

ISBN: 978-88-89732-96-0

Pagg. 121 - Euro 12,00

Editore: SECOP Edizioni

Genere Poesia

Anno: 2012

 

 

QUARTA DI COPERTINA:

Anna Mininno realizza, in questa sua prima prova poetica, una prova d'autore, confermando quanto lei stessa ha scritto nel sottotitolo della silloge, "manoscritto di una giovane e promettente esordiente", con l'ironia e l'autoironia che la contraddistinguono, ben consapevole dei propri mezzi linguistici e della naturale sensibilità per la parola alata.

Angela De Leo 

 

 

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