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Fatti e riscontri: confronto tra antichi sardi, antichi scozzesi e fenici PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Garuti   
Venerdì 23 Gennaio 2015 01:40

 

FATTI E RISCONTRI: CONFRONTO TRA ANTICHI SARDI, ANTICHI SCOZZESI E FENICI

 

Si discute molto, come è giusto che sia, di fonti archeologiche, metodo scientifico, documenti e documentazioni scritte in genere, reperti, metodo comparativo ed, in genere, di tutto ciò che consenta di "fare ricerca", alla luce di un evidente bisogno di nuove discipline da poter inserire nel "paniere della ricerca" stessa. Tecnologie, diffusione planetaria di immagini, consultazioni di mappa precisissime, permettono di poter finalmente osservare orizzonti più ampi, non circoscritti ad una area di scavo che, seppure molto importante, non consente certamente paragoni sovranazionali od addirittura continentali, se non mondiali. Fulgido esempio di tutto ciò l'archeologia sarda. Ormai la questione relativa ad una Antica Civiltà Sarda sta varcando, per fortuna, i confini nazionali, ottenendo così una importantissima ribalta che certamente merita. Sapete bene che amo definire l'isola un "museo a cielo aperto".  

Proprio per dimostrare come si possa fare ricerca confrontando e paragonando reperti ed analisi mirate, e visto che taluna archeologia ufficiale rifiuta totalmente anche di prendere in considerazione non solo un’antica e ben delineata civiltà sarda, ma anche i contatti che essa ha intrattenuto con il nord della Scozia in tempi antichissimi, proviamo a paragonare, dati e reperti alla mano, l’Antica Civiltà Sarda, quella scozzese e quella fenicia, da sempre considerata, sempre a livello "ufficiale", fautrice unica ed indubitabile dello sviluppo socio-culturale della Sardegna nell’antichità.

Ricordiamo, molto brevemente, che, ufficialmente, sarebbe iniziato nel 1800 a.C. un non meglio precisato "periodo Nuragico", grazie ovviamente agli omonimi e splendidi edifici sparsi sull'isola ed edificati, appunto, solo dal 1800 avanti Cristo in poi, ma senza una civiltà, senza contatti degni di nota con altri popoli, senza un’organizzazione socio-culturale degna di tale nome, senza navi, ed, in definitiva, sarebbe rimasta una mera comunità agro-pastorale semi nomade, senza alcuna caratterizzazione possibile, nuraghi esclusi, in attesa dell'arrivo dei Fenici, verso l'Ottocento avanti Cristo, appunto. Costoro avrebbero poi gettato le basi, per primi, di un’organizzazione sociale stabile, con riferimenti precisi e quant'altro. Ivi comprese navi, navigazione ed affini. Quindi: fino al 1800 a.C. nulla di nulla, poi i soli nuraghi, ma senza alcuna caratterizzazione socio-culturale ed in un ambito semi-nomade ed agro-pastorale, poi, nell'800 avanti cristo,e solo allora, i Fenici e, finalmente, navi, civiltà ed organizzazione sociale. Questa l'”ufficialità”, almeno ad oggi. Meglio essere chiari una volta per tutte! 

A tre precise obiezioni che da lungi muovo: 1. Marineria e navi sarde inesistenti per circa 1000 anni almeno; 2. Inizio dell'età del Bronzo solo nel 1800 avanti Cristo; 3. Ma possibile che i sardi, ove mai dotati di queste famose e “legatissime” navi, abbiano sempre rivolto le prore sempre e solo ad oriente e mai ad occidente? Ma ha un senso logico tutto ciò? Non è stata data alcuna risposta. In pratica, anche a livello ufficiale, si badi bene, c'è un "buco” di almeno 1000 anni inspiegabile ed ingiustificabile. A livello ufficiale, s'intende, in quanto, ad avviso della ricerca indipendente non si tratta di un "buco" solo millenario, bensì plurimillenario. Concordo pienamente. 

Proviamo quindi a paragonare Antichi Sardi, Pitti Scozzesi e Fenici, per toccare con mano quali riscontri sia possibile ricavare. Quelli ufficiali a favore della connessione (sempre e solo da e verso l'Est) Sardi-Fenici dovrebbero essere granitici a dir poco, se, sempre a livello ufficiale, non si prende neanche in considerazione una connessione (ad Ovest) tra  Sardi  e Scozzesi. Mi sembra evidente. Vediamo se è davvero incontestabile una tale e categorica visione storico/archeologica: 

 

Raffronto Sardi - Fenici 

 

 

 

800 circa a.C. I Fenici, solo in alcuni insediamenti limitati alla costa a sud ed a sud-ovest della Sardegna, niente altro, avrebbero "portato la civilizzazione" in una sorta di landa semidesolata e seminomade, priva praticamente di tutto (navi comprese) e dotata solo dei magnifici nuraghi, sorti, a detta della ufficialità, un migliaio di anni prima. I Fenici, il cui nome si evince solo da una caratterizzazione di origine greca, e che non sono mai stati citati come popolo in altro modo, sono presumibilmente stanziati nell'odierno Libano, non erigono sulla propria terra né nuraghi, né pozzi sacri, non utilizzano iconografie quali i cerchi concentrici, usatissimi in Sardegna, non hanno né organizzazione sociale matriarcale né culto per una divinità femminile che dà la vita, ed, in definitiva, sono organizzati e strutturati su base patriarcale, a quanto se ne sa a livello ufficiale. Sono organizzati in città-stato, (a differenza della Sardegna), e della loro presenza in Sardegna (analizzata e studiata minuziosamente per decenni e decenni in ogni singolo e possibile risvolto), restano: tracce di insediamenti in alcuni siti lungo le citate coste, qualche traccia di templi, statuette e manufatti, qualche traccia di fortificazioni (si discute molto sul fatto che il tutto possa essere stato edificato su precedenti costruzioni "nuragiche o pre-nuragiche"!!!) e soprattutto, vero punto di forza assoluto, i Tofet. Trattasi di santuari dedicati alla dea Astarte (l‘Afrodite greca, per intenderci), all'aria aperta, formati da uno spiazzo in terra battuta delimitato da un muro o muretto o da un cerchio di pietre. A livello edilizio qualcosa di assolutamente semplice, se non semplicissimo. Sullo spiazzo venivano depositate urne contenenti le ceneri di bambini o animali, ovviamente inceneriti. Culto? Nulla che richiami alla Gran Madre, alla Dana, alla dea delle Acque e della Vita. Per quanto attiene alla venerazione della dea Tanit, anche qui c'è qualche problema, in quanto non è affatto certo (anzi...!) che la Tanit sia una divinità fenicia. Potrebbe benissimo essere od essere già stata sarda... anche qui qualche problema con le datazioni dei reperti (c'è sempre qualche migliaio di anni che "sguscia via"), tanto per citare alcuni cocci "nuragici" che raffigurerebbero proprio la dea Tanit, ben prima dell'avvento fenicio, diciamo così. Si sta studiando, ed i dubbi persistono. 

Quindi, sia a livello di edifici che di caratterizzazioni socio-culturali-teistiche, non è che ci sia poi tanto, per la verità. Se questi sono i residui di una civilizzazione successiva, a fronte di un’originaria società sarda semi-nomade ed agro-pastorale, penso che siamo abbastanza lontani dalla realtà. Ben più probabile, e verosimile, un contatto, ad un certo punto anche stabile, esclusivamente di natura commerciale, avvenuto in tarda età, consolidato da insediamenti costieri come punto di appoggio logistico-residenziale; anche al giorno d'oggi accade spesso qualcosa di molto simile in paesi, distanti tra loro, che abbiano interscambi commerciali. Ci vorrebbe ben altro, che assolutamente non c'è, per parlare di integrazione e/o addirittura di civilizzazione, se non di invasione armata, ipotesi questa che in verità non sembra più molto gettonata da qualche tempo (evidentemente un qualche ripensamento) anche in considerazione del fatto che parliamo dell'ottocento a.C. ossia di pienissima età storica.

 

Raffronto Sardi - Scozzesi

 

 

 

Andiamo a ritroso, di circa duemila anni almeno. Dovrebbe esserci molto di meno, a livello di reperti e riscontri, su contatti con altre civiltà, non vi sembra? Ed invece non è così. Ci sono testimonianze evidenti di rapporti molto stretti tra Antica Civiltà Sarda e nord della Scozia. Fino a quando? Fino all'avvento dei Celti (2500 circa a.C.) che sconvolgono letteralmente determinati equilibri. Non in Sardegna ma in Scozia certamente sì. Fino a quel momento i Pitti (nome di Popolo ben preciso) edificano i dun, in numero di almeno un migliaio, molto simili ai nuraghi per aspetto esteriore a tronco di cono, utilizzo di pietre a secco, scala elicoidale interna inframuraria, nicchia d'andito, muro a doppio guscio. Edificano i pozzi sacri, in onore della divinità femminile delle acque, in maniera praticamente identica a quella sarda. Utilizzano iconografie identiche a quelle sarde (cerchi concentrici su pietra, magnifici e perfetti, unici al mondo per qualità di incisione. Ricordo che tali cerchi concentrici raffigurano i magnifici campi circolari di Moray in Perù. La prova? la contea nord scozzese di cui parliamo si chiamava... Moray. Bella combinazione, vero? Ma di questo riparleremo diffusamente). Hanno una struttura sociale matriarcale, esattamente come in Sardegna. Venerano una divinità femminile, la Gran Madre, dea delle Acque, della Vita, della Luna, un culto antichissimo, che inneggia all’integrazione con la natura. Addirittura a livello di strumenti musicali c'è un’affinità assoluta (launeddas e triple pipes) che ha dello sbalorditivo, per natura dello strumento, suoni emessi e tecnica di utilizzo molto complessa. Sempre e solo tra Sardegna e Scozia. A livello di nomi c'è l'aggancio sull'origine e sul significato del termine Sar-Dan o Ser-Dan, come abbiamo visto più volte nei precedenti articoli. Insomma, ce n'è per tutti i gusti. Dopo l'avvento dei Celti, saltano determinati equilibri e l’Antica Civiltà Sarda si rivolge maggiormente verso il Mediterraneo orientale. Ed ecco che ha finalmente un senso compiuto lo spostamento da ovest ad est, come raggio d'azione e di interesse, cosa che certa ufficialità ha sempre rifiutato in blocco, arrivando così a sostenere che praticamente ad ovest i sardi non hanno mai avuto contatti significativi. 

Non è così. I contatti ad ovest e a nord ovest sono antichissimi, ben precedenti al 2500  a.C. In seguito lo spostamento, nel Mediterraneo, ad est, a nord est e a sud est. Motivo? I Celti, appunto, che non sconvolgono l’Antica Civiltà Sarda, ma l'Europa occidentale certamente sì. Ulteriore motivo di "destabilizzazione" con conseguenze ancora da accertare, soprattutto a livello geologico, la catastrofe del Vulcano Thera, (1628 circa avanti Cristo) che ricadute ne avrà certamente avute anche sulla e per l’Antica Civiltà Sarda e per quanto riguarda gli equilibri interni allo stesso mare Mediterraneo. 

Lascio ben volentieri a lettrici e lettori ogni ulteriore considerazione, al fine di poter finalmente tracciare un quadro "congruente" dell’Antica Civiltà Sarda. Soprattutto un quadro senza "buchi cronologici millenari". Non traggo conclusioni, perché è giusto e doveroso che ci si possa formare una propria opinione, e mi limito così ad offrire fatti e riscontri, su cui si può e si deve riflettere.

Giusto a margine una nota: ho chiesto, da mesi, ripeto, che mi venga spiegato il "buco cronologico-temporale" esistente, a livello ufficiale, tra il 1800 e l'800 a.C. Ad oggi ancora nulla. Ho chiesto mi venga spiegato il mistero delle "navi sarde". Ad oggi ancora nulla. Ho offerto la partecipazione a dibattiti o confronti sulle realtà afferenti i contatti tra Antica Civiltà Sarda e nord Europa, ma, ad oggi, ancora nulla. 

Di solito chi tace acconsente! Acconsente al fatto che la Sardegna abbia avuto una grande civiltà, ultramillenaria: l’Antica Civiltà Sarda, appunto, che ha solcato e dominato il mare Mediterraneo, e non solo. 

Ormai è tempo di utilizzare terminologie appropriate. Storicamente ed archeologicamente parlando.

 

Fabio Garuti

 

 

 

(tratto da: SARDEGNA, PAGINE DI ARCHEOLOGIA NEGATA - UNA GRANDE CIVILTA' MEDITERRANEA MIGLIAIA DI ANNI PRIMA DELLA STORIA DI ROMA - Anguana Edizioni - Sossano - VI)

 

  

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

http://www.libreriauniversitaria.it/sardegna-pagine-archeologia-negata-garuti/libro/9788897621362?a=415021

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