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Archeologia linguistica. Resoconti dal passato PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Garuti   
Venerdì 12 Dicembre 2014 01:58

 

ARCHEOLOGIA LINGUISTICA - RESOCONTI DAL PASSATO   

 

Lo studio delle lingue antiche, antichissime ed addirittura estinte, soffre al giorno d'oggi, a mio avviso, di una sorta di "isolamento" da altre discipline, francamente incomprensibile, soprattutto da parte della Storia e dell’Archeologia. Ne deriva che spesso i campi di ricerca procedano per proprio conto non senza una mancanza d’informazioni che spesso non avrebbe ragion d'essere. Per la verità ciò si verifica soprattutto per quanto riguarda lo studio di periodi "pre-storici" e forse la motivazione, per quanto non condivisibile a mio avviso, è chiarissima: mancanza di testi scritti, mancanza di reperti ed in genere mancanza di "testimonianze" intese nel senso tradizionale. E' un errore, ed anche considerevole, peraltro più evidente nel nostro paese che non all'estero. Le lingue antiche, addirittura estinte, lasciano sempre qualcosa dietro di sé, tramandano nomi, o parti di nomi, altrimenti inspiegabili ed anzi, proprio la loro integrazione con quelle successive e ben testimoniate, ne rivelano la presenza e ne giustificano la grande considerazione. Rinunciarvi a priori significa privarsi di una base di ricerca ben più solida di quanto si creda, soprattutto per quanto riguarda le cronologie. Vediamo perché, mediante un esempio estremamente chiaro e preciso: la datazione dei primi ed ovviamente più antichi nuraghi sardi nonché della raffigurazione su pietra dei perfetti cerchi concentrici reperiti in Sardegna e nel nord insulare della Scozia.

 

 

 

Una premessa: la storia dell’Antica Civiltà Sarda attraversa, ormai chiaramente, due fasi ben distinte, e l'ignorare questa problematica costituisce un errore, senza voler entrare nel merito del perché tutto ciò accada, non è affar nostro. Ma è evidente che, a fronte di reperti, a migliaia, che testimoniano un fiorente sviluppo socio-economico ben prima della Civiltà Romana databili almeno al 2500 avanti Cristo (ed ancora a ritroso), ci siano poi testimonianze di un progressivo "orizzonte Orientale" che spostò, appunto verso Oriente, i contatti della Civiltà Sarda a far data dal 1500 circa avanti Cristo in poi. Causa del tutto? Probabilmente i mutati equilibri interni al Mediterraneo in seguito alla catastrofe del vulcano di Thera (1630 avanti Cristo), oggi Santorini, nell'Egeo, ma la materia è ancora in corso di approfondimento. Certo è che un nuovo orizzonte di interscambi tra Civiltà Sarda ed altre realtà mediterranee trova sempre maggior conferma a far data, appunto, dalla seconda metà del secondo millennio avanti Cristo. E prima? Ignorare il prima, non volerlo considerare è, dicevo, un errore grave: anche perché il continuare a propinare la storiella che, improvvisamente, la Sardegna passi da una ovattata e nebulosa "Civiltà Nuragica" ad una realtà dai contorni estremamente precisi ma orientati esclusivamente ad Oriente, fa letteralmente sorridere. Un po’ come la vicenda del Faraone Cheope che innalza così, all'improvviso, un mostro di Piramide da milioni di tonnellate con scalpelli martelli e funi (naturali) salvo poi far "obliare" tale incredibile capacità nel nulla, dato che edifici del genere non sono stati più edificati. Ovviamente senza considerare che qualcosa di identico è accaduto anche in Messico e Cina, sempre seguito poi dal solito oblio. Non si sa se sorridere o restare allibiti.

 

 

 

Ma torniamo al nostro argomento, Come possiamo dimostrare che Nuraghi sardi, Dun scozzesi (e non i Broch che sono molto più grandi, attenzione a non confonderli) e perfetti Cerchi Concentrici su pietra (tutte prerogative esclusive di tali due territori) siano antecedenti al 2500 avanti Cristo almeno? La cosa è importante, in quanto una datazione può chiarire e far combaciare i vari tasselli del puzzle che stiamo cercando di ricomporre. Un dato su tutti: I Celti. Costoro non hanno edificato Dun e Nuraghi, non hanno inciso su pietra i Cerchi Concentrici ed utilizzavano un idioma  molto particolare che, in Britannia, divenne noto come Gaelico (una sorta di Celtico Insulare appunto). Nel nord della Scozia risiedevano i Pitti la cui lingua, assolutamente estinta, sopravvive solo in rari gruppi di lettere, molto particolari e ben identificabili, non assimilabili né al Celtico né al Gaelico. Nel nord della Scozia i Celti, la cui lingua ha matrice Indoeuropea a differenza di quella Pittica (o Pitta), arrivano nella metà del terzo millennio, non prima, ed il fatto che non abbiano mai edificato Nuraghi, Dun o tracciato cerchi su pietra potrebbe anche bastare, ma la linguistica ci fornisce un ulteriore ed importante supporto. Gli incroci tra idiomi Indoeuropei-Celtici-Gaelici e, per quanto resta, Pittici, confermano totalmente queste datazioni, in quanto fanno risalire il Proto-Celtico (antico Celtico) proprio a tale periodo, con i primi importanti "innesti" tra idiomi. Un esempio? Il gruppo DUN, che oltretutto caratterizza le strutture simili ai Nuraghi (aspetto esteriore, doppio guscio murario, scala elicoidale interna infra-muraria, nicchia d'andito) è Pittico, non Celtico. Un dato importantissimo, straordinario, da considerare con grande attenzione, anche perché il "gruppo letterale" -DUN  è diffusissimo in tutta l'Europa e non solo, sempre con riferimento all'acqua od a strutture connesse, o vicine, all'acqua appunto: se tali edifici (Nuraghi e Dun) hanno, per quanto attiene a quelli scozzesi, un nome Pittico (Dun)  e non Celtico, sono chiaramente precedenti ai Celti. I Celti non ne hanno edificati e non hanno dato loro il nome. Arrivano nel nord insulare della Scozia solo nel 2500 a. C. per cui, tirate le somme, gli edifici scozzesi non sono stati edificati dopo quel periodo. Mi sembra chiaro. Ed in Sardegna? Possibile che l'Antica Civiltà Sarda, che offre tante similitudini con la realtà nord scozzese, abbia atteso quasi 1000 anni per edificare i propri primi magnifici Nuraghi? Non ha senso, ed infatti così non è assolutamente. Altra prova? I Cerchi in Sardegna sono stati incisi in modo perfetto anche sul Menhir - Stele di Mamoiada. I Menhir risalgono, almeno, al 3000/3500 avanti Cristo, esattamente come le Domus de Janas al cui interno troviamo cerchi ancor più mirabili. Le datazioni collimano perfettamente, addirittura ad andare ancor più a ritroso. Penso che stavolta ci siamo, con un ulteriore e preciso riscontro dato proprio dalla Linguistica. 

Ma non è tutto: alcuni gruppi letterali, a parte il -DUN di cui già abbiamo dato conto, sopravvivono ancora oggi dall’estinta lingua Pittica (pur essendo stati poi assorbiti, com'è logico, dal Gaelico Scozzese), ne conosciamo altri tre: -ABER, -PIT, -LHAN. Qualche riscontro? Non ci crederete, ma anche in questo caso il collegamento Sardegna - Scozia è chiarissimo:  ABER-DEEN, DUN-DEE (pronuncia Dandee), LAN-USEI e PIT-TULONGU parlano in tal senso.

 

L'Antica Civiltà Sarda: già (almeno...) nel 2500 avanti Cristo.

 

Fabio Garuti 

 

 

 

(tratto da: SARDEGNA, PAGINE DI ARCHEOLOGIA NEGATA - UNA GRANDE CIVILTA' MEDITERRANEA MIGLIAIA DI ANNI PRIMA DELLA STORIA DI ROMA - Anguana Edizioni - Sossano - VI)

 

 

 

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

 

http://www.libreriauniversitaria.it/sardegna-pagine-archeologia-negata-garuti/libro/9788897621362?a=415021

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