La prova archeologica PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Garuti   
Venerdì 19 Settembre 2014 01:48

 

LA PROVA ARCHEOLOGICA    

 

In Archeologia Il concetto di "Prova" è un qualcosa di poco chiaro, e vi spiego il perché. I soliti sostenitori della Piramide di Cheope nonchè di vari altri dogmi archeologici ormai noti a tutti, eccetera, chiedono a gran voce le prove: "ci vogliono le Prove" -tuonano con possente sicumera- ove si voglia realmente  dimostrare che le piramidi fossero, anzi siano state, anzi sono, testimonianze di agglomerati tecnologici che neanche possiamo immaginare. Prove, ci vogliono, prove, altrimenti resteranno per sempre le tombe dei Faraoni a Giza, e tutti gli altri dogmi pseudo - scientifici resteranno tali. Potremmo già parlare di tutte le altre Piramidi sparse per il Pianeta, tanto per cominciare, (incluse le oltre 1.500 in Cina di cui, come potete facilmente notare, parlano e continuano a parlare solo Pagine e Gruppi  Archeologici intellettualmente onesti), ma si può fare di meglio. Qualche ulteriore riflessione si impone: 1) Se parliamo di semi cavernicoli o palafitticoli, di "prove tecnologiche" ne basta una, non vi pare? Inutile esibirne centinaia. Già una sola è sufficiente. 2) Se le prove le abbiamo fornite e le forniamo, e poi si fa finta di niente, chiedendo una nuova prova in quanto quell'altra è stata "obliata" o "dimenticata" o "trascurata" o "è allo studio", eccetera, che colpa ne abbiamo noi? 3) Se si fornisce anche la seconda prova, e viene "obliata", "dimenticata", "trascurata" o "è allo studio"  anche quella, significa che: a) la tecnologia c'era, eccome. b) è opportuno che certa "Archeologia" cambi strategia. Il trucchetto dell'oblio non funziona più. Stucchevole è anche la solita affermazione che ormai suona come un pezzo di cabaret: "ma nessuno ne ha mai parlato, non c'è una fonte". Che bravi: ma se è una novità assoluta, non può averne parlato nessuno, altrimenti non sarebbe una novità, non vi sembra? Ma dato che tali assertori del nulla cosmico non sono neanche in grado di valutare ciò che "vedono" e che "leggono" senza l'interposizione di qualcun altro, consiglio loro vivamente di leggere con attenzione i commenti di appassionate ed appassionati che ormai, data la mole di materiale archeologico visionato, ne sanno ben di più di tanti esperti  da "gita post-prandiale" (sarebbe la classica passeggiata del dopo-pranzo, ad uso digestivo...). E non scherzo, per niente. 

Ma vediamole queste due prove assolute, inconfutabili, incontestabili, decontestualizzate (ossia che non c'entrano niente con la realtà di riferimento) dal "mondo" dell'epoca. 

A) - la presenza, nelle Piramidi, di minerali "trattati" industrialmente e non presenti allo stato naturale. Sono stati modificati artificialmente, e non si scappa. 

B) - l'esistenza di una pianta commestibile la cui meccanica riproduttiva non è naturale. E' stata modificata geneticamente in tempi antichi, ed anche da qui non si scappa; è connessa alla vicenda dei Cerchi Concentrici, come già in passato abbiamo accennato, e ci torneremo, diffusamente, per analizzare a fondo la questione relativa alla bio-genetica vegetale; oltretutto c'è qualche interessante sviluppo in merito. 

Per quanto attiene invece alla prima prova, ossia alla trasformazione del minerale, posso affermare a ragion veduta che si tratta di una prova ASSOLUTA di tecnologia antichissima. Sta di fatto che nessuno ne parla, e questo è sempre un segnale chiarissimo che si è toccato un "nervo scoperto". 

 

 

 

In pratica accade questo: soprattutto nella Piramide del Sole a Teotihuacan sono stati reperiti fogli di un minerale, la mica, presente in natura solo in sfoglie estremamente friabili. Il fatto che nella Piramide Messicana ce ne siano lastre di oltre un metro per un metro, assolutamente non ottenibili senza complessi procedimenti industriali, la dice lunga. E' una prova, assoluta, ma c'è di più. La varietà di mica presente a Teotihuacan, proviene da quasi 4.000 chilometri di distanza, ossia dal Brasile. Strano che gli Uomini del neolitico si siano sobbarcati una simile impresa. Ancor più strano il fatto che la Cina (altro sito piramidale) è il maggior produttore di mica al mondo, attualmente. Ma a cosa serve questo minerale, usatissimo ancora oggi, ed assemblato in lamine che, senza un "materiale legante" sarebbe troppo friabile? Ecco una lista delle sue principali caratteristiche: 

 

-Bassa conducibilità termica

-Eccellente isolante elettrico

-Elevata resistenza alla pressione

-Eccellente resistenza al calore anche a fiamma libera a 1000 gradi

-Impermeabile alla maggior parte dei prodotti chimici, in particolare olio e grasso

-Usato anche in sostituzione dell'amianto

 

 

 

Bella combinazione, non vi pare ? Ma c'è di più. E stavolta abbiamo un'immagine, che ho "scovato" e che dimostra come la Mica sia stata usata in maniera assai diffusa proprio nel sito Messicano: notate la grandezza dei fogli,e lo spessore delle piastre nella foto in bianco e nero risalente al secolo scorso; non si trattava di certo di un pavimento calpestabile, ma solo di una paratia divisoria. Perché? Perché creare una sorta di paratia con materiale isolante alle alte temperature, alle fiamme libere ed alle grandi pressioni? la foto proviene da un sito attualmente non visitabile. Ricordo che, sempre a Teotihuacan, esiste un altro sito,detto Tempio o Piramide della Mica, collegato con tubature sotterranee alla Piramide del Sole, interdetto al Pubblico e di cui non esiste una sola immagine. Ricordo anche che delle Piramidi di Teotihuacan non esiste un solo "spaccato" interno, nulla di nulla. Eppure molto spesso ricercatori e studiosi sono penetrati al loro interno. Strano, non vi pare? Probabilmente sarebbe un bel problema dover spiegare una eventuale e clamorosa somiglianza con le tre Piramidi di Giza. Per cui nulla di nulla.

 

 

 

Per completezza d’informazione, ricordo che anche al giorno d'oggi il minerale di Mica viene estratto e lavorato, al fine di poter essere utilizzato. L'estrema friabilità ne renderebbe, in caso contrario, impossibile l'utilizzo. Esistono fogli flessibili e fogli rigidi. Si utilizza al novanta per cento la mica ed al 10 per cento una sostanza legante (silicone o resine). Vengono intervallati strati di materiale isolante e strati di legante, poi il tutto viene pressato ed essiccato. 

Solo e soltanto in tale maniera è possibile utilizzare detto minerale in fogli sottili come quelli reperiti nella bellissima Piramide Messicana. 

Ne deriva che il minerale sia ovviamente "naturale" ma la forma in cui si presenta a Teotihuacan naturale non è. Neanche un pò. Pensate che bella prova di tecnologia antica è questa. Fateci caso: a livello ufficiale non se ne parla.

 

 

 

 

Vogliono altre prove di tecnologia nell'antichità? Ce ne sono ancora. Ma, per ora, cominciamo a discutere di tutto questo, ricordando che ufficialmente parliamo di Neolitico o giù di lì. Sappiamo tutti che gli Uomini del neolitico "erano soliti" creare fogli di materiale isolante di dimensioni difficili da ottenere anche per le nostre attuali tecnologie. 

Erano sbalorditivi questi Neolitici...

 

Fabio Garuti

Commenti

avatar Michela
0
 
 
Tutta sto spessore di mica... Ma non è che fossero dei bunker antiatomici o comunque degli edifici che servivano a protezione da estremi eventi atmosferici (naturali o artificiali)? buttata lì... ciao. Begli articoli.
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
Mostra/Nascondi modulo commento.
 

Ricerca nel sito

Syndication

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information