Home Recensioni Autori Esordienti/Emergenti Recensioni libri Memorie di un ragazzo di borgata. Ricordando Pier Paolo Pasolini
Memorie di un ragazzo di borgata. Ricordando Pier Paolo Pasolini PDF Stampa E-mail
Scritto da Cinzia Baldini   
Domenica 07 Settembre 2014 01:41

MEMORIE DI UN RAGAZZO DI BORGATA. RICORDANDO PIER PAOLO PASOLINI di MARIO ROSATI   

 

Un tempo lontano, quasi un’altra epoca. Una città non ancora metropoli, una Capitale a dimensione d’uomo, più madre che matrigna, che accudiva e cresceva a pane e schiaffoni i propri figli, rivivono, in una Roma sparita ma mai dimenticata, fotogramma dopo fotogramma, le MEMORIE DI UN RAGAZZO DI BORGATA. È un libro, in cui l’autore, Mario Rosati, attingendo appunto ai suoi personali ricordi, spazzandone via la patina antica e polverosa del tempo, proprio come ad una vecchia pellicola in bianco e nero restaurata, ridona il miracolo del colore.

Tante sfumature, intense gradazioni colorate, macchie scure e delicate tinte pastello, ottenute non con la tecnologia di un computer ma attraverso il linguaggio folkloristico e accattivante del vernacolo romanesco, usato a tratti nella narrazione.

Pagine bellissime e pulsanti di vivacità. Scene di vita autentica, dura ma reale e non artefatta. Capitoli in cui sono trattate con pari dignità le atrocità della guerra e la faticosa lotta quotidiana per la sopravvivenza. Dove la solidarietà, il bene, l’amore, erano espressioni genuine e spontanee dell’anima e venivano elargite al prossimo con generosità, senza attendere una contropartita. Dove i membri di tutte le famiglie meno abbienti “per non dire morti de fame” si davano da fare come potevano per sbarcare il lunario e riuscire a tirare la giornata o per mettere insieme il pranzo con la cena.

I giorni dell’infanzia e della giovinezza si sono accumulati sulle spalle dell’autore diventando anni ma i ricordi di quel tempo lontano non hanno mai perso la loro posizione in prima fila. Vigili attendevano, ai bordi della memoria, di avere una nuova opportunità. E così è stato! Nemmeno un giorno è stato dimenticato dal Rosati, della sua vita di “borgataro de Torpignattara”.

E così, mentre i ricordi vengono riproposti al lettore in una graffiante e scanzonata autobiografia, tornano prepotentemente vivi e brillano di luce propria.

Con la semplicità di un giovane squattrinato ma ricco di voglia di vivere e l’orgoglio dell’uomo che si è fatto da sé, conquistando vette insperate e soddisfazioni negate ai più, il Rosati racconta le sue esperienze quotidiane. Quelle più o meno dure che gli hanno procurato notti insonni e giorni di affanno, quelle ruvide e graffianti che lo hanno arricchito interiormente. Confessa i suoi sentimenti, le emozioni, il dolore, la sofferenza, le rinunce e non di rado le privazioni che lo hanno fortificato e formato in maniera qualitativamente positiva senza intaccarne l’anima rimasta quella, ingenua e spregiudicata al contempo, del “ragazzo di vita” della borgata che si è lasciato alle spalle.

Il suo modo di scrivere è semplice, lineare, scorrevole. Anche quando alza i toni per proporre un simbiotico e proficuo scambio collaborativo tra tutti gli animatori della comunità sociale, nessuno escluso!, o descrive i momenti difficili, le questioni complicate, tocca argomenti scomodi come possono essere quelli degli ideali politici: “ma io porto con me la cultura democratica di sinistra perché rispecchia la mia idea di mondo: fatto di uguaglianza, solidarietà e libertà del popolo da ogni forma di dittatura” o scottanti quali l’omosessualità: “-ma che ‘o conosci quello ch’è scito?– Dissi di no, che era la prima volta che lo vedevo. E mi dissero ancora: -Guarda che quello è frocio!-. –E a me che me ne frega… me pare pure ‘na brava persona a modo!-“

Nel libro si parla, infatti, come sottolinea il sottotitolo RICORDANDO PIER PAOLO PASOLINI, anche dell’incontro che il maestro ebbe con il famoso regista, scrittore e promotore di cultura Pier Paolo Pasolini. Incontro che lasciò un segno indelebile in quello che sarebbe poi diventato l’uomo e l’artista Mario Rosati.

L’autore, in alcuni paragrafi senza perdersi o indugiare in chiacchiere inutili ma servendosi di pochi tratti decisi e potenti, come spesso le linee delle sue sculture o i contorni di alcuni suoi lavori pittorici sanno dare, offre al lettore, inedite immagini di una realtà di quei lontani anni trenta del ventesimo secolo per molti, ormai, dimenticata se non completamente sconosciuta.

Pieno di calore e di autentico romanticismo è il capitolo dedicato all’incontro con la donna che da quasi mezzo secolo è sempre al suo fianco. Le problematiche della vita in una comunità ristretta e pettegola quale quella di borgata li hanno fatti crescere in fretta. Entrambi giovanissimi ma già responsabili e maturi, ognuno con il suo carattere forte e deciso, si conoscono un sabato sera ”… andammo a ballare a casa di amici. All’epoca noi ragazzi non frequentavamo discoteche, né locali notturni, bastava poco pe facce contenti! La solita stanza apparecchiata con le sedie tutte intorno alle pareti, l’angolo bar e il giradischi. Gettai uno sguardo in giro ed incrociai gli occhi di una ragazza. Era Silvana. Accennai un sorriso e la invitai a ballare”. Fu il classico colpo di fulmine.

Notevole e degno di stima è anche il testardo e indomito impegno civile del Rosati profuso per onorare la memoria di Pier Paolo Pasolini, suo mecenate virtuale. Iniziato con la costruzione del monumento dedicato al regista, proprio sul luogo esatto in cui fu compiuto il suo efferato assassinio all’idroscalo del Lido di Ostia, è proseguito con la ricostruzione, tra mille difficoltà e pregiudizi, del medesimo e con l’apertura di un nuovo fronte di lotta (a tutt’oggi ancora tale…) contro la squallida e ottusa burocrazia italica e le promesse politiche mai onorate, per la creazione di “un Parco, o quanto meno un Memoriale, non monumentale, ma un sobrio ricordo degno del Poeta”.

Amaramente ironico e carico di significativa riprovazione è il pensiero espresso da Mario Rosati nel paragrafetto finale del volume: “Caro Pasolini, proprio a Ostia dovevi morì? Forse in un altro Paese saresti stato più rispettato o, quantomeno, avrebbero avuto più riguardo per la tua morte! Pasolì… io ce l’ho messa tutta… e tu lo sai!”.

MEMORIE DI UN RAGAZZO DI BORGATA. RICORDANDO PIER PAOLO PASOLINI è una testimonianza di vita vera, intensamente assaporata e profondamente vissuta che ripropone con sensibilità tipicamente artistica temi e valori ormai in via di estinzione. Eppure la narrazione semplice, priva di fronzoli, che non si serve di effetti speciali né ricorre a colpi di scena sensazionali o declara astrusi e incomprensibili principi universali, né accampa fantasmagoriche motivazioni esistenziali, parla direttamente al cuore facendone uno dei punti di forza del volume. Un merito enorme, a mio avviso, da riconoscere all’amico e maestro Rosati.

L’invito che rivolgo ai futuri lettori è, come sempre, quello di andare ben oltre le apparenze, scavare oltre le righe e, in questo caso specifico, cercare dietro le spacconate e la goliardia, l’irriverenza e l’ironia, il fare smaliziato e il linguaggio colorito: l’energico e sacrosanto sprone a non abbandonare mai la speranza verso un’esistenza migliore; l’inno all’arte vista nella duplice funzione di strumento formativo senza eguali e massima espressione di libertà assoluta; l’accorato appello a non smarrire, in una società ormai ridotta ai minimi termini, la propria coscienza civile.

Non scambiate per campanilismo le pagine del libro di Mario Rosati ma cercate in esse quella morale sottile, ammantata di sana saggezza popolare che incita ad affrontare la vita con determinazione, a non abbassare mai la guardia, a tenere sollevato il mento e sfidare le avversità per non perdersi.

Una “Lectio Magistralis” impartita dall’autore, senza supponenza né presunzione, perché appresa non sui banchi di scuola ma per le strade polverose e le marane insalubri di una ormai lontana periferia romana.

Per dovere di cronaca ma, soprattutto, per puro piacere mi sento anche di segnalare che il libro racchiude quale “dulcis in fundo”, nelle pagine conclusive, una corposa rassegna di riproduzioni di quadri e immagini. Esse sono i Luoghi e i volti (parte prima e seconda) che il Maestro Rosati regala ai suoi lettori.

E’ un libro breve, conciso ma così intenso, MEMORIE DI UN RAGAZZO DI BORGATA. RICORDANDO PIER PAOLO PASOLINI, da avermi lasciato un “magone de nostargia ner gargarozzo” e un forte senso di rimpianto per la certezza di aver perso qualcosa di unico e irripetibile che non tornerà più…

Grazie Mario!

 

 

Cinzia Baldini

 

 

 

 

 

Autore: Mario Rosati

ISBN: 978-88-567-6944-9

Editore: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove Voci 

Pagg. 105 - Euro 12,00 

Genere: Narrativa

Anno 2014

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

http://www.libreriauniversitaria.it/memorie-ragazzo-borgata-ricordando-pier/libro/9788856769449?a=415021

Commenti

Mostra/Nascondi modulo commento.
 

Ricerca nel sito

Syndication

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information