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Barbara Crimi ci racconta Il mito dell'Egitto PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 24 Luglio 2014 01:09

 

BARBARA CRIMI CI RACCONTA IL MITO DELL'EGITTO

 

L'autrice è nata a Roma nel 1985 e vive al Lido di Ostia. Si è laureata all’Università di Roma Tre in Scienze dell'Archeologia e Metodologia della ricerca storico-archeologica e studia le influenze culturali dell’antico Egitto sull’Occidente.
Ama la pittura con le tempere, le attività sportive e la poesia, ma il suo sogno è quello di viaggiare per conoscere culture diverse.

 

Egitto, terra di sapienza, misteri e meraviglie: in tutte le epoche, dall’antichità ai giorni nostri, la sua straordinaria cultura ha affascinato studiosi, eruditi e non solo.

Barbara Crimi, autrice di questa ricerca che si snoda dall’antica Grecia a oggi, ci conduce in un incantevole viaggio attraverso i secoli e racconta, attraverso le immagini e la voce diretta dei protagonisti, come il “mito dell’Egitto” sia stato costruito e poi tramandato nelle varie epoche della società occidentale, considerando quali momenti principali della pre-egittologia la Roma dei primi secoli dell’Impero e il Settecento, e come sia giunto sino a noi attraverso studi più o meno fantasiosi. 

 

 

                       “IL MITO DELL’EGITTO” E IL SAGGIO STORICO   

 

“Il Mito Dell’Egitto” nasce come elaborato per una tesi specialistica in Archeologia.

In realtà il lavoro non è frutto di una semplice ricerca compilativa e impersonale, ma è stato svolto con passione e coinvolgimento per l’argomento trattato, essendo l’egittologia una materia che ha sempre acceso in me un interesse particolare. In questo libro ho cercato di studiare ed approfondire l’impatto che la memoria dell’antico Egitto (intesa come insieme di testimonianze materiali e non) ha suscitato nelle varie culture che si sono susseguite nel corso dei secoli, a partire dall’antica Grecia, passando per l’Impero Romano, il Medioevo, il Rinascimento, l’epoca barocca, l’età napoleonica, fino a giungere ai nostri giorni. Per chiarire e supportare le affermazioni, le ipotesi e le teorie avanzate nel mio scritto, mi sono servita anche di fonti storiche relative agli argomenti trattati, in molti casi riportando esplicitamente sezioni di testi originali utili a definire il discorso.

Nell’analisi si potrà vedere come l’influenza del glorioso passato della civiltà nilotica, ha segnato le epoche seguendo un duplice livello. Il primo sul piano intellettuale dove numerosi studiosi, storici, filosofi, appassionati o semplici curiosi si sono prodigati per elaborare svariate teorie, più o meno realistiche, a volte fondate su basi scientifiche, altre volte frutto di una vivida fantasia. Il secondo, proprio sul piano materiale con le prime ricerche in loco  che hanno dato l’avvio a campagne di scavo via via più accurate, da cui poi ha avuto origine la nascita dell’egittologia intesa come branca della scienza dell’archeologia relativa al territorio nilotico. Ho cercato di esaminare come le diverse civiltà si siano rapportate riguardo alla conoscenza dell’Egitto, tentando di mettere in luce i motivi alla base dei loro giudizi, delle loro credenze delle loro reazioni emotive dinanzi al singolare fascino di una cultura così diversa da tutte le altre.

 

“Il Mito Dell’Egitto” è un saggio storico che non vuole presentarsi come verità incontrovertibile e inconfutabile, bensì come raccolta e rielaborazione di dati fino ad oggi disponibili, ma che potrebbero sempre essere rivisti in funzione di successive scoperte e nuove future conoscenze.

 

Come “consiglio” (se così vogliamo chiamarlo, pur non volendomi porre in una situazione di superiorità rispetto a tutti coloro che studiano e conoscono determinati campi del sapere) per chi voglia intraprendere la stesura di un lavoro simile, dovrei innanzitutto menzionare la passione e un particolare interesse per l’argomento trattato, al fine di non rendere l’opera noiosa e impersonale per il lettore, né un peso obbligato per lo scrittore stesso. Ritengo, infatti, che anche un’opera storica, per quanto debba cercare di essere più oggettiva possibile, non possa non contenere un certo grado di passionalità propria dell’autore per dargli quella “marcia in più” che la renda gradevole e accattivante nella lettura. Probabilmente la migliore abilità di uno scrittore di saggi storici dovrebbe essere proprio quella di saper correlare il susseguirsi di vicende storiche con ragionamenti, riflessioni, collegamenti ideologici che permettano di non concentrarsi solo sul progressivo scorrimento temporale, ma che inducano il lettore ad elaborare attivamente i dati raccolti per formarsi egli stesso un’idea che possa condividere o meno il punto di vista dello scrittore perché il rischio, sempre in agguato, potrebbe essere quello di dare alla luce un noioso elenco cronologico di fatti ed eventi fissi, asettici, immobili in un tempo passato non più interessante e che non ha più niente da insegnare. Insomma, la parte strettamente scientifica (quella storico-cronologica) dovrebbe alternarsi ed armonizzarsi con riflessioni e deduzioni che siano in grado di rendere fluido e gradevole il discorso per un vasto pubblico, in grado di collegare ed armonizzare tra loro i molti dati che altrimenti si presenterebbero frammentati, dispersivi oppure come un elenco privo di significato per chiunque non sia un “addetto ai lavori” e quindi pratico della materia trattata.

Suggerimento importante è inoltre quello di documentarsi bene sull’argomento che si vuole trattare, ricercando fonti, testi, studi, pubblicazioni, articoli e tutto ciò che può essere utile ad approfondire la materia, in modo da fornire un quadro esauriente, il più completo possibile.

Dal punto di vista formale, consiglierei di scrivere in modo chiaro, semplice, con linguaggio tecnico ove necessario (ma, se possibile, con spiegazione per i non esperti in materia) ma senza eccedere nel voler mostrare un elevatissimo livello di erudizione che finirebbe per rendere il testo comprensibile solo a chi l’ha scritto (e forse, poi, nemmeno a lui!).

Se possibile, sarebbe interessante anche aggiungere immagini esplicative tra le pagine del saggio. Un testo illustrato cattura anche l’occhio oltre che la mente del lettore ed aiuta a ricordare ciò che si è letto.

Questi essenzialmente sono i miei “consigli” per coloro che vogliano cimentarsi nella stesura di un saggio storico. Il resto lo lascio all’ingegno e all’inventiva di ognuno, poiché non ritengo ci sia uno schema preimpostato da seguire rigidamente, né regole cui attenersi rigorosamente. In sostanza, bastano la passione per ciò che si scrive, la chiarezza espositiva, la coerenza e, non da ultimo, la correttezza grammaticale… il resto viene di conseguenza man mano che si scrive.

Detto ciò, confidando nel gradimento del mio “IL MITO DELL’EGITTO” auguro a tutti coloro che stanno per mettersi all’opera, un buon lavoro, che sia gradito a chi scrive e a chi lo leggerà!

 

Barbara Crimi

 

 

 

 

Autrice: Barbara Crimi 

ISBN: 978-88-97815-07-5 

Editore: Flower-ed

Formati EPUB +MOBI

Anno 2012 

 

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