Non c'è cuore PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Martini   
Mercoledì 25 Settembre 2013 00:08

NON C’E’ CUORE. CINICO RITRATTO DI SCUOLA di ANTONELLA E FRANCO CAPRIO
 

Ho quasi sempre coltivato un altro tipo di letteratura rispetto a questo libro che, quasi per caso, mi sono trovato a leggere. Ho sempre cercato trame impegnative, storie di personaggi complessi, nel bene e nel male sopra le righe. Nel momento in cui ho preso in mano un romanzo con protagoniste due maestre di scuola elementare e i loro alunni, ho temuto, a causa del mio tipo di  approccio, di rimanere distaccato.
Invece questo romanzo è stato capace di coinvolgermi, di divertirmi, di scorrere con levità e contemporaneamente suscitare una serietà e una necessità di riflessione su me stesso e sul mondo che mi circonda. 
Attraverso l’epistolario elettronico tra la giovanissima insegnante Silvia Martini e la collega e amica più anziana Mirella Sciascia, si dipanano le vicende di una IV elementare in un quartiere popolare di Torino. Raccontando le storie e i caratteri dei singoli bambini, le protagoniste delineano un quadro, impietoso, ma realistico, della nostra moderna convivenza. Laddove il libro “Cuore” di Edmondo de Amicis, al quale il titolo di questo romanzo fa un rispettoso verso, voleva ricreare un clima di edificazione morale, qui si crea un clima di mancanza di ossigeno morale. I bambini diventano lo specchio di un mondo egoista, superficiale, ridicolmente competitivo che appartiene probabilmente, per un pezzettino, a ognuno di noi. Un’infanzia indurita, priva di rispetto, in taluni drammatici casi violata nell’intimo interiormente e anche fisicamente; le vicende del libro sono spesso dure, con bambini inquietanti, piccoli robot teleguidati dagli schemi, dai luoghi comuni, dall’ignoranza degli adulti che li circondano. Una delle protagoniste rivendica il suo diritto a sognare, a rimanere bambina con parole semplici, ma commoventi “ Nessuno vuole giocare con me perché dicono che io racconto solo bugie. Che mi invento le cose. Ma non è vero. Io le cose che racconto le vedo per davvero. Le immagino e poi le vedo veramente”.
Il merito del romanzo è che questa materia, spesso sconvolgente, è trattata con un linguaggio che definirei di partecipazione profonda, ma delicata, affidata in taluni momenti anche ad una gradevole ironia. Attraverso l’occhio dei bambini, che sempre bambini rimangono e come tali ci commuovono, l’osservazione si dirige con severità verso il mondo degli adulti. Con il loro comportamento i bambini ci mostrano come gli adulti gli stiano scippando il bene più prezioso che hanno: l’infanzia stessa.
Un romanzo che consiglio veramente a tutti, che si fa apprezzare per il lato letterario ma soprattutto ci interroga su noi stessi, sul mondo degli adulti che cura il corpo del bambino e si dimentica l’elemento più importante, la sua anima e il suo Cuore. E laddove “Non c’è Cuore” non c’è umanità. Impegniamoci a ritrovarla stimolati dagli autori di questo bel libro. 
 

Alessandro Martini

 
 
 



 
Autori: Antonella e Franco Caprio 
ISBN 9788863490275
Pagg. 250 – Euro 14,00
Editore: Betelgeuse
Anno 2013

Commenti

avatar Giorgio Cavalieri
+1
 
 
Ho letto con piacere il commento a questo romanzo, che sembra riaccendere nel modo giusto un interesse vivo e compartecipe per il tema inesauribile, attualissimo dell'infanzia e dell'educazione. Ci si augura che libri come questo stimolino, così come è avvenuto per il recensore, un rinnovato impegno ad approfondire il problema della scuola e del mondo infantile, e trovo non secondario che a farlo siano opere letterarie e non solo saggistiche: niente più di un buona storia può facilitare la conoscenza viva, non astratta delle meravigliose e forse sconosciute dinamiche interiori dei bambini.
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