Dipingilo di nero PDF Stampa E-mail
Scritto da Pia Barletta   
Lunedì 02 Settembre 2013 00:34

DIPINGILO DI NERO di FABRIZIO CANCIANI

 

Là dove ora sorge la cascina Melgasciada di Villapizzone, a Milano, nel 1566 c’era il bosco della Merlata, territorio conteso dai briganti Giacomo Legorino e Battista Scorlino.

Entrambi, astuti quanto basta per essere a capo di una banda propria, oltre che con le guardie del Capitano di Giustizia dovevano vedersela anche con un frate tanto carismatico quanto equivoco alla ricerca di un libro rapinato a un viandante: Fra Tommaso Chabod.

Circa mezzo millennio dopo, non lontano da dove sorgeva il Palazzo del Capitano di Giustizia, un uomo viene accoltellato. La vittima è un impiegato del Comune, il movente lo scopriremo subito sebbene ci restino circa cinquecento pagine ancora da leggere. A fare luce sulla vicenda, e su altri omicidi che troveremo durante la narrazione, saranno Diego Soriano, un docente ed esperto di storia dell’arte, ed Elena, spericolata e stravagante studentessa.

Ma quale può essere il nesso tra questi omicidi e la storia di due briganti vissuti tanto tempo addietro? Le vittime avevano portato via dal deposito del Comune dei semplici pezzi di muro, inconsapevoli del fatto che facevano parte di un disegno più ampio, come “una mappa del tesoro”.  Ed è proprio un tesoro quello che qualcuno cerca, sebbene non nel senso stretto del termine, infatti si tratta di un libro molto particolare che assolutamente non deve ricadere nelle sbagliate.

“Dipingilo di nero”, un po’ thriller e un po’ storico, è un romanzo molto particolare che coniuga leggenda e realtà in maniera simpatica con cenni e accenni a personaggi realmente esistiti (o esistenti) e ad altri sapientemente inventati. L’autore, Fabrizio Canciani, si è sbizzarrito con la caratterizzazione dei personaggi, a cominciare dal protagonista indiscusso, Diego, che si ritrova circondato da belle e disponibili donne: Matilde, un’avvenente bibliotecaria, Sofia, ex alunna intellettuale e anticonformista, e la sopra citata Elena. Per queste donne la casa del professore è sempre disponibile, camera da letto in primis. I briganti del Canciani sono eruditi abbastanza da saper leggere, scaltri e senza scrupoli, ciò nonostante soffrono se sono costretti a sacrificare una mula per usarne i pezzi a mo’ di segnali. Fra Tommaso Chabod sembra quasi uscito dalle pagine di Evangelisti, scherzosamente e, credo, volutamente. Fatto sta che quel libro che in tanti cercano, e per il quale sono morte diverse persone, pare che sia in grado di resuscitare i morti e per questo è stato nascosto così bene, dopo cinque secoli sembra ancora più arduo ritrovarlo, il luogo ha subito delle grosse trasformazioni e potrebbe celarsi in una chiesa come in un bar.

Grazie a Diego e alla collaborazione delle “sue” donne, piano piano si comincia a intravedere il bandolo della matassa, ma prima ci troveremo precipitati in un vortice di adrenaliniche avventure come inseguimenti, rapimenti, scalate e discese nelle viscere nella città,  e personaggi che spuntano dal passato senza un apparente motivo, come il Girolamo Cardano, Daniele Crespi e Lord Byron.

L’autore dimostra una spiccata fantasia a cui abbina uno stile ironico e scorrevole che tra serio e faceto ci accompagna in un excursus tra alcuni degli artisti più rappresentativi con due fabule parallele. I frammenti si ricompongono, la ricerca sembra quasi conclusa e se…, e sottolineo se, non fosse proprio un epilogo, se i nostri eroi restano appesi, non solo metaforicamente parlando, potremmo anche sorvolare e restare appesi anche noi, il Canciani sarebbe capacissimo di catapultarci nel futuro, magari nell’anno 2466 in una Milano utopica e immortale dove quel libro non avrebbe più nessun valore, se non come reperto storico. Infatti, l’ultimo brevissimo capitolo lascerebbe intendere qualcosa del genere.

Insomma una piacevolissima lunga lettura non disturbata eccessivamente dai refusi che spesso sono frequenti in un testo complesso e corposo. A fine lettura, il lettore più insaziabile può anche soddisfare una serie di curiosità, andando oltre l’appendice, ai ringraziamenti che solitamente nessuno legge e che talvolta, invece, riservano qualche piccola ulteriore sorpresa.

 

Pia Barletta

 

 

 

 

Autore: Fabrizio Canciani

ISBN: 9788863490251

Pagg  499 - Euro 16.00

Editore: Betelgeuse

Genere: Romanzo

Anno 2013

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