L'Edipo Stravolto PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Novellino   
Mercoledì 13 Marzo 2013 00:10

 

L'EDIPO STRAVOLTO di PIETRO GALLO

 

All’età di sei anni, lui (il narratore) sorprende la mamma in bagno mentre è intenta a urinare… e vede ciò che non avrebbe dovuto vedere. Questa immagine, indelebile, lo segna per sempre. Diventato uomo, sente l’attrazione per le donne, ma non può avere, con loro, rapporti normali. Si innamora di tre ragazze: Federica, Consuelo e Anna. Con tutte sperimenta solo coiti anali. Per forza! Se si azzarda a penetrare una donna attraverso l’orifizio naturalmente preposto, ha la sensazione di violentare la madre, quella autoritaria e regale Giocasta, devota a Gesù Cristo, splendida cuoca e maniaca delle pulizie, che incombe sulla sua esistenza di orfano di padre. E in questa realtà, l’amore per Anna, aspirante scrittrice (come lui del resto), può essere l’elemento catartico. Comunque le difficoltà sono numerose e rendono impervio (oltre che imprevisto) il cammino.

Questa, la fabula.

L’intreccio e la struttura sono, secondo me, gli aspetti più interessanti del breve romanzo di Pietro Gallo, anche se, pur nella loro originalità, peccano un po’ di freddo esercizio virtuosistico.

Il protagonista (l’io narrante) si trova nell’angolo buio e silenzioso di una chiesa. In tale situazione di raccoglimento non religioso, effettua la sua rievocazione esistenziale. Ma non si tratta di una semplice ricostruzione a flashback. In realtà il protagonista finisce col trovarsi in bilico tra la realtà e la finzione narrativa. Il nostro eroe è uno scrittore, dopotutto. Egli rievoca una vicenda, ma nello stesso tempo elabora un racconto sul rapporto uomo-donna-scrittura. Il lettore rimane avvinto e nello stesso tempo spiazzato. Quando rilegge quella specie di prefazione firmata dallo psicanalista Oreste Piccioni (personaggio del romanzo), si rende conto di essere in una specie di racconto nel racconto. Abile affabulazione, non c’è che dire!

La materia, impastata di elementi freudiani, appare tutto sommato greve e addirittura demodé. Eppure risulta rivitalizzata non solo dall’originale impostazione narrativa, ma anche da una certa comicità (anzi, un senso del grottesco) con cui si mettono in rilievo le problematiche sessuali di questa nostra società postmoderna, dove tutto (anche la fede religiosa) è relativo e dove un’unica verità assoluta troneggia: quella dei consumi (non a caso la madre rimpinza di cibo il suo figliolo e è ossequiente verso Sua Santità Lisoform, l’Igienizzante).

Il gioco dei personaggi è decisamente mosso. Tutti si sbattono per risolvere problemi, senza però guardare in faccia il reale. Ognuno è alla ricerca di se stesso, in modo inconcludente. E qui fa la sua buona parte il puro fatto letterario. Il protagonista è uno scrittore; la sua amante Anna, dal bel collo alla Modiglioni, fa la correttrice di bozze e è a sua volta portatrice di una patologia sessuale, l’anedonismo. Quello dell’analisi psicologica risulta alla fine un gioco intellettualistico ed estetico, un po’ intrigante, un po’ ruffiano.

Che cosa rimane? Secondo me, solo questa autocritica dell’uomo spaesato, che cerca una verità con la consapevolezza (in mala fede) di non poterla mai più ritrovare.

 

Giuseppe Novellino

 

 

 

 

Autore: Pietro Gallo

ISBN: 8864383190

Pagg. 132 - Euro 13,00

Editore: Zona

Collana: Zona Contemporanea

Anno 2012

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

http://www.libreriauniversitaria.it/edipo-stravolto-gallo-pietro-zona/libro/9788864383194?a=415021

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