Mesolino. Il pianto dei noccioli PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Novellino   
Giovedì 14 Febbraio 2013 00:40

 

MESOLINO. IL PIANTO DEI NOCCIOLI di ANGELO SIRIGNANO

 

Comincia come una specie di memoriale e poi si trasforma in un romanzo giallo in piena regola. Ma questo non è un difetto. L’opera ha una sua coerenza, una solida struttura. E allora l’ampia overture risulta funzionale per inquadrare un ambiente, ma soprattutto per focalizzare il carattere di due personaggi chiave: Aniello Mesolino, sfortunato contadino possidente, e il narratore. I due sono legati da una lunga amicizia. La tragedia scioglierà il loro rapporto e permetterà al secondo di capire meglio il carattere dell’amico.

Una mattina del maggio 1915, entrambi lasciano il paese di Visciano, antico borgo adagiato tra i noccioleti del Nolano. Loro obiettivo è di arruolarsi nella Guardia di Finanza. Sono due ragazzi pieni di vita e di salute. Approdano prima a Napoli e poi a Roma, spinti dalla curiosità e da tanta voglia di emanciparsi. Ma le loro strade ben preso si dividono. Trascorso qualche anno, Aniello torna al paesello e si dedica al podere. Il nostro narratore, invece, si laurea e diventa comandante della Guardia di Finanza.

Nell’agosto del 1958 avviene il tragico fatto: Aniello si becca una schioppettata durante l’incontro con un gruppetto di individui che passano davanti al suo podere. A questo punto, la narrazione imbocca la strada principale. La rievocazione abbastanza sommaria degli anni giovanili lascia il posto al resoconto delle indagini.

Nel frattempo, il comandante della Guardia di finanza ha fatto una solitaria rimpatriata e si trova  coinvolto nell’evento. Il suo amico Aniello ha perso la vita in un modo non solo drammatico, ma anche misterioso. Le testimonianze sono diverse, frammentarie e contraddittorie. I famigliari dell’ucciso sono messi a confronto con un gruppo di giovani della zona, ma la verità rimane nascosta. Non solo non si riesce a identificare l’assassino, ma non si conosce neppure il movente. Perché quel ragazzotto ha sparato, mentre Aniello si rivolgeva a lui e a i suoi compagni? Forse solo i noccioli, le cui fronde rendono verde e armoniosa la zona, sanno che cosa è accaduto realmente. Il nostro narratore, affiancatosi al capitano Donati (toscano relegato in Campania per punizione), segue il corso delle indagini. Nasce tra di loro una specie di amicizia. E alla fine, proprio quando, come in tutti i gialli che si rispettano, la matassa si fa più che mai ingarbugliata, si profila l’inquietante rivelazione. Ancora una volta sarà il movente ad illuminare la scena? Il lettore si pone questa domanda e poi si accorge che le sorprese non sono finite.

Si tratta di un romanzo nel complesso interessante. In primo luogo perché risulta accuratamente ambientato nel tempo e nello spazio. Il luogo, infatti, rivive attraverso i suoi elementi paesaggistici, attraverso le sue connotazioni socio-culturali, ma soprattutto grazie alla sua varia umanità sapientemente descritta. In secondo luogo perché è realistico nel caratterizzare lo stile delle indagini. I carabinieri, infatti, lavorano con indefessa dedizione tra confronti, rinvii a giudizi, accertamenti e custodie cautelari. A loro si affiancano avvocati e magistrati con le loro astuzie, le loro intuizioni, la loro abilità nel districarsi tra le solite pastoie burocratiche. Il tutto però non risulta pesante, anche perché condito con un certo sottile umorismo.

Qui, secondo me, sta proprio l’originalità dell’opera. A volte, i gialli d’ambientazione italiana appaiono piuttosto stereotipati, ricalcando modi e comportamenti di tanto poliziesco anglosassone. Invece, siamo del tutto a casa nostra, in un Sud sonnolento, in equilibrio tra vecchio e nuovo, in un luogo ameno, vicino ai primi contrafforti irpini, dove le tradizioni appaiono ancora vive e radicate. Tradizioni, usi e costumi, che l’autore ogni tanto descrive, lasciandosi prendere un po’ la mano, e che interrompono (ma in modo misurato, quindi piacevole) il filo della narrazione. 

Un libro scritto bene, accuratamente editato, non inutile, che ci aiuta ancora una volta a considerare questa nostra terra meridionale, piena di fascino e di misteri.

 

Giuseppe Novellino

 

 

 

 

 

 

Autore: Angelo Sirignano

ISBN: 978-88-96099-76-6

Pagg. 263 - Euro 11,00

Editore Albus

Anno 2012 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

http://www.libreriauniversitaria.it/mesolino-pianto-noccioli-sirignano-angelo/libro/9788896099766?a=415021

 

 

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