La tensione di Eva PDF Stampa E-mail
Scritto da Patrizia Palese   
Mercoledì 23 Gennaio 2013 00:44

 

LA TENSIONE DI EVA-SGUARDI DI DONNE INQUIETE di GIULIANA MANGIONE

 

 

Nella conoscenza umana, almeno in tempi lontani, la disposizione delle parole e la loro assonanza, rappresentava il bagaglio personale di un buon oratore o di un buon scrittore, ma assai più importante era il fine a cui tali parole erano destinate: esse, dirette a uditori o lettori, avrebbero dovuto rendere chiaro anche ciò che non veniva detto o scritto.

In questo libro viene fuori tutto questo; con sfacciata impudenza, quasi l’autrice non si ponesse il problema di essere compresa, accettata, giustificata, mentre si legge un racconto o una poesia, si intuisce l’odore di qualche altra sensazione: a volte è inquietante, a volte è propositiva, ma in nessuna parte del libro ciò che si legge è pura tecnica stilistica o cronaca attenta.
I brevi elaborati danno esattamente il senso e lo spessore di chi, dietro quelle parole, ha vissuto ciò che ha scritto, se non in prima persona, sicuramente per via empatica; Giuliana Mangione non ha bisogno di dilungarsi in descrizione del contesto, di specificare quando e perché; lei non bussa alla porta della descrizione narrativa, lei quella porta la spalanca, certa di voler vedere e, soprattutto, far vedere ciò che dietro quella stessa porta esiste. Il lettore la segue lungo i brevi ma inaspettati sentieri della sua narrazione, sentendo un pugno allo stomaco, dopo aver letto TEDDY, ma consapevole che quello che è stato narrato è solo un fermo immagine di una realtà che chiunque potrebbe conoscere o osservare senza poter far nulla, proprio come Teddy; realtà che mascherano una solitudine dilaniante, come in LA PAUSA È FINITA; filastrocche che, forse per pudore o forse per una consapevolezza che non ha necessità di pubblicizzarsi, gridano una scelta di vita che ha la dignità di una verità di fede, come si legge in UN ANGOLO NASCOSTO; pagine di una vita che fa male, ma che vengono descritte con pennellate di colori delicati, che non denunciano il silenzio di un dramma, ma che lo tratteggiano fino a concluderlo con una malinconia di una realtà perduta, come in UN RICORDO BELLISSIMO; poesie che si presentano non per essere lette, ma sussurrate, e nel sussurro riconoscerle come nostre, come in SOLAMENTE SOGNO.

Un regalo di una donna che nel corso di anni ha soltanto raccolto ciò che la vita le donava, o le toglieva, e da quelle tensioni la stessa donna esce dal suo bozzolo di osservatrice e si trasforma in Autrice, senza clamori, senza promesse o progetti, soltanto con il suo desiderio di offrire ciò che aveva raccolto.

Quello che rimane dopo la lettura di questo libro è il desiderio di rileggerlo, e questo, a mio parere, è il marchio di un vero libro, merce rara di questi tempi.

 

Patrizia Palese

 

 

(Considerazioni: Questo libro di Giuliana Mangione, voluto più per volere dei suoi uomini che per sua volontà, esprime ciò che un'autrice raccoglie e custodisce in sé a volte per molto tempo... non ringrazio lei, ma Rosario, Matteo e Luca di questi incisivi ritratti femminili... se ho potuto leggerli debbo ringraziare il loro insistere per pubblicarli.)

 

 

Autrice: Giuliana Mangione

Editore: Youcanprint

Pagg. 52 - Euro 10,00

Genere: Racconti

Anno 2012 

 

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