La lente PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Novellino   
Domenica 11 Novembre 2012 00:38

 

LA LENTE di MARINA PETTI

La signora L. è partita per un viaggio? Così sembrerebbe, in un primo momento. Infatti, ha lasciato tutto al suo posto, la casa in ordine, il computer disponibile con tutti i file, anche quelli di argomento più intimo. Invece si tratta di una scomparsa in piena regola. E interviene la polizia.

Sulle sue tracce si mette il commissario, che fa tutto ciò che si deve fare in questi casi. Interroga le persone che hanno avuto rapporti con la signora L., si introduce nella sua casa, esplora i locali, esamina gli oggetti che le appartengono, legge i documenti memorizzati nel computer. Insomma si dedica alla ricerca con l’intento di dipanare la matassa. Ma sembra non venire a capo di nulla. Deve rinunciare?

Che fine ha fatto, in realtà, la signora L.?

La vicenda si svolge in una città di provincia, descritta con rapide e incisive pennellate: un luogo tranquillo, accogliente, ma anche crudele e impersonale, come lo sono tutti i posti dove vigono l’ordine, la laboriosità e l’organizzazione borghese. In queste acque si muove l’investigatore. Qui egli incontra i rappresentanti di una società di provincia, onesta, civile ma un po’ gretta.Vengono gradualmente alla luce personaggi che rimandano alla vicenda misteriosa della protagonista invisibile.

Il commissario cerca, in un primo momento con poca convinzione, poi con sempre maggiore interesse, affascinato da quella sparizione che gli sembra sempre più ingiustificata e incredibile. E allora si lascia ossessionare dall’evento, ma soprattutto dal personaggio. Chi è la signora L.? Questa è la domanda che alla fine racchiude tutte le altre.

Il romanzo si presenta come un giallo, con alcune delle componenti peculiari: gli interrogatori, le ricerche, le riflessioni dopo la raccolta dei dati. Ma non è un giallo nel vero senso della parola. Il mistero sta, piuttosto, nella ricerca dell’identità o, meglio, della personalità del personaggio principale. La signora L. prende forma a poco a poco, pur rimanendo inafferrabile nella sua essenza più intima e più vera. Tutto sta, quindi, nella costruzione di un’identità, non nello scioglimento dell’enigma. E tale costruzione non riguarda solo la figura della donna, ma anche quella del commissario.

Attraverso una narrazione in prima persona, il poliziotto si mette sulle tracce di se stesso in quanto attirato dalla misteriosa persona scomparsa. Vede se stesso nella donna e la donna in se stesso, rimanendo così irretito in un gioco che diventa personale. E c’è da credere che in fondo ci sia qualcosa di autobiografico in questo gioco: una specie di introspezione drammatizzata, molto curiosa e intrigante.

Si tratta di un racconto non privo di fascino per il sottile gioco psicologico, ma anche per le considerazioni su un’esistenza (quella di tutti noi) che è sempre alla ricerca di un senso.

Scritto con maestria e sapienza linguistica, soprattutto nei dialoghi molto realistici, il libro non regala solo una giornata di svago intellettuale, ma anche l’opportunità, ancora una volta, di riflettere sui fondamentali significati della vita.

 

Giuseppe Novellino

 

 

 

 

Autrice: Marina Petti

ISBN  9788856758016

Pagg. 92 - Euro 12,00

Editore Albatros - Il Filo

Giugno 2012

 

 

 

 

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