Come petali sulla neve PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna Mininno   
Martedì 16 Ottobre 2012 00:41

 

COME PETALI SULLA NEVE di ANTONELLA IULIANO

 

Chiarezza e fluidità nello sviluppo di una storia dal sapore ottocentesco. Una storia che invece avviene nei nostri giorni, come lo stesso protagonista dice affermando appunto di sentirsi un moderno Oliver Twist.

Una vicenda che sa di raggiri e di malvagità e che, pur non colpendo il corpo, seziona l’anima e fa capire che tutto può accadere sempre e ovunque.

E l’autrice, fervida lettrice come ogni bravo scrittore e come lo stesso protagonista, ben conosce gli incastri tecnici commisurati alle pieghe dell’anima e allo sviluppo di un racconto che non abbia zone d’ombra ed è appunto su questo che agilmente si muove.

La vicenda si svolge, dunque, a ridosso dei nostri tempi, tra la seconda metà degli anni Settanta e l’ultimo decennio del secolo appena compiuto, attestandosi perciò come storia contemporanea con inequivocabili spunti ricavati dal passato letterario, a loro volta molto ben metabolizzati e contestualizzati.

Parlo qui del libro "Come petali sulla neve" di Antonella Iuliano, appena pubblicato da La Caravella Editrice, che, come s’intuisce dal titolo, contiene assunti poetici, di quella poesia che è nell’animo umano e che rende possibili e vive le espressioni più belle della vita e dei sentimenti.

Ed è di vita e di sentimenti che il libro parla in vicissitudini spesso difficili e dure da risolvere, ma che, in sostanza, significano ricerca d’equilibrio, quello che la Natura di per sé aveva già posto e che persino chi legge vorrebbe aiutare a ricreare, posto che questo possa accadere immergendosi a capofitto nella lettura.

La storia dei due fratelli gemelli, sopravvissuti ai genitori in un incidente stradale, portati in un ospizio per orfani e crudelmente separati subito dopo il primo anno di vita, avvince e coinvolge molto, soprattutto quando poi si apprende che la loro separazione è avvenuta oltre e nel diniego di ogni regola.

Uno dei due, Philip, il gemello non adottato, è perciò costretto a restare nell’orfanotrofio di Primerose nel Nord dell’Irlanda, da dove si allontana, una volta maggiorenne, alla ricerca del fratello la cui esistenza aveva fino a quel momento ignorato.

E’ d’uopo, quindi, che egli vada a New Town, nel Sud dell’Inghilterra, dove, da quanto appreso da documenti archiviati, era stato portato il piccolo Leonardo, adottato dai McGregor, esponenti di una famiglia facoltosa e ben in vista.

Ed è così che egli, Philip Shannon, si avvia sulla strada della verità, avvalendosi dell’aiuto spontaneo di chi, in effetti, ama le buone cause.

Percorrere questo libro, di cui ho appena accennato la storia, marca il respiro e spinge alla lettura tutta d’un fiato. Lo sviluppo è agile e caratterizzato da descrizioni molto ben fatte di luoghi e di persone, di avvenimenti e di stati d’animo, a merito e plauso dell’autrice che ha saputo dove e come andare, che ha scritto in maniera piana, aperta e puntuale, fornendo in tal modo i mezzi utili per arrivare, con dovuta soddisfazione, alla sua conclusione.

Apprezzabile, quindi, la costruzione della storia che va spedita verso l’obiettivo, utilizzando tutto al meglio e dando spazio e vigore ai personaggi positivi.

Penso perciò con sicura benevolenza a Jerry Lewis, il giovane incontrato da Philip al suo arrivo a New Town, che si dimostra bravo nell’assumere iniziative concrete e risolutrici, al signor Thornfield, proprietario della libreria in stile vittoriano, che ha tanta fiducia in Philip e nelle sue qualità di scrittore, dopo avergli offerto il lavoro come suo assistente, a Louis che gli ha funto da padre negli anni dell’orfanotrofio e anche dopo, a Maggie, la giovane cameriera di casa McGregor che lo aiuta ad acquisire dati sulla verità da rivelare e, non ultimo, al signor Tanner, che in primis si è prodigato per rendere possibile il ritrovamento, apparentemente casuale, degli elementi probanti del mistero.

Tuttavia, com’è necessario che sia, anche in questo caso i malvagi hanno sembianze umane e sono quelle di Jonathan Blaine e di John McGregor, fautori dell’illecita adozione per far fronte alla follia di una donna, Sarah Flenning, madre adottiva di Philip. Una donna che si rivela un po’ vittima e un po’ carnefice ma che, in fondo, merita umana commiserazione.

In conclusione, dico che questo bel romanzo, godibile e facile alla lettura, ancora una volta mette sotto i riflettori una verità sostanzialmente vera. Una verità che dovrebbe significare trionfo dei buoni sentimenti e del giusto, quando le sopraffazioni attentano all’equilibrio della vita, minandone i valori.

 

Anna Mininno

 

 

 

 

 

Autrice: Antonella Iuliano

ISBN: 978-88-97733-08-9

Pagg. 296    Euro 14,00

Editore: La Caravella

Collana: Il Porto

Anno: 2012

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