Home Letteratura e Arte Interviste Intervista a Filomena Baratto
Intervista a Filomena Baratto PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Mazzanti   
Martedì 04 Settembre 2012 00:11

 

INTERVISTA a FILOMENA BARATTO

 


Filomena, senza pensarci, dimmelo subito, confessa: qual è il tuo colore preferito?

Il mio colore preferito è il blu e tutte le sue sfumature, dal celeste al blu cobalto, dall'azzurro al blu oltreoceano!

 

Filomena, ma dove vai? Aspetta, ferma lì! Dimmi, chi sei e cosa c'è nei tuoi dipinti? Ti ho chiesto del tuo colore preferito per questo! I lettori vogliono saperne ancora, sulla tua passione per la pittura!

Sono amante della pittura, un'appassionata della scrittura, una cultrice della musica e della danza. La pittura è il mio primo amore, i miei primi dipinti, sotto la guida di una pittrice, risalgono al tempo in cui frequentavo la seconda elementare. Il colore rappresenta l'espressione dei miei stati d'animo e dipingere è come spiccare un volo d'aquila alla conquista dello spazio e del tempo, rappresentando il mondo che mi circonda attraverso la mia sensibilità. Ho cominciato a disegnare piccolissima riprendendo la natura e le persone intorno a me, e da sempre mi ricordo di avere in mano matite, pastelli e penne, ero la disperazione di mia madre per averle colorata la casa: cuscini, lenzuola, tovaglie, asciugamani, parati. Ho esercitato il mio talento anche sui muri dove lasciavo piccoli affreschi che non andavano più via.

 

 


 

E le parole? Il tuo rapporto con la scrittura. Amicizia... o qualcosa di più?

La scrittura è una passione nata lentamente nel tempo, sin dalla scuola media. Più studiavo, più scrivevo più avevo voglia di scrivere. E' diventata poi uno strumento per esprimermi, per conoscermi, per portare fuori il mio mondo interiore, per definire punti di vista e anche solo per il piacere di scrivere, raccontare, inventare, e fare in modo che gli altri mi ascoltassero. Forse un modo anche per affermare le mie idee, per rappresentare con la mia fantasia mondi lontani, per costruire trame e regalarle agli altri per il solo gusto di essere ascoltata. Scrivere asseconda il mio bisogno di creare, analizzare, spiegare e spiccare voli introspettivi per sondare l'animo umano.

 

 

 

 

La tua ultima pubblicazione è Rosella, un romanzo, edito per Sangel Edizioni. Parliamone!

Rosella è un romanzo sulla vita di mia madre, autobiografico, una storia vera in un contesto storico degli anni 50/60, per poi giungere fino ai giorni nostri. Nel romanzo c'è gran parte anche di me e rappresento la testimone oculare di una vita, quella di mia madre, molto sofferta, per niente facile e mai capita. Un romanzo che affascina, che prende dalla prima all'ultima pagina senza sosta, che ci fa vivere le problematiche di una società maschilista, dove la donna non aveva alcuna voce se non quella di essere il sesso debole. La trama è avvincente tanto da sembrare di leggere un film, ricco di eventi e pieno di colpi di scena, con la variante che nulla è inventato ma tutto è storia vissuta e accaduta e ancora oggi ci sono personaggi e straschichi di quanto si dice.

 

 

Poesia, scrittura, pittura. E Arte. Arte, sempre. Come vivi e come ti muovi in queste dimensioni, fuori e dentro la realtà?

Scrittura, pittura e musica, visto che suono anche il pianoforte, sono tre espressioni della mia sensibilità artistica. L'una non esclude l'altra e a tratti ho bisogno di esprimermi con tutte. Possiamo definirle varianti di uno stesso tema: l'espressione del mio mondo interiore che ha un'anima artistica. Riesco ad esprimermi senza penalizzarne alcuna, ognuna mi serve per completare un'altra. Scrivere, forse, è quella che mi vede più impegnata per il tempo e la dedizione completa quando parte uno scritto, ma non vuol dire che non possa suonare o dipingere, disegnare.

 

 

 

 

Libro cartaceo e libro digitale. Guerra all'ultimo sangue, o fiera alleanza?

Tutto va bene per divulgare un testo, ma io propendo per il libro cartaceo che ha una funzione eterna: toccare con mano la storia, sentirla tua, averla a portata di mano per la pagina, il rigo e anche la copertina è come una compagna fedele che ci riporta il contenuto, il tempo, i momenti in cui si è letta quella pagina, il gusto che abbiamo provato, e averla poi sotto le nostre mani. Il rapporto col cartaceo è quasi un rapporto amoroso, dove si ha bisogno di toccare con mano la storia. Con questo non disdegno il digitale, ma lo sento freddo e anonimo e difficilmente potrei leggerlo, sarebbe uno sforzo per me!

 

 

Progetti in campo?

Una raccolta di racconti, un'altra di poesie e poi un romanzo e un altro ancora!

 

 

Marco Mazzanti

Commenti

Mostra/Nascondi modulo commento.
 

Ricerca nel sito

Syndication

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information