Nakşhî–dil PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna Mininno   
Sabato 06 Agosto 2011 00:08

 

PREFAZIONE A NAKŞHÎ-DIL di ROSSELLA ZUCARO

 

 

 

Se è vero che la poesia è nel cuore, nei sentimenti naturali e nello sguardo che sa cogliere la bellezza e la grandezza della Natura. Se è vero che il poeta è un sognatore. O un idealista che interroga e s’interroga, per avere risposte che superino la contingenza e gli affanni del reale. Se è vero che la poesia emoziona, lasciando all’anima il diritto di appropriarsi di quanto può esserne nutrimento. Se è vero ciò che con questo voglio affermare, allora non v’è dubbio che, parlando di NAKŞHÎ-DIL di Rossella Zucaro, si parli di poesia.

E se dunque di poesia si tratta, è giusto considerarne la valenza sin dal titolo, perfetto nel suo genere ed evocativo di distanze e di atmosfere, ampiamente ravvisabili nella lirica da cui prende il nome.

 

 

Dolce Nakşhî –dil,

ora siamo qui, io e te,

nel rosso tepore di una camera adolescenziale,

a consumare pensieri colorati

e a parlare a bassa voce,

toni blu, l’uno sull’altro,

come amanti segreti d’altri tempi.

Cullati da un meraviglioso erotismo sottile,

derivato più dalle passioni e dai sentimenti

che lo scaturiscono.

La tua voce mi pervade del pensiero rosa

delle parole dolci dell’eco ondulato.

Il pensiero del bacio,

preannunciato dalle tue labbra,

come petali di rosa scarlatta,

dettato dalla tua lingua ricamata,

mi imprigiona a te eternamente.

 

Lirica, invero, singolare, dove si percepisce, forte, l’esigenza di comunicare, in una dipendenza tout-court da sentimenti profondi e sognanti, e dove si leggono note di disarmante erotismo, una costante anche in altri versi della silloge - / Averti addosso. / Sentirti adesso. / Volerti spesso, / come un’esigenza, una dipendenza / dai tuoi respiri sulla pelle. / Averti addosso, /…/.

Nakşhî-dil – Lingua Ricamata porta in sé l’immagine poetica dell’autrice, del suo nome da favola, della sua dimensione e della lingua modellata in una sorta di ricamo essenziale, semplice e schietto, per dar voce ai pensieri e condividerli.

Per questo tutto torna ed è coerente, nei temi trattati, nei valori asseriti e nell’enfasi data al sentimento-fulcro del mondo. Quel sentimento che ne /…i giorni spensierati / dell’adolescenza…/ appariva grave e insolubile. Quando, invece, bastava /…un filo d’erba, / un fiore tra le labbra, / il profumo del prato. / Distesi, con un amico vicino /…/ per ritornare spensierati.

E che poi si tratti di amore tenero - / Stringimi forte / e più forte ancora, /…/, o di vibrante passione - /…/ le vene, pulsanti di sangue e passione, / si mutarono in vortici / d’inquietudine violenta. / Il tuo forte amore rese me prigioniera / del tuo sguardo verde-mare. /, dell’amore di cui soltanto i folli sono capaci - /…solo i pazzi sanno amare? Allora che pazza io sia! /…/, della magia dell’innamoramento - / Conobbi l’amore vero, / in una primula d’aprile / …/ o dell’amore perduto - / Sei stato il sogno / che mi cullava / quando mi addormentavo; /…/ è pur sempre il sentimento che colora i giorni, di cui non si può fare a meno e che si vorrebbe fosse proiettato verso l’immortalità.

Sono molti, quindi, nella silloge di Rossella Zucaro, i versi dedicati all’amore. Dall’amore vissuto sulla pelle - / Come un uragano /… / così se arrivato tu /…/ a quello falso e bugiardo - / L’Amore? / E’ forse una bugia che raccontiamo a noi stessi /…/, fino alle sue tante trepidanti pene.

Inestimabile è, però, anche il valore dell’amicizia - / Si dice che / per ogni amico che si ha, / in cielo nasca una stella /…/, insostituibile la presenza di un amico - /…/…che riesce a capirti / solamente ascoltando la voce / dei tuoi silenzi. E meraviglioso il sentimento che racchiude amicizia e amore. - / Fa’ che sia una favola infinita / il nostro amore, / nato da una perla rara / chiamata amicizia /…/.

E ancora, nell’ordine dei valori e degli interessi che l’autrice sente e che sa porgere molto bene, si è catturati dai versi rivolti a Madre Natura, che /…/ è un immenso arcobaleno. / Prati verdi di smeraldo, / cielo color cobalto /…/. O da quelli trepidanti e ribelli degli interrogativi posti al Dio del proprio Credo - /… / dove sei quando / i fiori più semplici e più belli / vengono calpestati dalla crudeltà / e dalla indifferenza umana, / o dalla natura che si ribella? /. O dedicati alle stagioni, anch’esse inevitabile misura del tempo e degli umori - /…/ Ecco, è l’autunno che arriva, / lento e tranquillo, /…/ ai fiori di campo, paragonabili al vero amore - /…/ semplice, dal profumo delicato, / nato dalla terra, sotto le intemperie, / e per questo forte e tenace, /.../. O dai versi gioiosi per la nascita del nipote Fabrizio - / Da quando tu ci sei, / c’è sempre un raggio di sole. / anche nei giorni di pioggia. /.../, e da quelli tristi, eppure colmi di speranza, per la morte del piccolo Teo - / Piccola stella senza vita, / forse su questa terra è finita. / Ma tra gli angeli corri e salti, / dove ci sono le favole vere. /…/ , o per quella di un caro amico - / Tu, il mio migliore amico, / il mio amore, la mia coscienza, / sei andato via. /…/. Fino alla suggestione dei versi ispirati dalla morte che può averla personalmente sfiorata - / La morte mi venne incontro. / Mi toccò la gola / stringendola tra le sue / gelide e bianche mani. /…/.

Tutto nella silloge è, dunque, perfettamente in linea. Con la coscienza poetica dell’autrice e con le parole semplici ma ricamate, nei numerosi assolo e nell’ensemble denso e armonioso, che arriva e tocca la sensibilità di chi ci crede, di chi sente e di chi sa ancora emozionarsi.

Se poi essa si chiude con una domanda - Poeta io?- è forse perché l’autrice ha deciso di non prendersi troppo sul serio o forse perché, semplicemente, sa che l’umiltà è un valore importante e che è sempre bene non ignorarlo.

 

Anna Mininno

 

 

 

 

Autrice: Rossella Zucaro

ISBN: 978-88-6247-073-5

Pagg. 188   Euro 10,00

Genere: Poesia

Anno 2011

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