Esiste un posto PDF Stampa E-mail
Scritto da Sandro Capodiferro   
Domenica 31 Luglio 2011 12:23

 

ESISTE UN POSTO di ALESSIA GAMBINO 

 

Appena terminato di leggere questo libro ho pensato: “Quel posto esiste davvero!!”.

L’autrice di “Esiste un Posto”, Alessia Gambino, con rara sensibilità, ci conduce per mano in quel mistero che i sentimenti, le sensazioni e le conseguenze degli stessi delineano spesso in percorsi impervi e faticosamente perseguibili. Narrato tra favola e realtà, tra dubbio e certezza, questo libro, suddiviso in capitoli tutti molto densamente intessuti del comune filo conduttore, apre le porte ad un cammino nel quale si alternano, a personaggi allegorici dalle delicate tonalità fantasy, uomini e donne del nostro vivere quotidiano. A tratti sagacemente contraddittori per le immagini forti che si intercalano a scorci letterari poeticamente intensi, i racconti si avvicendano a ritmo incalzante come il sentimento che ne muove i passi, dalle più ripide salite verso un acme di soddisfazione ai più scoscesi pendii, dai quali lasciarsi cadere in profonde riflessioni. Quel posto che ognuno di noi conserva in sé come disordinato anfratto nel quale celare paure, speranze, delusioni e aspettative, trova nelle parole di Alessia Gambino quasi una nuova chiave di lettura e un metro complice, con il quale spiegare l’umanamente inspiegabile esistenza di quello stesso posto.

Ed ecco che le storie si incontrano e gli amori si sfiorano, in un viavai di pensieri e ipotetiche realtà sotto forma di esseri alati che, fragili e a volte maldestri, affollano dei loro rimpianti gli spazi lattiginosi di questo posto incantato. A volte confusi nei diversi piani della narrazione scelti dall’autrice, così intensamente coinvolta nel racconto di questi luoghi e valida guida di questa meta-esplorazione, ci troviamo spesso nelle condizioni di azzardare dei raffronti con noi stessi e con il nostro vissuto. Gli ingredienti  ai quali il nostro palato di lettore può far riferimento in un ardito accostamento, vanno dall’apparente presentazione di un girone dantesco, al retro gusto intimo de “Il cielo sopra Berlino” fino ad un acerbo ma ben calibrato stream of consciousness di ” joyciana” memoria, dal quale si è non soltanto attratti bensì risucchiati, in un vortice di parola-pensiero che ci mette a confronto con la nostra stessa molto spesso indulgente coscienza.

Di particolare interesse e spessore l’interpretazione del mondo-non mondo nel quale gli esseri umani (ma a volte anche i sentimenti) attendono di venire alla luce. Un luogo nel quale si è accomunati dall’attesa non sempre fausta di una fine per un nuovo inizio. Un tratto di cielo dove le interpretazioni volutamente infantili dei personaggi e il loro puerile ma tenero antagonismo dipingono un quadro non di pace stucchevole (alla quale molta letteratura ci ha abituati) bensì di consapevole attesa e speranza che quella fine non sia appunto fine a se stessa.

Quanto amore c’è tra queste righe? E’ presto detto: tutto l’amore che il nostro diverso sentire, le nostre ritmiche e a volte ridondanti richieste dello stesso, e la nostra perenne ricerca di conferme, hanno tracciato tra le pagine che l’autrice ha creato per farne la giusta interpretazione del suo messaggio. Un discorso con se stessa, moderna principessa nella favola così attuale raccontata all’interno del libro, e così gradevolmente ricorrente a metafore e simbolici fregi letterari, per vestire di colori adatti ambientazioni per certi versi anguste e dolorose da vivere.

Tra i molti palcoscenici scelti nel libro per la rappresentazione dell’alba di un amore, e delle ansie e dubbi e incertezze dei quali normalmente ognuno di noi condisce tale esperienza, viene mirabilmente proposto, in un confronto paradossalmente vero: lo schema di un provino cinematografico. E’ un dialogo quasi totalmente interiore, seppure la narrazione ne esterni i significati per dovere di  chiarezza. Una donna con tante domande, un uomo dalle poche risposte, spesso date per convenzione più che per convinzione ed un epilogo coerentemente al femminile, dalla fredda consapevolezza al più caldo e malinconico rimpianto.

Volevo concludere questo spazio con una riflessione mutuata dall’evocazione regalatami da Alessia Gambino e il suo “Esiste un posto”, ringraziandola per questo: laddove il tempo, i luoghi e i nostri incontri consentiranno ancora una fusione di intenti d’amore, sorgerà lì il posto dove ognuno di noi troverà il suo essere e il suo sentire, e le speranze a volte sciolte in gocce salmastre, faranno ancora una volta risplendere gli occhi di nuovi sguardi verso nuovi orizzonti, affinché l’amore continui ad essere un posto sempre nuovo, ancora da scoprire.

Sandro Capodiferro

 

 

 

Autrice: Alessia Gambino

ISBN: 978-88-567-4094-3

Pagg. 136    Euro 13,90

Editore: Albatros – Il Filo

Anno  2010

 

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