I Maya PDF Stampa E-mail
Scritto da Cinzia Baldini   
Mercoledì 08 Giugno 2011 17:43

 

Il calendario dei Maya

Pregiudizi etnici hanno impedito per secoli agli studiosi occidentali di riconoscere che la civiltà maya era, sotto molti aspetti, di pari valore rispetto alle antiche civiltà di egizi e greci. Nonostante le centinaia d’iscrizioni in geroglifico che questo popolo ci ha lasciato, la decifrazione di molti caratteri non è stata ancora completata. Fortunatamente i testi che parlano di astronomia non hanno conservato segreti ed hanno permesso di ricostruire ampiamente il funzionamento del loro calendario.

I Maya avevano due tipi di calendario, quello sacro "TZOLKIN" che era molto antico, in uso anche dagli Aztechi, dai Zapotechi, dai Toltechi e dagli Olmechi, serviva per fare predizioni ed oracoli: combinava i numeri da 1 a 13 con 20 segni dei giorni, comprendendo in tutto 260 giorni.

L’altro era un calendario solare, il "HAAB", composto da 18 mesi di 20 giorni l’uno più un mese tronco, di 5 giorni soltanto, considerato portatore di sventura. Il ciclo più seguito dai Maya era quello dei 260 giorni, l’anno sacro, che non corrisponde a nessun ciclo astronomico, ma come Cottarel ha scoperto, corrisponde al ciclo che impiegano a sovrapporsi i campi elettromagnetici solari, quello equatoriale e quello polare. Lo studioso ne ha addirittura calcolato i tempi ed il fattore più incredibile è che le antiche popolazioni amerinde, tra cui i Maya, ne erano a conoscenza. Ogni 18.139 anni, numero che corrisponde esattamente all’intero ciclo della zona neutra del sole, dovrebbe capitare l’inversione più disastrosa, e questo numero è segnalato dal lungo computo Maya. Quindi secondo la cultura Maya il 22/12/2012 dovrebbe avvenire un’inversione magnetica solare e quindi un ribaltamento magnetico terrestre.

  

RIFLESSIONI:

Non sembra impossibile che delle civiltà così antiche avessero già un livello di conoscenza così approfondito per la loro epoca? Insomma, stando alle teorie dettate dai libri di scuola queste civiltà erano molto primitive, legate alle credenze religiose poiché non sapevano spiegarsi nulla del mistero della vita, erano, insomma, arretrate, arcaiche, assolutamente con un livello di evoluzione minimo, ma di cultura elevato solamente per ciò che riguardava le credenze e la mitologia.

La mia conclusione, del tutto personale, per conciliare queste contraddizioni, è che le antiche civiltà, in realtà, avevano raggiunto uno sviluppo elevato, una grande evoluzione e delle conoscenze approfondite che, però, sono andate perdute con il trascorrere dei secoli e che noi, nonostante tutto, non siamo ancora stati in grado di ritrovare e di decifrare attraverso i "documenti" (se così si possono definire anche i monumenti), che loro ci hanno lasciato in eredità. A pensarci bene, infatti, cosa rimarrebbe della nostra era alle future civiltà? Saranno esse in grado di capire cos’è o come funziona un computer della nostra epoca? Trovando un cd (sempre ammesso che ne rimarrà qualcosa tra migliaia di anni!), le popolazioni future non potrebbero considerarlo un elemento di culto? In fondo, oggi ogni ritrovamento archeologico di cui non si conosce il significato viene definito elemento di culto… Oppure, se troveranno il modo di decifrare il codice binario che noi oggi utilizziamo per il computer, saranno in grado di capire a cosa serviva? Non potranno pensare: "Ma guarda questi che sistema di numerazione complicato utilizzavano… erano proprio dei primitivi…"

Inoltre, non credo neppure che queste civiltà siano spuntate dal nulla: insomma, non è possibile che una civiltà che noi consideriamo primitiva sia riuscita a costruire tali monumenti ed abbia raggiunto un tale livello di conoscenza. Probabilmente, le datazioni sono errate e da ristabilire, probabilmente sono molto più antiche di quanto vogliano farci credere. Oppure, un’altra teoria del tutto plausibile sarebbe quella che esse siano ciò che rimaneva di un’altra civiltà sconosciuta vissuta anni e anni prima di loro e che abbia accumulato tutte le conoscenze di cui loro hanno potuto usufruire. Ad ogni modo, in entrambi i casi, alla base di tutto vi è un discorso complesso sull’identificazione del periodo storico cui queste civiltà o i loro presunti predecessori, siano appartenuti. Purtroppo, non c’è modo di fare chiarezza poiché gli studiosi affermati del nostro tempo non intendono smuovere di una virgola le loro teorie, neppure di fronte alle numerose contraddizioni in cui sono incappati durante i loro studi. Per quanto possa sembrare strano, coloro che hanno effettuato le più grandi scoperte in campo archeologico sino ad oggi, sono proprio i primi che non intendono più andare avanti nella ricerca, come se tutto quello che ci fosse da scoprire sia già stato trovato. In realtà, siamo molto distanti dalla verità… Troppi punti oscuri rimangono in queste "teorie affermate", e la verità continua ad essere nascosta ed ostacolata proprio da coloro che potrebbero, invece, incentivarne la ricerca… si potrebbe almeno tentare di chiarirne il perché… c’è forse qualcosa che vogliono nascondere? Qualche rivelazione che susciterebbe il caos generale come l’individuazione della data della fine del mondo? O è soltanto un motivo puramente pratico, come il fatto di cambiare tutta la storia e l’evoluzione dell’uomo?

 

Cinzia Baldini

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