La sorella di Mozart PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Zappulla   
Sabato 26 Febbraio 2011 14:52

                            

 

LA SORELLA DI MOZART di RITA CHARBONNIER 

 

È capitato di imbattermi un paio di anni addietro in un libro di Rita Charbonnier: "La strana giornata di Alexandre Dumas". Mi sono reso subito conto, già dalla lettura dei primi capitoli, che si trattava di un incontro fortunato, così come lo sono tutti gli incontri che in qualche maniera arricchiscono la nostra esistenza. Uno scrittore in particolare, se illuminato dalla grazia, può veicolare valori, trasmettere conoscenze, strappare all’oblio situazioni e persone condannate ingiustamente dalla storia, sempre ingrata nei confronti dei più deboli. Quel romanzo conteneva qualcosa di felicemente impalpabile destinato a lasciare il segno nella mia mente e nella mia immaginazione. Come una dolce melodia che fluttua nell’aria e cerchi di afferrarla con mano. Un intrigo di emozioni, di situazioni coinvolgenti, di meditate pause, accelerazioni, cambi di scena. Un corteggiamento raffinato al lettore, un concedersi per subito ritrarsi, prolungando l’attesa, il desiderio di sapere come va a finire. Maria Stella, la protagonista del romanzo, brillava di luce vivida, eroina e portavoce di tutte le ingiustizie subite dalle donne nel corso dei secoli. E non è poco, in questo periodo di bunga bunga, di scorciatoie facili per arrivare alla notorietà, di tette che valgono più di un cervello, che una scrittrice riesca a trasmettere con efficacia un messaggio di tali contenuti. Una scrittura così matura, così curata in tutte le sue sfaccettature non è mai figlia della casualità. Occorre studio, profondità di pensiero, spessore intellettuale e uno smisurato talento. Mi piace immaginare la signora Charbonnier con gli occhiali da miope, i capelli arruffati, ingobbita, avvolta in una nuvola di fumo, chiusa nella sua stanza, a dannarsi per un aggettivo che non la soddisfa, un vocabolo che non rende, una soluzione che tarda ad arrivare; sacramentare per una virgola impigliatasi fuori posto, afferrare il gatto (di peluche) per la coda e scaraventarlo dal balcone per una telefonata che arriva nel momento meno propizio. Ciò che fa la differenza tra uno scrittore professionista e uno che scrive per semplice diletto.

A distanza di un paio d’anni ho letto "La sorella di Mozart" ristampato da Piemme in edizione best-seller. E qui il mio compito si fa particolarmente ingrato. Mi chiedo cosa posso aggiungere di nuovo, io, improvvisato critico di periferia, ad un romanzo che ha fatto il giro di mezza Europa, ha varcato l’Oceano e di cui si sono già occupati eminenti letterati. Penso che classificare questo libro nel genere dei romanzi storici mi sembra estremamente riduttivo, c’è molto di più: la magia della musica, l’amore fraterno, l’amore carnale, le complicità, le aspirazioni adolescenziali, il sogno; il sogno che s’infrange contro una barriera di gretto materialismo. Cosa c’è di più crudele che togliere a una creatura la possibilità di seguire le proprie aspirazioni? Privarla della sua linfa vitale. Condannarla a un’esistenza piatta. La Charbonnier scava nei sentimenti delle persone, indaga, intreccia passioni, vulnerabilità, prepotenze e malcostumi. E come sempre i dialoghi sono ammalianti come canti di sirene. Anna Maria Mozart si eleva con la forza di un titano, una figura estremamente poetica, quasi commovente. Un talento, forse pari al fratello, costretto a rimanere soffocato dal padre maschilista. Anche qui, come nell’altro romanzo, una grande donna destinata a subire ingiustizie. Anche qui la grande determinazione della scrittrice a tirarla fuori dalle tenebre. Una sfida quella di Rita, come a volersi fare beffe delle soverchierie; come a voler dimostrare che la letteratura è in grado di regalare l’immortalità, rivoluzionare menti e preconcetti. E ci ha messo molto della sua fantasia in quanto di Nannerl Mozart ci sono pochissime documentazioni che ne rivelino il carattere. Penso che se questo romanzo è diventato un best-seller, lo è diventato legittimamente, per la sua forza dirompente, per la sua capacità espressiva. Niente trucchi e niente inganni. Niente trovate pruriginose ed espedienti commerciali che fanno cassetta. Semplicemente un romanzo, un grande romanzo.

Salvo Zappulla

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