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Coeva: intervista agli autori PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Dicembre 2010 08:00

COEVA: INTERVISTA AGLI AUTORI

Coeva è un romanzo scritto a più mani da autori che hanno osato andare oltre la semplice storia, oltre persino i limiti dettati dal linguaggio. In quest'opera troviamo infatti una narrazione complessa, strutturata in modo da richiedere da parte del lettore un impegno importante, una concentrazione tale da impedirgli qualunque altra attività. In parole povere, non si tratta di una lettura facile, di un libro che si può leggere in metropolitana tra una fermata e l'altra, o nei pochi minuti di una pausa caffè, o in qualsiasi altro ritaglio di tempo. Coeva richiede dedizione e fidelizzare il lettore non è cosa semplice quando ciò che gli si richiede è il suo tempo.

Se da un lato questo può causare un problema di tipo logistico all'apprezzamento dell'opera, dall'altra può essere garanzia di qualità di pubblico.

Riportiamo qui di seguito, la quarta di copertina, il modo migliore per rendere ciò che gli autori han voluto esprimere nella stesura del libro:

Un acido déja-vu.

Un Adamo ed una Eva s'incontrano in atemporali e surreali mondi e rincontrano nello stesso iter “coevo”. Si fanno promessa.

Un machiavellico Topo ed una sgangherata combriccola, composta da una poetica Vox Populi, un Giullare coatto, una sofisticata Cassandra ed un puntiglioso Istrione, guidano l'Adamo protagonista alla ricerca, ostinata ed interminabile, di un chimerico dono.

Un temibile nemico: il Tamerlano. Eserciti di lettere contro legioni di numeri, raffinato erotismo e pornografia, una fata, un cane ed un gatto, sono i testimoni osculari.

Paralleli ed iniziatici percorsi si intrecciano tra di loro in luoghi metafisici.

Vera protagonista è una scrittura aulica e ciclica, destrutturata fino a simboli e graffiti.

 

 

E ora un benvenuto agli autori di Coeva: Maria Pia Carlucci, Fiorella Corbi, Maurizio Verdiani e Stefano Capecchi.

Come avete concepito Coeva?

TheCoevas: Coeva nasce dall’esigenza di comunicare stati d’animo ed atmosfere in modo non convenzionale, o quantomeno insolito. Scaturisce dalla passione per la lettura e la scrittura condivisa dai suoi autori e dal confronto delle esperienze dei “viaggi” trascorsi tra le pagine lette.

La storia e lo stile scelto per la scrittura sono nati insieme o avete innanzitutto definito l'uno e soltanto poi approfondito l'altro?

TheCoevas: L’amalgama tra noi autori è un’alchimia che non è nostra intenzione svelare. È una fabbrica di idee.

Parliamo del lato metafisico di Coeva. Si ha spesso la sensazione che attraverso questa storia vogliate raccontare altro. Ci sono riferimenti attuali nel libro? Espliciti – o impliciti – riferimenti alla moderna società?

TheCoevas: La metafisica è intrinseca al viaggio di Coeva. Tale percorso può essere la trasposizione dell’assurdo nella quotidianità, un percorso attuale ed attuare da ciascuno di noi. Le visioni di Coeva sono funzionali per mostrare l’accelerazione delle mutazioni del mondo umano. Il linguaggio metafisico è un punto di partenza per allargare il proprio io per svincolarlo da preconcetti, da pregiudizi, da schemi desueti. Anche Galileo fu definito fuorilegge perché disse che il mondo era “no-square”. Oppure, si rischia di fare la fine di Ligabue, considerato strambo dai contemporanei e talentuoso dai posteri.

Il Topo Strauss sembra avere un ruolo preponderante nell'amalgama della vicenda. Come avete pensato questo personaggio? Ha qualche significato particolare, per voi?

TheCoevas: Qualche personaggio doveva per forza di cose affrontare la vicenda con filosofia! Strauss è una trasposizione scenica con la sua maschera da personaggio di una favola orale africana.

Più in generale, quale o quali personaggi vi sono più cari e perché?

TheCoevas: Tutti… sono come avatar da indossare! Non si può chiedere ai genitori quale figlio sia il prediletto. Non desideriamo rispondere a questa domanda con ulteriori indicazioni! Sarà il lettore a scegliere il proprio beniamino.

C'è qualcosa, in Coeva, che, a posteriori, cambiereste?

TheCoevas: Sì una: maggiore attenzione all’editing pre-stampa che sicuramente cureremo in futuro con più attenzione.

Il Preludio finale appare come un'appendice poco incisiva, inserita lì per puro vezzo. So che il suo significato è invece importante e vorrei consentirvi di puntualizzarlo anche per i lettori di Art-Litteram.

TheCoevas: La destrutturazione del linguaggio non è una novità in letteratura, vi sono stati numerosi esempi, come Hamilton e Mallarmé, solo per citarne alcuni. In Coeva, come si evince visivamente dalle sue pagine, la struttura delle frase si semplifica fino alle parole, che a loro volta si sgretolano in sillabe, lettere, suono, numero ed infine simbolo; il simbolo è usato dal linguaggio macchina del computer. In sintesi ci troviamo di fronte ad un ritorno alle origini che nelle pagine a seguire in Coeva, porteranno il lettore a graffiti realizzati con il computer appunto.

Verso la fine, Kama ricomincia il suo viaggio e dalle sue parole appare chiaro che non avrà mai fine. È come se volesse lottare a prescindere, andare oltre i propri limiti, sfidare tutto ciò che può sfidare. Vedete in questo tratto il destino dell'uomo? Una ricerca infinita della felicità, della propria realizzazione interiore? Si dice che la perfezione non esiste, ma che esiste l'intenzione di esserlo, l'idea che questo rappresenta e che anima l'uomo nel corso della sua esistenza. Kama è tutto questo?

TheCoevas: Kama è uomo ma non lo è, desidera ma fugge, ama ma abbandona, lotta ma vuole giocare, crede in ciò che fa ma preferirebbe altro. Kama è lo schema che cerca di scalzare sé stesso. La sensazione di profondo vuoto che l’uomo avverte e vive in questo presente e che cerca di riempire. Un presente che sembra non appartenerci poiché vissuto spesso attraverso ciò che l’altro si aspetta da noi. Il momento storico, il tempo in cui viviamo è il medesimo ovvero è Kama ad aver scelto questa dimensione atemporale fantastica, vacua, un po’ astratta dove s’incontrano molteplici atti narrativi.

Nello stendere il romanzo, come vi siete organizzati? Parlo della divisione del lavoro, della ricerca, del confronto, della revisione e così via. I nostri lettori potrebbero essere curiosi di sapere come si possono conciliare quattro teste e otto mani che fremono per scrivere.

TheCoevas: Abbiamo cucito il materiale preesistente, e ci siamo sentiti liberi di esprimere ciò che sentivamo. Nulla è stato preordinato, tutto è scaturito con molta semplicità e naturalezza. Confronto, ricerca e divisione del lavoro sono stati il nostro pane quotidiano. Laddove non poteva intervenire uno di noi, gli altri avevano cura di provvedervi. Coeva è stato il frutto di un passaggio critico e prolifico delle nostre esistenze.

Coeva avrà un seguito?

TheCoevas: Coeva non nasce come saga. Il seguito riguarda solo ed esclusivamente il finale. Infatti, tra le sue pagine c’è un esplicito invito ai lettori, che eventualmente ne avranno voglia, a scriverne uno alternativo. Tale iniziativa è già partita sul web. Il materiale che ci perverrà all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (entro il 15 marzo 2011, nda) sarà vagliato da noi. Quello che gradiremo maggiormente sarà pubblicato sui nostri siti www.romanzocoeva.it e www.myspace.com/romanzocoeva. Questa è la vita telematica di Coeva.

Per concludere, cosa direste a un lettore che si avvicina al vostro libro. Avete dei consigli da dargli prima che affronti la lettura?

TheCoevas: Coeva è un viaggio. Suggeriamo di non fermarsi innanzi alle difficoltà (linguistiche). A volte le parole hanno bisogno di strappare l’attenzione e scuotere.


Un sincero grazie a nome della redazione di Art-Litteram per la vostra disponibilità e un in bocca al lupo per il futuro.

Daniele Picciuti

 

   Il booktrailer del libro

 


 

 

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