| La ragazza con la valigia |
|
|
|
| Scritto da Salvo Zappulla |
| Lunedì 12 Luglio 2010 00:15 |
|
LA RAGAZZA CON LA VALIGIA di MARIA PINA CIANCIO La poesia ricerca la purezza, lo stupore, l'incanto. Maria Pina Ciancio, nel suo libro (La ragazza con la valigia, editore Lieto Colle, pagg.57, € 10,00) vaga sperduta tra terra e cielo alla ricerca di uno spazio indefinito, senza tempo né materia. Uno spiraglio che si apre, un' altro che si chiude. La vita che ti nega l'accesso o ti permette di entrate, tutto permeato da un senso di indefinitezza, di vacuità. "Si era fermata, una pausa alla corsa/alle parole di pietra, alle carezze trattenute/ per lasciargli al bar dell'angolo/ un libro di Bukowski/ e una clessidra polverosa/ capovolta da vent'anni sulla porta". Una semplicità disarmante, posta con disincanto, da cogliere e farne dono. Tante piccole voci si affacciano dall'uscio di una porta socchiusa, si avviano lungo il sentiero per ribadire la propria esistenza e formano un coro di delicata musicalità. Quello di Maria Pina Ciancio è un viaggio metafisico su per la vetta più alta. Procede con candore, si meraviglia, si tasta sgomenta le ferite lasciate da rovi acuminati, si volge all'indietro a osservare i solchi causati dal tempo e ogni volta è una fitta dolorosa: affiora un ricordo, un rimpianto, una storia finita. "Arrivò per l'ultimo treno/parlava, cantava, vecchia esausta/una preghiera blasfema/concedetemi il viaggio/e qualcosa da bere/... Un sordo si alzò/ prese sogni e parole/ e glieli offrì in un bicchiere". Maschere da decifrare e da esplorare, pesanti come macigni, gravano sulle spalle e sulla coscienza del lettore. Un inquieto vagare tra le pieghe dell'anima, alla ricerca continua di spazi da riempire, tra i perché destinati a non avere risposta; rovistando tra gli oggetti dell'intorno, sperando rivelino i loro segreti, certezze impossibili da ottenere sul meraviglioso inesplorabile mistero della vita."La solitudine non le faceva più paura, da quando la vita le aveva fatto scempio in lungo e in largo. A Nina adesso faceva paura guardare in faccia il cielo e in quella smerigliata innocenza, socchiudere gli occhi e non saper pregare".
Salvo Zappulla
![]() |





