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Nessun uomo è mio fratello, di Clelia Farris PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Settembre 2010 00:00

NESSUN UOMO È MIO FRATELLO, DI CLELIA FARRIS

Vincitore del Premio Odissea 2009, questo romanzo si presenta come una finestra su una realtà "alternativa" così vivida da ricreare l'illusione che possa, in un futuro non poi così lontano, concretizzarsi. La domanda che l'autrice sembra voler porre al lettore è: cosa accadrebbe, se il nostro destino fosse segnato fin dalla nascita?
Nel mondo di Enki, giovane contadino indonesiano vessato dalle angherie di un padre cinico, tormentato dalla figura di una madre morta che ricorda a mala pena, non c'è spazio per il libero arbitrio, non se si nasce con il segno della V sulla pelle. V, uguale Vittima. C, Carnefice. Ogni persona nasce con un segno distintivo che ne schiera l'esistenza in una o nell'altra parte. Nascere con la V significa vivere nella paura di essere, un giorno, ucciso dal proprio Carnefice. In questa società l'omicidio è ancora un reato, ma se un Carnefice uccide la sua Vittima, allora l'infame delitto è riconosciuto come legale e nessuna condanna viene emessa.
Per questo le Vittime cercano di nascondere il proprio segno. Per questo, se una Vittima si comporta in modo "diverso" da come ci aspetta, con superbia, strafottenza, prevaricazione, può tranquillamente passare per Carnefice, salvo poi essere scoperta e cadere, di conseguenza, in disgrazia.
La quotidianità di Enki, giorno dopo giorno, si trasforma in un inferno. La certezza del lavoro nelle risaie, la tranquillità della vita di campagna, le amicizie giovanili, i primi amori, tutto sfuma e diventa incerto nel momento in cui la sua vita prende una terribile svolta. Allora inizia la fuga, nascondersi diventa di vitale importanza, e le nuove esperienze forgiano la sua essenza in qualcosa di nuovo, che lo porta a prendere una strada che cambierà il suo modo d'essere.
Il romanzo percorre l'esistenza di Enki dapprima lentamente, mostrandoci la vita nei campi, il suo rapporto con le usanze contadine, che spesso disapprova, con la follia del padre malato, con l'ingiustizia che vuole i Carnefici privilegiati rispetto alle Vittime; seguiamo quindi la sua crescita, prima durante il lavoro da assistente/guardia del corpo presso la dottoressa che, pur consapevole dei rischi, decide di prendersi cura di lui; poi lungo la strada che lo porta a decidere cosa sarà della sua vita. La terza parte, che include un salto temporale di diversi anni, ci presenta un Enki profondamente cambiato, maturo, che ha scelto di diventare un Cacciatore di Carnefici. La legge è ingiusta verso le Vittime, così egli fa della propria vita uno strumento per aiutarle a salvarsi dai propri assassini legalizzati. A lui si rivolge chiunque tema di essersi imbattuto nel proprio Carnefice. Enki avvicina il sospetto, fa in modo di prelevargli un campione di DNA per poterlo confrontare con quello della presunta Vittima. Se coincide, ha trovato il suo Carnefice, altrimenti si è trattato di una falsa pista. Grazie al suo lavoro, molte persone possono vivere meglio la loro esistenza, trasformando le tragiche incertezze in realtà migliori oppure infauste, a seconda del risultato. La sua attività, però, non passa inosservata. Questo, per ovvie ragioni, comporterà per lui un pericolo estremo.
Il romanzo presenta una scrittura di qualità, che rende scorrevole la lettura; l'ambientazione contadina è resa in modo ottimale, aiutando il lettore a calarsi nella vita di Enki in maniera totale, preparando alla corsa finale. Già, perché la sensazione che si ha è che l'ultima parte, quella di Enki adulto, sia una corsa sfrenata verso la fine. Anche lo stile cambia, mostrando brani di scene diverse, come ad accalcarsi le une sulle altre per non dar respiro al lettore. È un pregio, poiché si tende ad accelerare per giungere velocemente alla fine.
Clelia Farris ci regala un romanzo lieve eppure crudo, visionario ma solido. Si tratta di un'opera compatta, che profuma d'oriente. Non troverete grossi colpi di scena, azioni forti, trame nascoste - se non una, quella finale - né una fantascienza ipertecnologica.
Troverete però
 un bel romanzo.

 

Daniele Picciuti


Estratto del libro:
“Coperto di graffi, reggendo il braccio destro col sinistro, mi incamminai per il sentiero. I fruscii, gli scricchiolii, l'odore muschiato del bosco mi ruotavano intorno insieme ai pensieri.
Quando uscii dalla foresta vidi che, naturalmente, il trattore non c'era più.
Fra il dolore e la confusione che ne derivava riuscivo a distinguere una sola sensazione: lui voleva liberarsi di me. Mi trascinai verso la fattoria scuotendo via da me questa atroce conclusione, ma lei mi seguiva in volo, posandosi poco lontano, le tiravo sassi, apriva le ali e svolacchiava di qualche metro per tornare a camminare sulla mia ombra poco dopo.
Carnefice Carnefice Carnefice, gracchiava.”

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Autrice: CLELIA FARRIS
Editore: DELOS BOOKS
Prezzo: Euro 13,00

 

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