| Allo specchio |
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| Scritto da Salvo Zappulla |
| Lunedì 28 Giugno 2010 00:06 |
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ALLO SPECCHIO di SILVIA LEONARDI
Silvia Leonardi Allo specchio Ed. Il Filo pagg. 83 € 13,00
Maria rivive gli echi di un passato che riaffiora lentamente e punge l'anima come spilli dolorosi conficcati nella carne. Maria è una persona che ha vissuto intensamente la propria esistenza, ha sofferto, gioito, ha sempre inseguito una felicità che inesorabilmente le sfuggiva. La felicità è una serie di attimi inafferrabili, non si possono stringere dentro il pugno; si nasce e si muore, si piange e si risorge. Silvia Leonardi racconta le emozioni, la vita, l'ignoto; le ansie, le paure, le speranze e lo fa con una sensibilità tutta femminile. Per concludere infine che gioie e dolori sono il rovescio della stessa medaglia. Il dolore è purificatore, l'infelicità propedeutica alla felicità. Maria rivede gli eventi che hanno segnato il suo cammino come spezzoni di un film, i fantasmi che emergono dal passato e tutto avviene in poche ore, in un racconto rivolto ad una sconosciuta, alla fermata di un autobus qualunque in un giorno qualunque. Sullo sfondo una città che non riconosce e gli echi lontani di una Sicilia da accarezzare con la nostalgia. Arriva per tutti gli essere umani il momento di fare i conti con la propria coscienza e di porsi di fronte a uno specchio per esaminare i solchi lasciati dal tempo sul volto e nell'anima. Maria rappresenta in realtà tutte le donne che sopravvivono al silenzio, all’abbandono, alle ferite e forse in tal senso chiunque faccia parte dell’universo femminile può ritrovare un pezzetto di lei nella sua vita. Silvia Leonardi in questo romanzo di grande carica introspettiva riesce a presentare una protagonista dal sapore antico, con una scrittura soffice e tenera. Usa parole delicate nei confronti di una madre che non c'è più. Con un linguaggio molto lirico ci trasmette l'amore per quella donna che ha amato tanto. Un bel romanzo d'esordio, carico di promesse.
Silvia, questo tuo romanzo d'esordio sembra voler stimolare in ognuno di noi il desiderio di confrontarsi con la propria coscienza. C'è sempre uno specchio lì ad aspettarci? Credo che capiti a tutti, almeno una volta nella vita, di fare un bilancio della propria esistenza. Di restare come sospesi, fuori dal tempo, a ripercorrere i nomi e i volti delle persone che – nel bene e nel male – ci hanno segnato. In un certo senso il mio vuole essere un invito all'introspezione ed alla riflessione, esercizio ormai scarsamente praticato, troppo facilmente trascurato ed oscurato a favore di una frenesia ed un’ "urgenza di vivere" che monopolizza la nostra attenzione, succhia le nostre energie, svuotandoci il cuore e la mente; un incoraggiamento a porre noi stessi "allo specchio", senza reticenza né timore di scoprire fantasmi inaspettati, perché solo se prima ascoltiamo noi stessi abbiamo buone possibilità di interpretare la vita nel modo migliore. Ogni momento delle nostre giornate può essere quello giusto per guardarci riflessi, come fa Maria, perché almeno per un istante, di qualsiasi giorno di qualsiasi vita, ci sarà sempre un autobus da poter perdere e lasciar andar via
Cos'è per te la felicità? Che domanda difficile! Avessi la definizione ne avrei forse anche la chiave. Credo che ognuno possa ritrovarsi in un desiderio così semplice e - forse proprio per questo- difficile da contenere in una forma tangibile e reale La felicità è per me una condizione di benessere che implica gioire delle piccole cose, spostare il paletto dei desideri sempre un po’ più in là e lottare perché possano avverarsi. Senza dimenticare le infinite forme di felicità che ci passano accanto, quelle che sembrano quasi ovvie e scontate e che invece sono il collante della nostra vita. Felicità è sapere che le persone che amo stanno bene, avere progetti che crescono, idee che ruotano in testa. Saper cogliere la bellezza nella natura, nell’arte, nella poesia, nello sguardo dei bambini. Convinta sempre che "quel mio essere felice nella maniera che può bastare sia già vera felicità" .
Quanto è importante per te scrivere? Scrivere è senza dubbio il modo più umano di rappresentare se stessi. Personalmente scrivo "sotto emozione", non riesco semplicemente a legare parole che insieme risultino coerenti e piacevoli. Dentro deve prendere posto una suggestione, un guizzo, un moto per quanto piccolo. Anche se non parlo direttamente della mia vita, cerco di tessere un filo sottile con il lettore, trasmettere insomma a chi legge la sensazione di ritrovarsi in qualcosa di già sperimentato sulla propria pelle. In questo senso scrivere è stato da sempre per me la naturale valvola di sfogo alle emozioni, fin da bambina, e non necessariamente per uno scopo. Ho scritto gioie e dolori, momenti che ho condiviso e attimi solo miei, strettamente privati. Anche se devo ammettere che sono più incline a un certo tipo di scrittura "creativa" in momenti di particolare malinconia. Me lo spiego solo con il fatto che solitamente il dolore ci colpisce più duramente della gioia, mette a nudo in maniera evidente la nostra condizione precaria di esseri umani ed è qualcosa che tutti sperimentiamo prima o poi nella vita. Per questo non smetterò di scrivere finché avrò qualcosa da dire.
Maria, la protagonista del tuo romanzo, sembra quasi una persona alla continua ricerca di se stessa, come divorata da un'ansia struggente e metafisica. Quanto ti riconosci in quel personaggio? Ho iniziato a scrivere "Allo Specchio" diversi anni fa, e forse allora mi riconoscevo di più nel personaggio di Maria. Era il periodo in cui, trasferitami dalla Sicilia a Roma, soffrivo di questa libera scelta che pure mi allontanava dalla mia terra, dai miei affetti, dagli amici di sempre. Per questo ho trasferito in Maria una malinconia struggente, un’affannosa ricerca della felicità, senza saper esattamente come definire il vuoto –l’assenza forse- che mi portavo dentro. In realtà si trattava solo di ritrovare una mia dimensione, il posto giusto in cui stare. A livello biografico con Maria non ci sono similitudini ma è chiaro che il personaggio porta con sé un mondo di emozioni e una gamma di sfumature in cui mi riconosco. Un’etica, se vogliamo, un attaccamento ad alcuni valori come la famiglia, la terra, l’onore che volenti o nolenti noi gente del Sud abbiamo impressi nel nostro codice genetico. Maria rappresenta in realtà tutte le donne che sopravvivono al silenzio, all’abbandono, alle ferite e forse in tal senso chiunque faccia parte dell’universo femminile può ritrovare un pezzetto di lei nella sua vita.
C'è qualcos'altro nel cassetto? Vuoi anticiparci qualcosa? Sto terminando un romanzo, del quale non vorrei anticipare troppo. È una storia totalmente diversa rispetto "Allo Specchio", molto più…diciamo moderna, attuale, riflesso dei nostri tempi e di una società in cui è facile snaturarsi e perdere di vista valori importanti. La definirei una storia d’amore e di perdono, a volte possibile, altre impossibile e nei limiti della nostra natura umana. Anche il linguaggio è diverso, in alcuni punti colorito e spontaneo. In mezzo a tutto questo, spero sempre e comunque di riuscire a trasmettere un messaggio e che le mie parole possano essere spunto di riflessione. La protagonista ancora una volte è una donna, voce narrante in prima persona e spero che chi lo leggerà possa trovarlo divertente e al tempo stesso "meditativo".
SALVO ZAPPULLA |



