| ... e chiovi |
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| Scritto da Salvo Zappulla |
| Mercoledì 26 Maggio 2010 17:13 |
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... E CHIOVI di FLAVIA VIZZARI
Flavia Vizzari ha un impeto vulcanico, nel suo animo ribolle magma artistico che non può rimanere imploso e travalica all'esterno attraverso i suoi dipinti e le composizioni poetiche da consegnare alla memoria. Dalle sue liriche emergono i luoghi più reconditi dell'anima, la necessità di condividere gioie e dolori, sofferenze e slanci vitali. Un rapporto con se stessa e con gli altri in continua evoluzione. alla ricerca di nuove emozioni, nuove verità di cui stupirsi, rimanere incantati, illusi, disillusi. Così come ogni artista vero dovrebbe fare. Perché l'Arte è incanto, stupore, meraviglia. Flavia scrive sia in lingua che in vernacolo ed in entrambi i casi il ritmo e la forza espressiva trovano equilibri sottili, pregni di ragioni profonde, flussi di coscienza che coinvolgono i sensi, la morale, l'etica, l'istintivo desiderio del Bello e del Puro. "...e chiovi" (Edizioni del Poggio, pagg.139 € 9,50). L'acqua come elemento purificatore. Lacrime celesti che penetrano lentamente, si fanno strada tra le piaghe incancrenite, tra le coscienze distorte, tra le ingiustizie, le prevaricazioni, su tutto l'orrore che Flavia vorrebbe cancellare. "Quante lacrime/ho versato, in questa vita mia/ che scivola/a volte/su sentieri irti di spine..." Un abbraccio ideale a cingere l'intero genere umano e riportarlo ai princìpi di fratellanza. Il mare e il deserto sono temi che si propongono spesso nelle opere di Flavia Vizzari, in lei come in molti altri scrittori esercitano una fonte di ispirazione irresistibile. Il mare è lo specchio delle nostre inquietudini, ha una molteplice valenza simbolica, rappresenta la lotta e la sfida ("Il vecchio e il mare", "La balena bianca"). Il confronto con la vita nei racconti di Conrad. Il mare che costringe all'attesa e annienta ne "I malavoglia". Il mare e il deserto sono i due elementi che rappresentano la paura di un viaggio verso l'ignoto, da cui c'è il rischio di non approdare. Entrambi non hanno un punto di riferimento preciso. Il mare è omerico e biblico. E' vita e morte (l'acqua è sinonimo di vita, il naufragio sinonimo di morte). Il mare, come il cuore del poeta, sempre in bilico tra la tempesta e la speranza di nuovi orizzonti .
SALVO ZAPPULLA |




