Nel vento e nella polvere PDF Stampa E-mail
Scritto da Cinzia Baldini   
Giovedì 22 Aprile 2010 17:36

 

NEL VENTO E NELLA POLVERE di VALERIA ZANGRANDI

 

L’attesa. Infinita, immensa, interminabile, lunga come la vita e una giovane donna che attende: "Silenzio, in casa. Lei c’è, ma forse si è addormentata, accoccolata su se stessa, sprofondata nella sua vecchia poltrona. O forse è fuori, in veranda, a guardare gli stormi di uccelli che cacciano via l’inverno. Magari con una tazza di tè bollente in mano. Magari. Comunque è lì nei dintorni. Da casa non si allontana mai, perché lui potrebbe arrivare da un momento all’altro e non può rischiare che non vedendola, se ne vada. E lei sa di non poter assolutamente permettere che ciò accada."

L’incedere. Un uomo, un vecchio, in cammino, in perenne ricerca dei ricordi: "Ogni passo ha la lentezza di un mondo che nasce, vive e muore, una lentezza che sfiora l’eternità. Ascolta il suo corpo stanco, il vecchio, il suo corpo che per tutta una vita l’ha sorretto nella sua vocazione di camminare, corpo che solo tardi ha imparato a ringraziare, perché la giovinezza vive nella presunzione di una qualche forza sovrumana, e il corpo è contorno scontato, ha l’invisibilità dell’ovvio, e solo dopo si capisce la grandezza della presenza, la sacralità di ogni fibra. Solo dopo".

E tra la solitaria attesa della donna e il vagare interminabile dell’uomo c’è lo scorrere lento delle loro esistenze. Ognuno vive la propria vita per suo conto, ognuno secondo la propria personale caratteristica si confronta con la realtà che lo circonda. Sarà fragilità interiore e incapacità di dare un senso compiuto alla propria quotidianità per lei, continua ricerca e sete inesauribile di conoscenza per lui. Rifiuto per lo scorrere del tempo e conseguente tributo di sofferenza intima e lacerante che dilania l’anima e la mente, per la prima e, adeguarsi assecondandolo con spirito positivo, per il secondo.

Il risultato finale dell’equazione che ne scaturisce è che l’uomo sta alla donna come il movimento all’immobilità, il moto perpetuo all’inerzia totale, il vento alla polvere….

Questi gli ingredienti del romanzo d’esordio di Valeria Zangrandi la quale, con una regia sapiente, riesce ad amalgamare in un lavoro originale e adeguatamente articolato il contrasto tra i ricordi, i rimpianti, l’ansia e l’amarezza di una vita non vissuta, costruita su alienanti certezze e estranianti, patologici silenzi da cui erompe, pressante e compulsivo, il bisogno di scrivere, alle esperienze concrete conquistate sul campo, ai pensieri maturati dall’osservazione degli avvenimenti, alle conclusioni dovute agli approfondimenti nati dal calarsi completamente nella realtà.

È d’uopo sottolineare, comunque, che la suddivisione è solo apparente in quanto l’autrice, riesce a dare ai suoi personaggi una ferrea coesione emozionale, marcata nitidamente dalla ripetizione frequente di parole, frasi o periodi che conferiscono al ritmo della lettura, prima, e all’intero romanzo, poi, una suggestiva incisività narrativa.

Il "non essere" di lei e l’"essere concreto" di lui confluiranno paralleli attraverso salti temporali e un linguaggio non di rado poetico, verso il finale dove la metafora insita nella figura ingenua e fresca della bambina alleggerisce la gravosità dell’impatto causato dalla presa di coscienza dell’inutilità della lotta contro il tempo traditore e menzognero e l’ineluttabilità del presente. Ma, quando la realtà risulta opprimente e sembra schiacciare tutti sotto il suo peso ecco giungere liberatorio e catartico il sogno: "Le scarpette viola sono abbandonate sul bordo della strada. Una è rovesciata. I suoi piedi nudi seguono un sentiero immaginario nell’erba umida. Le braccia tese, come fossero ali, a sfidare il vento. Niente magie, ora. Niente invenzioni a distrarre quel volo così meravigliosamente umano da sporcarle i piedi di terra. Ogni realtà è accantonata nell’impellenza del sogno". Ed è proprio nella fantasia della visione onirica, che infrange ogni vincolo spazio/temporale, che ognuno può trovare la sua esatta dimensione e la definizione della sua libertà.

"Nel vento e nella polvere" di Valeria Zangrandi è un libro che mi permetto di consigliare a tutti gli amanti della buona lettura perché tra le sue pagine non si troverà nulla di banale e niente di scontato.

 

 

CINZIA BALDINI

 

 

 

 

 

Autore: Valeria Zangrandi

ISBN: 978-88-95068-10-7

Pagg. 112    Euro 11,50

Editore: I Sognatori

Genere: Romanzo

Edito Aprile 2010


 

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