Mariposas PDF Stampa E-mail
Domenica 15 Marzo 2009 22:26

"MARIPOSAS" di DANA MAEL


Dana Mael è lo pseudonimo di una scrittrice di origini ispano-austriache, italiana di nascita, attraverso le poesie raccolte nel libro “Mariposas” ci comunica le sue emozioni, ci esprime ciò che  sente a riguardo di temi importanti  come la vita e la morte, ci parla di ricordi e di sogni, e delle illusioni che essi ci regalano.


Il suo, è un muoversi nella vita riconoscendo, anche nella solitudine, di non essere sola, come esprime nella sua poesia “Anima solitaria”. Il libro si intitola “Mariposas” parola castigliana che significa farfalle. Le farfalle, per la poetessa, hanno un profondo e trascendente significato, per lei infatti sono le anime dei suoi antenati.  Spesso ritornano nelle sue poesie le presenze degli antenati, dei trapassati, una compagnia che non perde mai, che trova anche nelle cose che vede.


Lo sguardo della poetessa spesso va oltre ciò che osserva sensibilmente ed è così che la terrazza sul mare, diviene un ponte tra presente e passato, i flutti dell’acqua riportano rotte lontane e antiche di “genti intrepide”. É un richiamo di voci ormai morte, ma che continuano ad essere presenti. Anche le cose avvolte dalla nebbia, sembrano fantasmi dei trapassati. Il libro ci presenta il duplice e contrastante tema, vita-morte. Sono molte poesie dedicate a chi ama e a chi ha amato, dedicate a chi non c’è più, fisicamente. Affetti, presenze passati ma ancora vivi, nei ricordi, nelle visioni.


I ricordi, i sogni, a volte, provocano quelle piacevoli illusioni di provare ancora un’emozione.   All’apertura del libro, una poesia dedicata al figlio Massimiliano,”l’opera più importante della vita” ed un’altra ad Elisa, alla quale dice” ti lascerò un’eredità piccola, ma fatta di cose vissute”. L’importante dunque, di fronte alla morte è di aver vissuto e averlo fatto intensamente, a volte anche con l’impulso e l’irrazionalità del momento o della passione che trascina. Si ricordano gli amici passati, Cesare che è una voce lontana, come una “brezza leggera,vaga carezza” oltre il muro dei secoli, o l’amico morto, con la sua vita rubata dalla battaglia, ora fantasma del passato, “scheggia di vita/vissuta in altri tempi/ e in altri luoghi.”oppure ancora l’amico e anche amante Gigi colto dal “male del vivere”, una passione vissuta con l’egoismo dl prendere, senza ascoltare, senza aver capito un addio tragico e preannunciato e così confessa la poetessa, con “l’anonimo dire di un cronista” prova l’allontanamento, il distacco ed il rimorso per non aver capito prima., e poi altre perdite, come la “gattina esigente” Pucci, e la “cockerina estrosa” Lilla.


In questo ricordare chi fu, in questo ripercorrere i ricordi o provare visioni di morte, si apre una ricerca interiore che leggiamo sia nella poesia “Alba”-  “alzata molto prima del sole”, quando ancora ci sono le tenebre, “mi sono messa in cammino” dice ed è poi un crescendo di luce “ sola con il mio spirito/ e i miei pensieri/ mi sono sentita immortale/.” E nella poesia “ il “cammino”, dove si parla della strada percorsa per Santiago, (dove tutto anche le cose inanimate, sassi, polvere, alberi annosi, parlano di Carlo Magno e di suoi paladini) nella solitudine scopre che “lo spirito vola libero con ali d’aquila”.


Dana Mael ci parla anche di incontri che non succedono per caso, ma sono voluti dal fato, come il ragazzo Maori, incontrato nel cammino di Santiago, ed è uno scambio di spiriti alla ricerca.


In alcune poesie si esprime un concetto che si discosta dal modo normale di vedere le cose. Siamo abituati a pensare alla vita  come a qualcosa che si muove e si sente, e alla morte come a qualcosa che tace, ma qui si ribalta la situazione ed ecco che in “Andalucia” nello sfondo del paese assolato in un giorno di vita normale, al momento della siesta, dove tutto tace, unico rumore è il pianto di una donna al cimitero che ha scelto “il silenzio degli altri” per sfogare il suo dolore. La morte che ha un suo frastuono, nella quiete dei soliti giorni, e poi,  l’immagine de “la corrida” , che è  “odore di sangue e segatura”, dove leggiamo il silenzio dell’attesa, quando ancora c’è vita, e poi l’esplosione della folla, perché la morte è un boato di voci.


Questa vita, che  Dana assapora, è per lei, matrigna, tanto che, quando alla festa del paese (raccontata ne “la Rambla”), vede il mimo con le ali finte, pensa all’illusione di un altro volo nascosto e desiderato. Cantando la vita e la morte, la poetessa non tralascia l’amore e canta l’illusione che dura per sempre, anche se si vive un giorno solo d’amore. L’amore è incontro, è condividere tempo, sogni. Amore è essere insieme.


Si apre, poi dicendo “la mia anima/è come l’abito di Arlecchino/fatta a pezzi e poi ricucita/” e nella sua poesia “Reminescenze oniriche” scrive che, anche se prova solitudine per la mancanza dell’amore sognato, c’è la speranza che arriverà di nuovo la notte a riportare nei sogni la sua presenza “nel sogno mi appartiene per sempre”  Quale dolce illusione!


Sono poesie che hanno voci, che hanno rumori, ma che hanno anche silenzi e pace, e nella esperienza monastica la Mael  conferma “i silenzi sono colmi di parole non dette”.Spesso nelle poesie ci sono le immagini del mare, dell’acqua, a volte tempestosa che fa pensare ad un nascosto desiderio di morte, ma anche l’acqua del fiume che scorre calma e porta una promessa di pace. Uno spirito dunque diviso tra tempeste e quieti, uno spirito fortemente vivo, ricco e sensibile, Dana è un’osservatrice, ogni cosa che vede e percepisce, la sente come un contrasto dello scorrere del tempo, il tempo infondo, dice “è un’altalena tra gioia e dolore” ed ancora “ è un vascello dove si naviga incerti” . Eppure la vita va vissuta e Dana, vuole “spiegare le vele”, anche se le nuvole in cielo preannunciano tempesta, lei si lascia baciare da quel raggio di sole che cerca il suo viso, perché la speranza è una forza che vince oltre le lacrime di una vita matrigna, per permettere, con l’aiuto del tempo come rimedio, di ritrovare il sorriso.


Nella poesia “Una fiaba…” forse c’è il succo del libro, una nonna che prende per mano la nipote e la porterà lontano in un viaggio nel tempo e nei sogni.
Questi versi sono proprio una sorta di viaggio.
Io, confesso, ho viaggiato con emozione.

 


EMANUELA ARCANGELI

 

 

 

 

 

Autrice: DANA MAEL
Pagg.: 162
Prezzo: € 10,00
ISBN 978-88-6247-019-3 
Edito: LINEE INFINITE EDIZIONI 
Pubblicato nel 2008
Genere: poesia introspettiva

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