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Melodia (di Daniele Bonfanti): recensione PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Picciuti   
Mercoledì 22 Luglio 2009 11:02

Melodia (di Daniele Bonfanti)

Scrivere la recensione di Melodia è un po’ come cercare di comporre una canzone di cui si conosce il testo, ma per la quale non è affatto semplice trovare le note giuste che le diano quella musicalità, quell’armonia che lo stesso protagonista del romanzo ha inseguito nel corso della storia.

La ricerca di se stesso, delle proprie origini, legate in modo indissolubile a un motivo misterioso, che si fa pagina dopo pagina ossessionante, è la traccia che l’autore del libro lascia agli attoniti lettori.

Daniele Bonfanti realizza, con quest’opera, un mosaico che si svela lentamente, mostrandoci ogni volta nuove sorprendenti sfaccettature.

 

Melodia
Melodia
Edizioni XII
€ 11,50

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La storia

Mattia è un giovane musicista ossessionato da una canzone che non riesce a comporre.

Nell’inseguire le note mancanti egli si ritrova a confrontarsi con se stesso, attraverso i ricordi della propria infanzia, legati al monastero dove una madre ignota lo ha abbandonato, e con una verità che stravolge completamente la sua esistenza.

Il viaggio di Mattia attraverso l’incubo si evolve assieme alla consapevolezza di ciò che egli è ed è destinato a diventare; allo stesso tempo conduce a nuove e inaspettate strade che la sua anima tormentata sceglie di seguire fino a rinnegare se stesso e la missione che è chiamato a intraprendere.

La ricerca della melodia, delle note giuste che gli permettano di portare a compimento la canzone, lo guida fino a una Venezia oscura, che nell’intrico di vicoli e canali finisce per avvolgerlo in una tela di intrighi e scoperte da cui riuscirà a venir fuori solo grazie all’intervento dell’enigmatica Marina, forse un angelo, forse una strega, che afferma di sapere dove si trova sua madre.

Da lì in poi, quella di Mattia diverrà una fuga da creature arcane divise in due schieramenti: se da una parte c’è chi pretende la sua lealtà, dall’altra c’è chi aspira a porre fine alla sua esistenza.

Mille domande vorticano nella mente del lettore man mano che girano le pagine e le risposte non tardano ad arrivare, svelate con sapiente calma dall’autore, così da creare la giusta dose di attesa che permetta agli occhi infervorati di proseguire avidi nella lettura.

Forma e stile

Melodia è certamente un buon romanzo, scritto con maestria, che sviscera tutte le doti letterarie di Daniele Bonfanti. L’autore riesce a tenere sempre viva l’attenzione, alternando momenti di riflessione a sprazzi di adrenalina pura, ottenendo che la parola "noia" non si affacci nel vocabolario mentale di chi legge.

Tuttavia, in alcuni tratti, si ha la sensazione che Bonfanti cerchi di portare a esaltazione il proprio stile, rischiando più volte di prodursi in equilibrismi letterari autocelebrativi. Allo stesso modo, si ha l’impressione che abusi un po’ troppo di frasi corte e stentoree, che se da una parte costituiscono un ottimo stratagemma per tenere alto il ritmo della vicenda, dall’altra finiscono per creare una parabola ascendente che sembra non avere fine. Quel che manca un po’ è l’alternanza di questi periodi a momenti più lenti, che servano a smorzare la tensione e ad abbassare la frenesia creata in precedenza in modo da permetterci di ritrovarla più tardi. Per cercare una metafora che calzi da esempio, è un po’ come se qualcuno togliesse tutti i mali dal mondo: senza il male, il bene smetterebbe di esistere. Così è nell’opera di Bonfanti: l’assenza di rallentamenti finisce per togliere mordente a alle accelerazioni, rendendo la struttura un po’ piatta, sebbene con tendenze alla tachicardia. Di contro, troviamo alcuni momenti di prolissità pura in cui i personaggi, parlando oppure leggendo, svelano misteri e apprendono segreti in modo forzato, rischiando punte di infodump che si rivelano controproducenti ai fini del pathos.

Un’ultima considerazione va fatta sull’incipit, che introduce il personaggio di Mattia in un modo vagamente amorfo, distante, attraverso le pagine del diario di un altro io narrante. I capitoli successivi sono impostati in modo analogo e l’impressione che se ne ha è quella di avere sotto gli occhi un protagonista di cui non si sa nulla, che per il lettore è un perfetto sconosciuto e nei confronti del quale non ci sentiamo partecipi della sua smania di ricerca della melodia.

Considerazioni finali

La storia è un condensato di avvenimenti che s’incastrano tra loro alla perfezione e sebbene non passi inosservato lo strano miscuglio di arcani amalgamato dall’autore, il risultato è comunque convincente. Il personaggio di Mattia non risulta particolarmente simpatico e in fin troppe occasioni mostra un’arroganza che non migliora la situazione. Tuttavia il percorso psicologico e comportamentale legato alla sua evoluzione interiore riesce a sopperire a questa situazione, finendo col renderci partecipi delle sue sofferenze.

Marina è ben costruita, intrigante, enigmatica, dotata di poteri che vengono più accennati che mostrati, contribuendo ad alimentarne il fascino e il mistero.

Buoni tutti i personaggi di contorno, eccetto forse la madre di Mattia, da cui ci si aspetta sinceramente di più di quello che fa e dice nel momento topico del loro incontro.

Le scene d’azione sono ben gestite mentre risultano particolarmente inquietanti le atmosfere horror: una su tutte quella che pervade la casa del negromante durante lo scontro tra Mattia e lo spettro della donna morta.

A conti fatti Melodia è un buon libro che si "beve" facilmente in poco tempo, merito della capacità di Bonfanti di calamitare l’attenzione del lettore su ogni pagina, senza mai annoiare.

Un fanta-horror che, nell’odierno panorama letterario italiano, ci sentiamo vivamente di consigliare.

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Daniele Picciuti

 

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