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Iliade Libro XVII PDF Stampa E-mail
Scritto da Mariano Grossi   
Venerdì 27 Luglio 2018 08:59
 
 
 

Aristofane ai vv. 798-802 delle “Rane” mette in scena questo scambio di battute tra il Servo e Xantia:

SERVO - “Qui succederanno cose incredibili: e la poesia sarà pesata sulla bilancia!”

XANTIA - “Che dici? Peseranno la tragedia!?”

SERVO - “Tireranno fuori squadre e misure per versi e forme quadrate…”

XANTIA - “Per farci mattoni?”

SERVO - “...e diametri e cunei. Euripide dice che vuol esaminare le tragedie verso per verso!”.

 

E’ il tentativo che ci sforzeremo di fare con il presente articolo, sull’abbrivio di altre pagine pubblicate su questo sito, provando a “misurare” le parti strutturali compositive del Libro XVII dell’Iliade di Omero e mirando a rilevare come proprio in un canto iliadico ritenuto dalla maggior parte della critica denso di suture, contraddizioni e nebulosità del progetto tematico (basti leggere le note ai  versi 23, 108, 190, 197, 273  redatte da Rosa Calzecchi Onesti per l’edizione Einaudi citata nella nota bibliografica), l’autore segua un progetto poietico estremamente interconnesso e guidato da criteri proporzionali costantemente in sintonia con i momenti storici che lo compongono.

 

Già la tabella sinottica in sé lo rivela: orbene noi, proveremo a cimentarci nella destrutturazione dello specchio riepilogativo, dimostrando che le sue parti rimandano ad un macrocosmo unitario che si sustanzia proprio in ragione delle dimensioni e delle componenti endopoietiche costituenti una sorta di microcosmo riflettente e riverberante il progetto finale.

 

Il libro XVII dell’Iliade (ΙΛΙΑΔΟΣ Ρ) impegna gli esametri 1 – 761. Consta di 756 esametri di cui 474 epici, 15 prodrammatici e 267 drammatici; gli interventi sono 34: 19 epici e 15 prodrammatici (di cui 9 interdrammatici). Si articola in 9 quadri tutti interi e tutti drammatici (vale a dire che non vi sono momenti storici frazionati e non vi sono quadri sprovvisti di interventi proceduti da almeno una linea formulare prodrammatica).

 

Tra materiale epico (474) e l’insieme del materiale drammatico e prodrammatico (282) vige il rapporto geometrico aureo.

 

1. ECONOMIA DEGLI INTERVENTI 

I 267 esametri drammatici sono ripartiti in misura di 156 per gli interventi epici e di 111 per gli interventi prodrammatici, secondo una ripartizione di tipo matematico armonico.

Gli interventi di misura modulare (estensione 3 o multipla di 3) impegnano esametri 105, gli interventi di misura non modulare impegnano esametri 162, secondo una ripartizione di tipo geometrico aureo.

Gli interventi di misura dispari impegnano esametri 157, quelli di misura pari ne impegnano 110, secondo una ripartizione di tipo matematico armonico analogica all’economia degli interventi epici e prodrammatici.

Gli interventi prodrammatici interdrammatici impegnano esametri 47, gli interventi prodrammatici non interdrammatici ne impegnano 64, secondo una ripartizione di tipo matematico armonico.

Gli interventi prodrammatici modulabili impegnano esametri 38, gli interventi prodrammatici non modulabili impegnano esametri 73, secondo una ripartizione di tipo aritmetico.

 

2. QUADRI IN POSIZIONE PARI E QUADRI IN POSIZIONE DISPARI

I quadri in posizione dispari misurano esametri 435, quelli in posizione pari ne misurano 321: tra i due insiemi vige il rapporto matematico armonico.

I quadri in posizione dispari presentano esametri epici 278, prodrammatici 7, drammatici 150: tra l’insieme epico-prodrammatico (285) e gli esametri drammatici (150) vige il rapporto aritmetico.

I quadri in posizione pari presentano esametri epici 196, esametri prodrammatici 8m esametri drammatici 117: tra gli esametri epici (196) e l’insieme drammatico-prodrammatico (125) vige il rapporto geometrico aureo.

 

3. QUADRI CON TRE OVVERO MENO DI TRE INTERVENTI E QUADRI CON PIU’ DI TRE INTERVENTI 

I quadri che hanno più di ter interventi misurano esametri 468, quelli che hanno tre ovvero meno di tre interventi ne misurano 288: tra i due insiemi vige il rapporto geometrico aureo.

I quadri con più di tre interventi presentano 287 esametri epici, 9 esametri prodrammatici, 172 esametri drammatici; tra gli esametri epici (287) e l’insieme prodrammatico-drammatico (181) vige il rapporto geometrico aureo.

I quadri con tre ovvero meno di tre interventi presentano 187 esametri epici, 6 esametri prodrammatici, 95 esametri drammatici; tra l’insieme epico-prodrammatico (193) e gli esametri drammatici (95) vige il rapporto aritmetico.

Tra gli esametri epici delle due categorie di quadri vige il rapporto geometrico aureo, così come tra gli esametri prodrammatici; tra gli esametri drammatici vige il rapporto aritmetico.

 

4. QUADRI CON NUMERO MODULARE E NON DI INTERVENTI

I quadri con numero modulare di interventi misurano esametri 300, i quadri con numero non modulare di interventi misurano esametri 456: tra i due insiemi vige il rapporto geometrico aureo.

I quadri con numero modulare di interventi presentano 156 esametri epici, 6 esametri prodrammatici e 138 esametri drammatici: tra gli esametri epici (156) e l’insieme prodrammatico-drammatico (144) vige il rapporto simmetrico.

I quadri con numero non modulare di interventi presentano 318 esametri epici, 9 esametri prodrammatici, 129 esametri drammatici: tra gli esametri epici (313) e l’insieme prodrammatico-drammatico (138) vige il rapporto aritmetico.

Tra gli esametri epici delle due categorie di quadri vige il rapporto aritmetico, tra gli esametri prodrammatici vige il rapporto geometrico aureo, tra gli esametri drammatici vige il rapporto simmetrico.

 

5. QUADRI ETTOREI E QUADRI NON ETTOREI

I quadri in cui Ettore è presente come personaggio parlante impegnano esametri 363, i quadri in cui Ettore non pronuncia interventi impegnano esametri 393: tra i due insiemi vige il rapporto simmetrico.

I quadri con Ettore parlante presentano 205 esametri epici, 6 esametri prodrammatici, 152 esametri drammatici: tra l’insieme epico-prodrammatico (211) e gli esametri drammatici (152) vige il rapporto matematico armonico.

I quadri non ettorei presentano 269 esametri epici, 9 esametri prodrammatici, 115 esametri drammatici: tra gli esametri epici (269) e l’insieme prodrammatico-drammatico (124) vige il rapporto aritmetico.

 

6. ASPETTI TEMATICI

Tutto il canto consiste in una lunga e confusa battaglia per il possesso del corpo di Patroclo e la conquista delle armi di Achille; la battaglia rimane senza esito, ma alla fine del canto termina una sezione compiuta dell’opera: Antiloco infatti va ad avvisare Achille che, intervenendo nella battaglia, aprirà un altrettanto autonomo e sufficiente pezzo della storia (Σ).

Il tema maggiore è costituito da un gruppo di quadri in cui Ettore è il protagonista della battaglia: si svolge nei quadri II, III, IV e V; termina con l’uscita di scena di Ettore al verso 535; impegna esametri 468.

Il tema minore è costituito da un gruppo di quadri in cui Menelao è protagonista della battaglia: si svolge nei quadri I, VI, VII, VIII e IX, si interrompe nel quadro II dove ai versi 79-81 c’è un ragguaglio retrospettivo sull’altro tema; impegna esametri 288.

Tra i due aspetti tematici vige il rapporto geometrico aureo.

Il tema maggiore, “Ettore”, si divide in due motivi distribuiti col rapporto simmetrico, 234 (quadri II e V) e 234 (quadri III e IV); il primo motivo (“Singoli in azione”) è costituito da quadri in cui si svolgono azioni isolate, per iniziative individuali (Aiace, Ettore, Automedonte) ed entrambi i quadri che lo compongono sono aperti da decisivi interventi di divinità, a carattere programmatico (Apollo, Zeus); il secondo motivo (“Masse in azione”) è costituito da quadri in cui infuria prevalentemente la mischia, la lotta in massa: non a caso il motivo è chiuso da un doppio intervento anonimo, uno a cura dei Danai, l’altro a cura dei Teucri, simboli della scena dedicata alle masse; anche questi quadri si aprono con interventi delle stesse divinità, con ordine invertito (Zeus, Apollo).

Il tema minore, “Menelao”, si suddivide in due motivi distribuiti col rapporto matematico armonico, 168 (quadri I, VI, VIII) e 120 (quadri VII e IX); il primo motivo (“Il valore di Menelao”) è costituito dai quadri in cui Menelao è centro dell’azione e protagonista assoluto (lotta con Euforbo, difesa del corpo di Patroclo, ricerca di Antiloco per chiamare Achille); il secondo motivo (“Il valore di Aiace”) è costituito dai quadri nei quali infuria maggiormente la lotta per il possesso del corpo di Patroclo, laddove Aiace gioca un ruolo di primo piano.

Come il primo motivo dell’aspetto tematico maggiore è composto da due quadri di misura identica (II e V di 117 esametri), così il motivo secondario dell’aspetto tematico minore si compone di due quadri di estensione identica (VII e IX di 60 esametri).

Il quadro II presenta i seguenti materiali da costruzione: 46 esametri epici, 2 esametri prodrammatici, 69 esametri drammatici; il quadro V presenta 68 esametri epici, 3 esametri prodrammatici e 46 esametri drammatici: le quantità sono visibilmente analogiche per categorie invertite di esametri (46 epici e 46 drammatici, 68 epici e 69 drammatici).

Gli esametri epici dei due quadri uniti agli esametri prodrammatici del quadro V danno la quantità 117 analogica alla dimensione dei singoli quadri (117); così come gli esametri drammatici dei due quadri uniti agli esametri prodrammatici del quadro II danno la quantità 117 analogica alla dimensione dei singoli quadri (117).

L’aspetto tematico maggiore (468) comprende 287 esametri epici 9 esametri prodrammatici e 172 esametri drammatici: tra gli esametri epici (287) e l’insieme prodrammatico-drammatico (181) vige il rapporto geometrico aureo. 

L’aspetto tematico minore (288) comprende 187 esametri epici, 6 esametri prodrammatici e 95 esametri drammatici: tra l’insieme epico-prodrammatico (193) e gli esametri drammatici (95) vige il rapporto aritmetico.

Gli esametri epici di tutto il canto (474) sono distribuiti secondo il rapporto geometrico aureo tra tema maggiore (287) e tema minore (187); così anche gli esametri prodrammatici (15 = 9 + 6); gli esametri drammatici (267) sono invece distribuiti tra i due temi secondo il rapporto aritmetico (172 e 95).

Il motivo principale del tema minore (168) presenta complessivamente 107 esametri epici, 4 esametri prodrammatici e 57 esametri drammatici: tra l’insieme epico-prodrammatico (111) e gli esametri drammatici (57) vige il rapporto aritmetico.

Il motivo secondario del tema minore (120) presenta complessivamente 80 esametri epici, 2 esametri prodrammatici e 38 esametri drammatici: tra gli esametri epici (80) e l’insieme prodrammatico-drammatico (40) vige il rapporto aritmetico.

 

7. FENOMENO SIGILLANTE

Il quadro VI è a carattere sigillante: la sua dimensione (54) moltiplicata per 14 offre la dimensione generale del canto (756); gli esametri epici (37) moltiplicati per 13  offrono la quantità 481 analogica alla quantità degli esametri epici del canto (474), gli esametri prodrammatici (2) moltiplicati per 7 offrono la quantità 14 analogica alla quantità degli esametri prodrammatici del canto (15); gli esametri drammatici (15) moltiplicati per 18 offrono la quantità 270 analogica alla quantità degli esametri drammatici del canto (267); gli interventi (3) moltiplicati per 11 offrono la quantità 33 analogica agli interventi di tutto il canto.

E’ dunque quadro sigillante quel quadro in cui ricomincia il tema minore (avviato dal quadro I, che presenta anch’esso caratteristiche simili:  69 x 11 = 759 (756), 39 esametri epici x 12 = 468 (analogico  ai 474 esametri epici totali), 1 prodrammatico x 15 = 15 (analogico ai 15 prodrammatici totali), 29 drammatici x 9 = 261 (analogico ai 267 drammatici totali), interventi 3 x 11 = 33 (analogico ai 34 interventi totali); in esso (come nel I) Menelao pronuncia da protagonista un intervento interdrammatico (Menelao è l’unico personaggio che formula due interventi prodrammatici interdrammatici); il quadro VI presenta ulteriore pregevolezza, aperto e chiuso com’è da interventi divini, unico quadro con doppio intervento divino.

 

Nell’esame della struttura modulare e proporzionale del canto sono stati rilevati alcuni esametri spuri e non ritenuti originali al progetto compositivo dell’autore; alcuni dei quali erano già omessi dal Codice T, come riportato nell’edizione critica della collana “Les Belles Lettres” citata nella nota bibliografica; l’espunzione di alcuni di essi diventa essenziale per il mantenimento dell’economia epica di alcuni interventi, trattandosi proprio di versi formulari muniti di verbo della sfera del dire, quelli che avvierebbero, pertanto,  un intervento drammatico. Andiamo ad esaminarli capillarmente:

 

-  v. 74   νέρι εσάμενος Κικόνων γήτορι Μέντ˙

              καί μιν φωνήσας πεα πτερόεντα προσηύδα

              Num. - 74 omittit T (Il codice T omette il verso 74): l’esametro prodrammatico era già avvertito dal Codice T come sovrabbondante e ne veniva omesso; l’intervento è già chiaramente introdotto dai versi precedenti quando si dice che Apollo eccita contro Euforbo Ettore, prendendo le sembianze di Mente, il capo dei Ciconi.

 

-  v. 219  τούς γ'ποτρύνων πεα πτερόεντα προσηύδα˙

             Num. – 219 (=N 94) omittunt codices nonnulli (quorum T) et  papyrum 48 et 230 (alcuni codici, tra i quali il codice T, ed il papiro 48 ed il 230 omettono il verso 219 , che è uguale  a quello 94 del libro N): dunque più di un manoscritto omette quest’altro esametro prodrammatico, che si rivela di fatto inutile, in quanto l’intervento  di Ettore è già avviato nei versi precedenti dove si dice che l’eroe troiano τρυνεν πέεσσι, “spronava con parole” ad uno ad uno gli alleati dei Teucri; le sue parole non sono affatto volatili e, pertanto, pare davvero fuori luogo il verso formulare πεα πτερόεντα προσηύδα.

 

- v. 316   Χώρησαν δ'πό τε πρόμαχοι κα φαίδιμος κτωρ˙

              Num. – 316 omittit T (Il codice T omette il verso 316): stavolta si tratta di un esametro epico, nuovamente ritenuto spurio dal codice T; in effetti l’accenno ad una ritirata da parte dei migliori troiani insieme al nobile Ettore risulta sovrabbondante in un contesto narrativo che chiude il quadro dedicato omnicomprensivamente al cedimento dei Troiani nella mischia, elemento che sarà ribadito in apertura del quadro successivo, dove al verso 319 si legge: νθά κεν ατε Τρες ρηιφίλων π'χαιν / λιον εσανέβησαν, “Allora nuovamente i Troiani sotto la spinta degli Achei cari ad Ares stavano risalendo ad Ilio”. Si tratta di una chiusura di un momento storico che dipinge un ritiro in massa dei Teucri, l’accenno ai migliori e ad Ettore può essere omesso tranquillamente.

 


- v. 468   στ δ'πιθεν δίφροιο, κα Ατομέδοντα προσηύδα˙

           Si tratta di un esametro narrativo che posiziona grottescamente Alcimedonte dietro al carro di Automedonte scagliato all’inseguimento dei Troiani; il verso che introduce l’intervento dello stesso Alcimedonte è perfettamente inutile, poiché il guerriero acheo ha già scorto il compagno al verso 466, vale a dire due esametri prima (ὀψὲ δὲ δή μιν ἑταῖρος ἀνὴρ ἴδεν ὀϕθαλμοῖσιν, “Infine un compagno lo vide coi suoi stesssi occhi, Alcimedonte, il figlio di Emonide Laerce”) e quell’esametro è di per sé sufficiente ad introdurre in forma epica l’intervento dello stesso.

 

- v. 493   αὔῃσι στερεσι˙ πολς δ'πεστήλατο χαλκός.

              Esametro inutilmente descrittivo del dettaglio delle pelli di bue che   proteggono le spalle di Ettore   ed Enea, “solide, secche: e sopra molto bronzo era steso”; è evidente che la pelle bovina posta a riparo dell’armatura di un combattente per ripararlo dai dardi nemici debba essere essiccata ed indurita nonché metallicamente rinforzata.

 

Quanto all’incongruenza di certi passaggi rilevati da buona parte dei critici, abbiamo già discusso nel paragrafo dedicato agli aspetti tematici il disegno narrativo dell’autore saggiamente ripartito in quadri ettorei e quadri menelaici, a loro volta distinti l’uno in quadri destinati ai singoli eroi e quadri destinati alle masse, l’altro nell’aristeia di Menelao e in quella di Aiace.

 

Va soggiunto che al verso 543, dove riparte programmaticamente il tema minore in cui campeggia Menelao, escono di scena definitivamente i cavalli di Achille guidati da Automedonte che respinge l’assalto di Ettore ed Enea ed uccide Areto. Con questo esametro si ritorna sul corpo di Patroclo e gli dei ridiventano protagonisti della scena (Atena e Zeus per gli Achei, Apollo e di nuovo Zeus per i Troiani) dando vittorie alterne ai contendenti.

 

Al verso 597 si materializzano gli esiti del disegno divino con l’elenco degli Achei in fuga, Peneleo, poi Leito e infine Cèrano e Idomeneo. La rotta degli Achei suggerisce ad Aiace una decisione: mandare Antiloco ad annunciare ad Achille la morte di Patroclo, ma occorre che Menelao cerchi nella mischia lo stesso nunzio di morte.

 

I momenti storici della vicenda sono facilmente titolabili a conferma che i criteri matematici regolatori delle proporzioni tra le parti viaggiano parallelamente con le svolte tematiche e stilistiche progettate dall’autore:

 

- Quadro I: “Menelao ed Euforbo”;

- Quadro II: “Aiace intimorisce Ettore”;

- Quadro III: “Cedimento troiano nella mischia”;

- Quadro IV: “Sorti equilibrate”;

- Quadro V: “I cavalli di Achille”;

- Quadro VI: “Gli dei danno vittoria alterna”;

- Quadro VII: “Fuga achea con decisione di Aiace”;

- Quadro VIII: “Menelao cerca Antiloco”;

- Quadro IX: “Gli Achei tirano il corpo di Patroclo”.

 

 

 

Mariano Grossi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

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