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Il metodo di Maigret e altri scritti sul giallo PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Dotto   
Lunedì 16 Luglio 2018 11:00

IL METODO DI MAIGRET E ALTRI SCRITTI SUL GIALLO di LEONARDO SCIASCIA

 

 

 

 

“Sicché, in definitiva, il più grande romanzo poliziesco che sia mai stato scritto resta "I Fratelli Karamazov" di Dostoevskij [Leonardo Sciascia]

 

 “Io credo in realtà che la maggior parte dei libri di Dostoevskij, se fossero pubblicati oggi per la prima volta, verrebbero definiti gialli. Ma gli si chiederebbe di tagliare, per via dei costi di produzione” [Patricia Highsmith]

 

Il metodo di Maigret raccoglie diversi saggi di Leonardo Sciascia usciti tra gli anni Cinquanta e Ottanta. È una buona occasione per fare il punto su un genere dalle molte sfaccettature: nell'insieme sono riflessioni sulla storia, la struttura e il mercato, europeo e d'oltreoceano, del romanzo poliziesco.

 

Nel momento in cui alcuni scritti vengono alla luce, il romanzo giallo è ritenuto meno importante e serio di quello letterario. Sono indicative le parole di Alberto del Monte in premessa alla sua Breve storia del romanzo poliziesco, edito da Laterza nel 1962, di fatto introvabile:

 

(...) le stesse cronache giornalistiche adottano un tono sbrigativo e sprezzante quando si recensiscono drammi o film polizieschi (ché, salvo dei brevi cenni su «Paese Sera-Libri», nessuno si sminuirebbe tanto da recensire un romanzo poliziesco).

Esigenza imprescindibile per chi si dedica a tale letteratura è conoscerne i principi, mischiando a regola d'arte i suoi elementi: il mistero, l'indagine, la soluzione. La tecnica, come vuole Chesterton (Come si scrive un giallo) è un tutto stringente. Solo chi la domina perfettamente può derogarla, muovendosi sul filo di ciò che è consentito. Il canone richiede, per esempio, che vi sia sempre una soluzione:

 

“Il poliziotto vince, e deve vincere; e il lettore è anche, inconsciamente, un amico del vincitore.”

 

Eppure Il nome della rosa di Umberto Eco altro non è che un'indagine condotta sul filo dell'inevitabile disfatta dell’investigatore, frate Guglielmo da Baskerville. L'anomalia è più d'una: l'essere un romanzo destinato a palati fini, che ha ricevuto un riscontro di pubblico senza precedenti; l'avere un impegnativo numero di pagine. Tuttavia ha il pregio di assecondare in un colpo solo l'evasione con la qualità dell'offerta, muovendosi entro uno schema codificato, riconoscibile e gratificante per il lettore. 

 

D'accordo l'evasione e il divertimento, precisa Sciascia in un articolo, purché non si abbandoni il gusto e si eviti di inseguire il successo popolare compiacendosi, oltre ogni dire, di effetti eccessivi e morbosi, tali da snaturare il genere. Il riferimento è alla penna di Mickey Spillane, le cui storie sono lontane dal gioco intellettuale della consueta detective story

 

Non è raro che si ricorra alla struttura del giallo per parlare (anche) d'altro. Ne accenna Marcello Fois nel Manuale di Lettura creativa, a proposito de Il giorno della civetta di Sciascia. Lo stesso Maigret  (un personaggio e non un tipo) si distacca con discrezione dallo schema più tradizionale. Si evolve, si sviluppa di inchiesta in inchiesta, sfiorando temi importanti, mettendo da parte la logica della deduzione, a favore dell'intuizione più profonda. Fino a chiamare in causa il suo autore:  il metodo di Maigret è l'impronta digitale della scrittura di Simenon, impegnato nei cosiddetti roman roman, che dei polizieschi mantengono la tecnica narrativa (è il caso de Il sorcioLa scala di ferroIl destino de Malou, Il fondo della bottiglia, Le persiane verdi, solo per citarne alcuni). Cosa che attribuisce al genere la dignità letteraria che merita. 

 

Davide Dotto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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