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L'isola di Arturo PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Dotto   
Lunedì 13 Novembre 2017 01:14

 

L’ISOLA DI ARTURO di ELSA MORANTE

 

 L’isola di Arturo nell’insieme rappresenta la regione della fanciullezza, una dimensione sacra e indeclinabile. Nel rievocare la sua vita a Procida, Arturo confida il desiderio di tornarvi: “mi accontenterei d’essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua.”. Con questa citazione si apre la trasposizione cinematografica tratta da Damiano Damiani  nel 1962.

Se Arturo vi è nato, il padre, Wilhelm Gerace, vi è sbarcato e vi sbarca continuamente. Egli ricorda Ulisse; il castello la reggia di Itaca. Quest’ultimo non è occupato, non c’è Penelope ad attenderlo ma Telemaco. Le donne sono assenti, e tali saranno a lungo. È l’isola a legare padre e figlio, in un comune destino: non staccarsi mai da Procida se non condividendo fantastici viaggi intervallati da infiniti ritorni.

Il vero luogo sperduto è la casa, intorno alla quale “la solitudine fa uno spazio enorme”. Qui trascorre l’infanzia, senza dare confidenza e frequentare nessuno, nemmeno chi la abita. La mancanza delle donne evidenzia uno stato di abbandono: pavimenti nascosti sotto una coltre di polvere indurita, stanze occupate da gufi, pipistrelli e misteriosi quadrupedi. La donna rievoca qualcosa di antico, alimentando un mito latente. I nomi stessi delle creature femminili richiamano un modello più elevato: Nunziata, Assunta, la cagnetta Immacolatella. Tuttavia, come nota Graziella Bernabò nel volume dedicato a Elsa Morante – La fiaba estrema – le donne “non riescono a essere veramente salvifiche perché corrose dalla fragilità”.

 

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

https://www.libreriauniversitaria.it/fiaba-estrema-elsa-morante-vita/libro/9788843065172?a=415021 

 

L’opera è un romanzo di formazione, attinge molto da quello d’avventura settecentesco e ottocentesco. Procida è un punto sospeso in cui ci si prepara a ciò che verrà dopo. Al momento la Storia, la guerra e la morte aspettano fuori dalla porta. Sin dalla prima pagina la realtà tenta l’ingresso in un territorio che l’ha messa al bando. Una lunga serie di affondi pone a repentaglio le certezze di fanciullo, segnando le varie fasi della maturazione di Arturo. Wilhelm Gerace non è sempre all’altezza del mito che gli appartiene. La giovane matrigna è una presenza estranea, difficile da accogliere e da gestire (arduo abituarsi su due piedi all’idea che uno ti è parente). Emerge una complicata familiarità tra lei e il ragazzo: lui ha quattordici anni, lei sedici. Nunziata mette in discussione l’esistenza del figliastro, la sua innaturale condizione, l’essere vissuto senza madre, in totale isolamento. Assai simile, anche se per poco, a una compagna di giochi, gli oppone una fiaba diversa: “Eh, sarebbe stato bello al tempo che tu eri piccerillo, essere parenti fra di noi”.

Fino a ora Arturo è stato un satellite del padre: crescendo acquisisce una fisionomia definita, è un individuo in grado di dare giudizi di cui teme le conseguenze. Prende le distanze, coglie nuovi termini di paragone. Il comportamento di Wilhelm è inedito e strano: a tratti parla un ragazzo, non l’adulto. Nunziata, moglie e madre, è in mezzo a due fuochi. Arturo, giustificato dall’età, prova sentimenti sui quali deve interrogarsi e interrogare. Insomma, nel romanzo non vi è alcuno scontro generazionale. Ciascuno sta al confine di differenti età: Nunziata tra adolescenza e maturità è concentrata sul presente. Arturo, tra infanzia-adolescenza, in attesa della rivelazione assoluta e decisiva, è proiettato verso un futuro ricco di promesse ma di poche certezze. Wilhelm è uomo fatto, ha superato la linea d’ombra, continua a guardare al passato, legato al proprio adolescente (“Sembrava cercasse la nostra compagnia, e nello stesso tempo non la potesse sopportare”): ha eredi che si sono già presi – o si prenderanno presto – ciò che loro spetta.

 

 

 

Davide Dotto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

https://www.libreriauniversitaria.it/isola-arturo-morante-elsa-einaudi/libro/9788806222642?a=415021

 

 

 

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