Io e Henry PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Novellino   
Giovedì 16 Marzo 2017 14:26

 

IO E HENRY di GIULIANO PESCE

 

Si chiama Tagliaferro e fa il giornalista. Il direttore ha smesso di scommettere su di lui e gli affida incarichi di basso profilo. Come in quest’ultima occasione. Deve recarsi nella clinica Villachiara a intervistare lo psichiatra Wilhelm Hertenstein, un luminare “molto stimato per le sue ricerche sulle basi fisiologiche della conservazione della memoria nei neuroni”. Materia ostica. Il suo articolo lo leggerà praticamente nessuno.

Da qui prende il via tutta la vicenda.

A causa della rottura con la moglie, Tagliaferro ha subito un calo nella stabilità emotiva. Lei se ne è andata con un filosofo francese. Proprio per questo il giornalista, già di ottime speranze, ha imboccato una specie di viale del tramonto. A Vallechiara conosce un paziente, Henry. Ne viene attratto subito per quel suo sentenziare tra proverbi, colte citazioni e frasi di grande effetto tipo “Se hai un sogno, vale la pena di vivere inseguendolo, se non ce l’hai, non vale la pena di vivere”. Così torna a trovarlo e instaura con lui un rapporto che avrà incredibili conseguenze.

Comincia l’avventura. Cose da pazzi vengono rivelate dalla voce di un pazzo, al nostro eroe. Henry gli parla infatti di una tresca capace di fare impallidire James Bond. In buona sostanza, si tratterebbe di recuperare il Registro-01, che contiene segreti di vitale importanza per la società moderna, se vuole sopravvivere. Naturalmente Tagliaferro stenta a credere, ma poi, a poco a poco, entra nel suo ruolo di agente segreto e si lascia condurre in una serie di peripezie che non hanno nulla da invidiare a un romanzo spionistico. Salvo la totale ambiguità.

Ne succedono di tutti i colori. Si ha a che fare con agenti deviati, tipi inquietanti e perfino una splendida contessina mangia uomini. A bordo di una Panda scassata, Tagliaferro e il suo improbabile amico si spostano da un posto all’altro, spinti dal desiderio di mettere in salvo il prezioso documento.

Il finale non è da tacere solo perché è un finale; presenta la sua buona dose di sorpresa e si presta ad alcune considerazioni di taglio speculativo. Insomma, fa discutere.

Presentando così il succo del libro, potrei dare l’idea di un romanzo d’azione, ben congegnato e accattivante. Ma c’è qualcosa di più. Si ha l’impressione di procedere in un labirinto di considerazioni esistenziali, di rimandi filosofici, di probabilissime analisi socio-esistenziali. Il tutto senza la minima pedanteria.

L’autore scrive con una vivacità decisamente ammaliatrice e costruisce un discorso narrativo pieno di arguzie culturali, commenti brillanti, citazioni piene di umorismo riguardanti opere letterarie, film, fumetti, programmi televisivi. Anzi, è proprio l’umorismo intelligente a farla da padrone. La narrazione è scoppiettante, a tratti paradossale. Cattura il lettore.

L’opera offre una certa freschezza di ispirazione e una buona dose di originalità. Il giovane autore sa muoversi con destrezza, riesce a intrattenere dalla prima all’ultima pagina, e ci porta, in modo un po’ scanzonato, a riflettere sulla Babilonia che ospita le nostre esistenze, dove le realtà e le apparenze a volte sfumano l’una nelle altre e dove la pazzia non viene sempre interpretata e collocata nel luogo giusto.

    

Giuseppe Novellino

 

 

 

 

 

 

Autore: Giuliano Pesce

ISBN: 8871687477

Pagg. 233 - Euro 15,00 

Editore: Edizioni Marcos y Marcos

Collana: Gli alianti

Genere: Narrativa

Anno 2016 

 

 

Disponibile su libreria Universitaria.it 

http://www.libreriauniversitaria.it/io-henry-pesce-giuliano-marcos/libro/9788871687476?a=415021

 

 

 

 

 

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