Non è un vento amico PDF Stampa E-mail
Scritto da Pia Barletta   
Mercoledì 27 Aprile 2016 11:25

NON E’ UN VENTO AMICO di VINCENZO ZONNO

 

Parte da San Pietroburgo, la storia, dove il tenente Georges Stroganov, colto e di bell’aspetto, conduce vita mondana circondato e ambito da belle aristocratiche. Ed è proprio grazie all’interessamento della moglie di un funzionario, con la quale ha condiviso un pomeriggio di passione, che ottiene un avanzamento di carriera.

Siamo nel 1854, sotto lo zar Nikolaj, e il suo nuovo incarico lo porta a Cypel Koszalin, a occupare il posto del console deceduto in circostanze misteriose.

Dal primo momento del suo arrivo, Georges si imbatte in un personaggio ambiguo quanto la locandiera che lo ospita, e questo fa presagire subito che ci troviamo di fronte a un thriller, ma il viaggio vero, quello che ci porterà in un clima surreale, è appena iniziato.

Georges entrò e si ritrovò in un salone di rara bellezza.  Vi era una sola finestra, nell’ultima parete in fondo. L’illuminazione era di un giallo intenso, carico di ombre, come tutto ciò che aveva visto fino ad allora.

A due passi, il corpo di un uomo scannato come un maiale.

Confesso che l’idea di leggere un romanzo ambientato in terra russa non mi allettava particolarmente, amo il caldo e solo immaginare la Siberia mi fa star male. E invece, con queste premesse, Vincenzo Zonno mi ha subito catapultata in un’atmosfera calda e seducente, da lì al coinvolgimento totale è stato breve. 

Mentre indaga sulle cause della morte di Ljapa, il suo precedessore, Georges conosce Lidija, un’incantevole e pia donna che, al pari di una sirena, l’ammalia con il suo canto.

Con lei inizia una storia che corre parallela alle indagini e grazie all’abilità narrativa dell’autore l’ambientazione diventa sempre più suggestiva.

Con Lidija, colta e intelligente ma anche fragile, ci si addentra in disquisizioni teologiche e filosofiche, e i temi più ricorrenti sono il peccato e il perdono, senza il primo non può esserci il secondo.

Affascinato dalla personalità della donna, il tenente si innamora e il fuoco della passione non tarda a divampare, tra il profumo d’incenso e l’eco di un canto seducente.

Non è più solo un thriller, dunque, ma nemmeno una banale storia d’amore, né tantomeno un noir.

Non è un vento amico non si può inquadrare in un genere ben definito, è un romanzo che spazia tra il teologico, il sociologico e il filosofico, non disdegnando i meccanismi politici e i riti delle sette.

L’alternanza segue un ritmo bilanciato, passando dalle condizioni di vita dei deportati ai misteri della fortezza di Koszlin in maniera fluida. Nemmeno qualche salto temporale disturba il lettore, i personaggi (umani e non) sono tutti ben tratteggiati e soprattutto l’atmosfera, a tratti rarefatta, mi ha fatto vivere una Russia calda e accogliente.

Ha uno stile narrativo deciso e pulito, Vincenzo Zonno, un tratto essenziale eppure ricco nelle descrizioni dei luoghi e delle situazioni, riesce a tenere desta la curiosità fino alla fine. 

Forse, a mio avviso, l’unica pecca consiste nel fatto che il testo avrebbe avuto bisogno di un più ampio respiro, considerando la quantità di elementi presenti, qualcuno resta un po’ a margine e mi sarebbe piaciuto approfondire alcune tematiche, ma nel complesso è stata un’ottima lettura.

Non è un vento amico, dice, ma oggi, in questo preciso momento storico qual è il vento amico? Più di mezzo secolo è trascorso, ma a quanto pare siamo ancora dibattuti tra gli stessi dilemmi dell’epoca di Georges e i giochi del potere non sono cambiati affatto. Quindi, attualissimo.

 

 

Pia Barletta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

 

http://www.libreriauniversitaria.it/non-vento-amico-zonno-vincenzo/libro/9788894092608?a=415021

 

 

 

 

 

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