Il silenzio di Rosa PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Dotto   
Lunedì 25 Gennaio 2016 08:37

 

IL SILENZIO DI ROSA di GABRIELLA GRIECO

 

Ci troviamo in un piccolo paese della costa cilentana. La spiaggia, d’estate, si riempie di turisti in fuga dalle città, ansiosi di abbronzarsi in fretta. Gli abitanti, generalmente vecchi e bambini, grazie a essi possono permettersi qualche lusso in più.

Rosa è una ragazzina di tredici anni, muta dalla nascita. Vive con la nonna materna che l’ha cresciuta. Si mostra autosufficiente e indifferente alle esistenze altrui, e parca nel manifestare a chicchessia l’affetto che prova. A scuola non va volentieri, quando può evita i coetanei che mal sopporta. Scontrosa e solitaria, si chiude in un vasto mondo interiore dove risposano i nomi che non occorre pronunciare:

Oh, ma non è vero, lui ce l'ha un nome. È solo che è fatto di pensiero, non di parole.

Non servono le parole a esprimere, per esempio, l’attaccamento che prova per il bastardino che le è stato messo in braccio da piccola, destinato a diventare il cagnone nero, dolce e pacifico, che all’occorrenza ringhia e le fa da guardia.

A spezzare la consolidata routine dei suoi giorni, è la morte improvvisa della nonna. La casa si riempie inaspettatamente di gente che le dimostra un affetto fino a ora sconosciuto e doloroso. Dal nulla appare un padre rancoroso obbligato a prendersi cura di lei, il quale non mancherà di sradicarla dalla casa, dal paese, dal mare, dalla pineta, da tutto. Insomma, l’incontro non è tra i più incoraggianti.

Rosa tuttavia sembra avere sufficienti energie per affrontare questo giro di boa. A difenderla ci sono la solitudine che indossa come una corazza d’acciaio, il dolce cagnone nero che per il momento potrà portare con sé, stretto per la prima volta a un guinzaglio:

Pazienza cane, pazienza. Comanda lui, ora.

Il nuovo ambiente è impreziosito da una presenza femminile che sulle prime appare disposta a renderle sopportabile l’esistenza. Ma tant’è, presto Rosa dovrà comunque rinforzare la propria corazza per via dei continui colpi che le verranno assestati, perché poco può la timida ribellione iniziale della matrigna (Lea) contro un padre (Carlo) che rifiuta la propria figlia.

E dire che il torto per il dialogo mancato si riversa su Rosa stessa, colpevole di aver innalzato le difese che impediscono di farsi scalfire impunemente:

Perché non piangi, perché non ti disperi? Sei dunque più forte di tutti noi, più forte del dolore e della solitudine? Chi mai può volgersi a pietà se nulla trapela del tuo strazio? Come può un viso di pietra indurre alla tenerezza?

A parlare, in fondo, è un egoismo fine a se stesso, contro il quale non ci sono discorsi che tengano; un egoismo che non viene avversato ma difeso con le unghie e coi denti, che toglie sapore a molte cose. E così sarà per il padre e la matrigna, dei quali, a un certo punto, ci dimenticheremo.

Dal canto suo Rosa, a ogni colpo inferto diventa più forte, e pronta a sbocciare nell’età adulta che fino a ora ha osservato con diffidenza. Nel momento in cui gli altri non avranno più nulla da raccontare, pur muta come lo è sempre stata, Rosa si impadronirà della propria storia. Un intero mondo le si riavvicinerà, tale e quale l’ha lasciato. Alla realtà effimera ha contrapposto l’utopia dell’immaginazione, alimentando la propria pazienza con la saggezza antica della sua terra. Alla quale si aggiunge l’accettazione che non ha nulla a che vedere con la rassegnazione, ma che si risparmia parole inutili e improbabili compromessi.

Non c’è da aggiungere altro a una storia che merita di essere raccontata, letta e riletta, e che ci parla in molti modi.

 

 

Davide Dotto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autrice: Gabriella Grieco

Editore: Lettere Animate

Anno 2015

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

http://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9788868826543/autore-gabriella-grieco/il-silenzio-di-rosa-e-book.htm?a:415021 

 

 

 

 

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