Ragionevoli dubbi PDF Stampa E-mail
Scritto da Mariano Grossi   
Lunedì 11 Gennaio 2016 12:32

 

RAGIONEVOLI DUBBI di GIANRICO CAROFIGLIO

 

“Ragionevoli dubbi” rappresenta una struggente evoluzione dello scrittore/giudice fotografo di quel mondo in cui opera da anni e che ha scoperto cinicamente corrotto ed assuefatto al peggio della routine quotidiana.

L’intento fotografico che in “Testimone inconsapevole” e “Ad occhi chiusi” sembrava quasi escludere un selfie, mantenendo la videocamera puntata sul circostante, stavolta verte all’autoscatto, nella misura in cui il professionista Guerrieri sembra porsi a conflitto con l’uomo Guido nel dipanarsi di una vicenda sempre a cavaliere tra il pubblico e il privato.

Di qui il messaggio recondito e forse neanche tanto: che valore ha umanamente e professionalmente la coltivazione di un sentimento revanscista da tempo covato ed imprevedibilmente riemerso all’atto dell’incontro con un vecchio nemico? L’angoscia che genera il crinale del dubbio (accettare o no il patrocinio di un antico avversario politico), appena apparentemente superata, torna provocatoriamente a farsi viva con lo stimolo di un’altra inopinata sfida:l’invaghimento, la cotta per la consorte dell’antico rivale ora patrocinato.

Ed è qui, in questa terribile scissione, che Carofiglio si evolve riuscendo ad auto fotografarsi nel mondo cinico ed egoista in cui ha vissuto finora più da inerte spettatore che da colpevole contumace. Ed è ancora più angosciante il rimorso che riaffiora nel ricordare le promesse fatte a colleghi più avvezzi all’assuefazione al deviare dalla deontologia professionale al tempo della giovinezza e degli esordi in carriera (“Io accettare che la bella coniuge del mio cliente squattrinato mi paghi in natura? Mai!”).

Non si esplicita mai nello scrittore un’adesione conclamata ad un’etica antipodica, eppure, in corso d’opera, il lettore quasi avverte una sorta di hint, di indicazione alternativa: se la vendetta genera disagio e dubbio morale, non sarebbe il caso di capire che solo una dura, ma più umana logica del perdono e della comprensione potrebbe costituire innesco di crescita personale e professionale?

In questa messaggistica silente il romanzo si fa più che mai vibrante di sentimento, perché l’eroe Guerrieri, così nitidamente stagliato in “Testimone inconsapevole”, diventa più umanamente famigliare al lettore, che si rivede fotografato in quell’autoscatto tutto intriso di fragilità e debolezza verso le pulsioni interiori, e forse proprio ciò rende il tessuto connettivo del racconto più gradevole nella sua prosa sempre scabra, sintatticamente disinvolta e nervosa e sempre alternante nella sua variabilità tra pezzi più drammatici e parti introspettive, dove ancora una volta l’autore sembra dare il meglio di sé, attingendo a metafore e sinestesie che paiono sgorgare più agevolmente proprio nei momenti di maggiore auto-sarcasmo.

Se magari in quest’opera l’azione giallo/poliziesca vive fasi talvolta asfittiche rispetto a “Il passato è una terra straniera” e “Testimone inconsapevole”, direi che il lettore non se ne cura, attratto com’è dalla traboccante dicotomia della vicenda privata/professionale che per la prima volta giunge ad un intreccio quasi gordiano decisamente coinvolgente.

La vittoria, l’ennesima del professionista Guerrieri sull’uomo vacillante in preda ai sentimenti più acuti e dilanianti, non echeggia come un grido di trionfo che ne renda falsamente eroica la figura, condita com’é dei reali e realistici contributi dei co-protagonisti, prima fra tutti Natsu, l’affascinante moglie dell’assistito, così come determinante è l’ausilio del solito Tancredi, il poliziotto impeccabile alleato informatore, puntello insostituibile per i successi professionali del protagonista.

 

Mariano Grossi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

 

http://www.libreriauniversitaria.it/ragionevoli-dubbi-carofiglio-gianrico-sellerio/libro/9788838921469?a=415021

 

 

 

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