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Tecnologia nella preistoria? La prova PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Garuti   
Mercoledì 05 Marzo 2014 00:26

 

TECNOLOGIA NELLA PREISTORIA? LA PROVA

 

A fronte di una Archeologia tradizionale i cui punti fermi iniziano a scricchiolare soprattutto grazie all'interesse di un sempre maggior numero di appassionate ed appassionati, si sta gradualmente affermando una sorta di Archeologia che amo definire più "reale" che eretica, dato che si basa soprattutto sulla osservazione di immagini, sul'uso della logica, e sul raffronto di dati provenienti da tutto il Pianeta. Un esempio su tutti: le piramidi di Giza, in Egitto. Chi non ne ha sentito parlare? Ebbene, la storia secondo cui gli "scalpellini" e le altre maestranze del Faraone sarebbero riusciti ad elevare un colosso  da settanta milioni di tonnellate solo a forza di braccia, o quasi, fa già alquanto sorridere. Ma se poi salta fuori che a Teotihuacan in Messico ed a Xian in Cina ci sono altri due complessi molto simili a Giza sia per proporzione di edifici che per riproposizione della celeberrima Cintura di Orione, (due piramidi grandi in asse ed una molto più piccola fuori asse) e che tutti e tre i siti sono stati edificati su un medesimo cerchio che cinge tutto il pianeta, sfalsato di soli 4 gradi rispetto all'Equatore terrestre, la paternità faraonica nell'edificazione di Giza si scioglie come neve al sole. Ovvio che, per non dover affrontare la questione, l'archeologia ufficiale faccia una cosa estremamente semplice: ometta (avete letto bene) il sito Cinese e non ne faccia parola, relegando quello Messicano in una sorta di semi-oblio. Teotihuacan è un luogo unico al mondo, maestoso, eppure tenete presente che delle piramidi qui magnificamente conservate non esiste una sola immagine "interna", od uno spaccato, che ne illustri la composizione degli ambienti, benché si sia penetrati al loro interno già da qualche secolo. Come mai? Probabilmente perché la somiglianza con Giza risulterebbe per lo meno imbarazzante. Ed allora meglio soprassedere. Per quanto attiene invece alla Cina, non ci si poteva comportare allo stesso modo, ed allora meglio evitare del tutto. Solo che si tratta di un sito immenso in cui, oltre alle citate tre piramidi in Linea con Giza e Teotihuacan, ce ne sono almeno altre duecento circa (avete letto bene, ma sono certamente di più, essendomi io limitato a contare solo quelle di una certa cubatura), su una superficie di oltre 2.000 chilometri quadrati. Detto questo, la domanda successiva è: chi ha edificato il tutto? C'è la prova che si sia trattato di una grande tecnologia planetaria? Sul "chi" è ancora difficile rispondere, anche se qualche elemento c'è, e ne riparleremo. Sulla "civiltà tecnologica" invece abbiamo, tra le altre, una prova assolutamente decisiva. Talmente decisiva da essere completamente ignorata (come al solito, e sarà meglio farci l'abitudine) dall'archeologia ufficiale. Vediamo di cosa si tratta.

 

 

 

Quando ricerchiamo una "prova tecnologica" abbiamo varie possibilità. La migliore cosa che ci possa capitare consiste nel reperire un materiale assolutamente naturale che sia però stato trasformato in un modo tale da risultare impossibile a realizzarsi con le nostre attuali conoscenze tecnologiche. Ne converrete con me che in un caso simile la prova sia assoluta, certa ed incontrovertibile. Ebbene, non ci crederete, ma è proprio così. Nella Piramide del Sole, a Teotihuacan, in Messico, (uno dei tre siti in linea Planetaria con Giza e Xian), è stato reperito parecchio minerale di MICA, una sostanza oltretutto refrattaria alle alte temperature (800 gradi centigradi). Ma il problema è un altro. Tale MICA è stata trovata in fogli di dimensioni tali da non essere realizzabili non dico nell'Ottocento, quando ci si è accorti del minerale, ma neanche oggi, causa la estrema friabilità del minerale stesso. Ed allora, per poter realizzare fogli di grandezza variabile a partire da due/tre metri quadrati ed oltre, deve essere stata utilizzata una tecnologia talmente avanzata da essere sconosciuta anche a noi oggi, che pure siamo in grado di volare ed atterrare sul pianeta Marte. A cosa servissero i fogli non possiamo dirlo con precisione assoluta, ma certamente servivano a preservare determinati ambienti, o strutture, da altissime temperature. Altro che tombe: il fatto che vi si sviluppassero temperature così elevate, dimostra inequivocabilmente che le piramidi erano edifici adibiti a scopi altamente tecnologici. Molto probabilmente, ma affronteremo il discorso in un ulteriore articolo, vi veniva prodotta energia. Giusto per fare un raffronto con Giza e Xian, possiamo affermare quanto segue: se la MICA reperita a Teotihuacan proveniva da circa 4.000 chilometri di distanza (avete letto bene), anche a Giza sono state trovate tracce di minerali simili, stando alle testimonianze giunte fino a noi grazie ad alcuni esploratori Inglesi di fine Ottocento. Racconti non verificabili, ovviamente, ma non si capisce che senso avrebbe avuto raccontare una fandonia del genere quando della MICA in Messico non si aveva neanche la minima idea. Per quanto attiene alla Cina poi, stante il divieto di avvicinarsi alle tre piramidi di nostro interesse per motivi di ordine militare, possiamo però affermare che questo immenso Paese è il maggior produttore mondiale di MICA, appunto. Ogni commento mi sembra superfluo. Ma non è tutto. Un altro fattore accomuna i tre siti piramidali sparsi per il pianeta ed edificati sulla medesima Linea: l'acqua. A Giza c'era il Nilo, che, fino al 1966 (edificazione della prima grande diga di Assuan) lambiva le grandi piramidi. In Cina la regione in cui si trovano i tre edifici è, o era, attraversata da almeno otto grandi fiumi; ed in Messico? A Teotihuacan un ulteriore fattore incredibile: è stato deviato il corso di un fiume (il San Juan) per farlo arrivare perfettamente al centro di Teotihuacan. Per essere gente del Neolitico o giù di lì, ne sapevano fare di cose. Anche l'ingegneria fluviale... Ovviamente di tutto ciò che vi ho riferito l'archeologia ufficiale fa finta di non sapere assolutamente nulla. Non è una novità. Poi dicono di volere le prove della tecnologia nella preistoria. Se quando vengono fornite si fa finta di niente…

 

Fabio Garuti

 

 

 

(tratto da: L'Ombra di Orione sulla Storia dell'Umanità - Anguana Edizioni -  Sossano, VI)

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

http://www.libreriauniversitaria.it/ombra-orione-storia-umanita-garuti/libro/9788897621201?a=415021 

 

 

(tratto da: La preistoria atomica lungo la linea di Orione - Anguana Edizioni - Sossano , VI)

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it 

http://www.libreriauniversitaria.it/preistoria-atomica-lungo-linea-orione/libro/9788897621232?a=415021 

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