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Sette domande a... Marco Donghia PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Iacarelli   
Giovedì 14 Novembre 2013 10:10

SETTE DOMANDE A... MARCO DONGHIA 

 

«Mi piace raccontare, mostrare e far vivere ciò che vivo, lo si può fare in molto modi, io l'ho sempre fatto con il grilletto della macchina fotografica: "click".

 

Mi piace pensare che la "colpa" sia tutta di quelle scatole di scarpe piene di fotografie che mio padre e mia madre conservavano nell'armadio, tutte catalogate per data e luogo, il database di una volta

 

Non ho mai fatto nessun corso di fotografia, quel poco che conosco è perché mi sono spesso documentato e confrontato con chi ne sa più di me, ma anche chi conosce poco la tecnica può comunque insegnare, perché ho capito una cosa, la tecnica è solo un mezzo per far si che il sentimento faccia il suo percorso…»

 

Marco è una persona simpatica, schietta, diretta, a volte anche troppo e per chi non lo conosce può sembrare rude. “Irruento”, nella fotografia ci si butta a testa bassa. Nello stesso tempo ha un animo nobile. Sa sviscerare emozioni e poesia che traduce in immagini. Il suo piatto forte sono gli scatti ai concerti, che lavora con una ricerca maniacale del taglio e della luce, tanto che a guardare i suoi risultati sembra di esserci dentro.

Alcuni dei suoi lavori potete vederli qui:

 

http://www.flickr.com/photos/ilducaconte/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1) Come nasce la passione per la fotografia?

 

Dal fatto che la ritenevo una cosa semplice: "In fondo che ci vuole? E’ solo un click".

Beata ignoranza! Mi sono ritrovato a studiare, cosa che non ricordo di aver mai fatto in precedenza...

E’ una passione e come tale credo che nasce con te, magari non lo sai fin quando qualcosa o qualcuno non lo fa uscire da dentro. A me lo fece uscire mio padre e la sua Canon AE1- Program  e non credo sia un caso che io oggi usi Canon ;-)

 

 

2) Cosa vuol dire per te sperimentare?

 

Provare un qualcosa di nuovo, per me stesso s'intende.

Non sono un pratico sperimentatore, raramente lo faccio, e non sempre esce qualcosa che mi soddisfi.

 

 

3) Prediligi il bianco e nero o il colore?

 

Una volta avrei risposto senza ombra di dubbio il colore, ora la risposta migliore è: dipende, infatti, anche un pavone lo si può fare in B/N.

Personalmente l'ho fatto e il risultato non mi ha soddisfatto granchè, ma questo non significa che non si possa fare.

 

 

4) Ieri la pellicola, oggi il digitale, quale i pregi e i difetti dei due sistemi secondo te e che sistema usi?

 

Attualmente mi avvalgo del digitale. La pellicola l'ho usata da ragazzino, un po’ come oggi in molti utilizzano il digitale senza sapere come funziona.

Un anno fa ho ripreso in mano la pellicola ma in modo diverso, più coscienzioso e mi sono documentato sul come funzionasse e i perché di certi processi. Ho capito, così, che il digitale è solo un evoluzione. Non si sono inventati nulla, come nella post produzione non c'è niente che non si possa fare con la pellicola. Cambiano i modi, i tempi e gli strumenti ma non i risultati.

Partendo dal presupposto che la fotografia è nata perfetta, la tanto amata pellicola non è altro che la commercializzazione del banco ottico. Quindi all'epoca la pellicola era per molti ciò che oggi è il digitale, ma ci saranno sempre i “nostalgici”, quelli che rimarranno attaccati al passato  a fianco di chi non vede l'ora di vivere il futuro. Io appartengo a quelli a cui piace conoscere il passato per poter vivere il presente ;-)

 

 

5) Come nasce una tua fotografia? Parti da un progetto, un’idea, o nasce tutto d'istinto?

 

Progetto poco e quando lo faccio non ottengo ottimi risultati, questo perché ancora non conosco bene la materia, sono ancora molto istintivo.

Chi sa progettare, sa costruire e modellare sia la luce che il soggetto come meglio crede, io uso ciò che so e ciò che ho a disposizione per portare a casa il risultato che ritengo mi possa soddisfare.

 

 

6) Tra le Mostre a cui hai partecipato, o che hai visitato, ce n'è una in particolare che ricordi con piacere?

 

Sebastião Salgado. Mi ricordo benissimo la prima volta che ho visto la sua mostra. Ci sono tornato almeno 4 volte ed, ero accompagnato da un  mio amico, che è oltretutto un eccellente fotografo, e la frase che ci dicevamo ad ogni immagine era la seguente: "Ma de che stamo a parla!?"

 

 

7) Che consigli daresti alle persone che si avvicinano oggi alla fotografia?

 

Imparare le regole, la terminologia e la tecnica, perché saranno fondamentali per far si che i sentimenti diano lustro alle tue conoscenze. 

Commenti

avatar STEFANIABORIA
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Posso solo essere orgogliosa di Marco Donghia, mio figlio , non trovo parole per esprimere un commento. BRAVO .
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