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In verità è meglio mentire PDF Stampa E-mail
Scritto da Monia Iori   
Lunedì 28 Ottobre 2013 00:48

 

IN VERITA' E' MEGLIO MENTIRE di KERSTIN GIER 

 

Ultimamente mi capita spesso di leggere le trame dei libri con molta fretta oppure di non leggerle affatto, così quando vado ad iniziare un romanzo ho un’idea del tutto errata della lettura che andrò ad affrontare. È in questa condizione che mi sono avvicinata a “In verità è meglio mentire” di Kerstin Gier e, sono sincera, mi aspettavo tutta un’altra storia. Infatti, credevo che si sarebbe trattata di una lettura piacevole, certo (come d’altronde è stata), ma anche un pochino banale e scontata. Immaginate la mia sorpresa, quindi, quando mi sono ritrovata a leggere un libro scorrevole e fluido, con personaggi bizzarri e fuori dagli schemi e una trama vivida, profonda e, allo stesso tempo, leggera, condita da un’ironia che mi ha fatto ridere davvero tanto e che mi ha fatto apprezzare in pieno le doti narrative della Gier anche come autrice di romance contemporanei. 

L’intreccio non è complesso, ma è sviluppato in un modo che lo rende di certo coinvolgente e mai noioso. Carolin è una giovane donna con un quoziente intellettivo di 158 e molti talenti, ma anche molte grane da sbrigare. Suo marito Karl è appena morto lasciandola vedova e con un mucchio di soldi che fanno parte di un’eredità su cui la famiglia dell’uomo vuole assolutamente mettere le mani. Si dà il caso, infatti, che il defunto sia il padre di Leo, l’ex-fidanzato di Carolin, e i suoi parenti non la vedono certo di buon occhio e hanno sempre condannato lei e Karl per la loro condotta inaccettabile e poco riguardosa nei confronti della loro famiglia. Ora che suo marito se ne è andato improvvisamente, Carolin si troverà a dover sbrigare molte faccende lasciate in sospeso, dovrà fare i conti con il suo passato, riscoprire la bellezza del presente e cercare di guardare ad un futuro sereno senza la sua metà, ma soprattutto dovrà affrontare il dolore per la perdita dell’unica persona che l’aveva accettata davvero così com’era. 

Nonostante il tema di fondo abbastanza triste, questo libro si legge sorridendo perché la Gier è riuscita creare personaggi straordinari che conquistano immediatamente la simpatia del lettore. Carolin è una protagonista caratterizzata davvero molto bene e che abbiamo la possibilità di conoscere a tutto tondo. Difetti e pregi si intrecciano nella sua personalità dando vita ad un personaggio unico e sarcastico, fragile e forte, ma anche molto divertente; le sue stranezze, infatti, la rendono un vero spasso e più volte sono stata tentata di entrare nel libro e stringerle la mano per i suoi pensieri irriverenti e ironici, spontanei e comuni a tutti noi, altre volte, invece, avrei voluto spronarla a farsi valere di più, soprattutto di fronte a Leo e alle sue sorelle, che reputo assolutamente insopportabili e presuntuosi. Personaggi degni di nota sono Mimi, la sorella di Carolin, una donna forte e grintosa che cerca di aiutarla in tutti i modi a superare questo momento orrendo, ma anche il cognato Ronnie, che è adorabile e dal cuore d’oro. Una menzione d’onore va fatta alla signora Karthaus-Kürten, la psicologa dove si reca Carolin, perché è davvero uno dei personaggi meglio riusciti: idiota e incompetente, è lei ad aver bisogno di uno psichiatra! Con questa caratterizzazione la Gier si è conquistata tutta la mia simpatia perché i colloqui durante la terapia sono davvero comici, ma anche il mio odio perché quella donna è davvero insopportabile. 

Il romanzo è scritto in un modo così appassionante che scivola via senza il tempo di accorgersene e la lettura è priva di peso, leggerissima come una piuma. L’ho divorato ed è stato il libro giusto al momento giusto; avevo proprio bisogno di un romanzo frizzante e piacevole, senza scadere nella banalità o nella superficialità, e me lo sono gustato come fosse un dolce pieno di calorie da poter mangiare solo perché è festa. La penna della Gier si mantiene sempre ironica e il ritmo degli eventi è ben calcolato, alternandosi tra presente e passato, ma focalizzando l’attenzione in particolare sul processo di ripresa di Carolin. All’interno dei capitoli, che presentano tutti una citazione diversa come incipit, si trovano anche molte riflessioni serie, ma questo non smorza la freschezza della trama, la rende ancora più gradevole. Una delle frasi che mi è rimasta più impressa all’interno del libro è qualcosa che era solito dire Karl e che penso racchiuda il senso profondo di molte cose: “Colombo dovette sognare le Indie per scoprire l’America”. Una grande verità, no. 

Se siete alla ricerca di un romanzo ben scritto e scorrevole, se volete una lettura in grado di tenervi compagnia senza affaticarvi ma che mantenga comunque un livello di narrazione serio, fiondatevi su questo romance e resterete soddisfatti! 

 

Monia Iori

 

 

 

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

http://www.libreriauniversitaria.it/verita-meglio-mentire-gier-kerstin/libro/9788863800678?a=415021 

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