Spirito e carne PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Dotto   
Giovedì 12 Settembre 2013 00:16

 

SPIRITO E CARNE di MARIO GRASSO

 

“Spirito e carne” è un romanzo delicato che tratta un tema sentito, quello del celibato dei sacerdoti. Se ne discute da secoli, basti pensare alla “Orazione al cardinal Marco Carnaro” di Ruzzante (1496?-1542) che, nel testo adattato da Dario Fo, mette il dito sulla piaga facendo parlare la saggezza popolare, tanto irriverente quanto accorta, la quale non solo suggerisce, ma obbliga i preti ad ammogliarsi:

“La çinque de ‘ste nove régole l’è che ogni prévete, curàt, fràite o capelàn possa tòr mogière… no’ che ol possa… ma l’è oblegà a maridàrse o si no, che el débia èser castrà!”

Non cito Ruzzante a caso. Emerge una teologia alternativa, dove una certa assennatezza dice la sua e mette più di una pulce nell’orecchio, anche a costo di scivolare in quel tipo di scandalo che lascia sempre intravedere una luce nuova.

Nel romanzo la comunità stessa è chiamata a pronunciarsi, a interloquire, interrogare, inquisire. I turbamenti e i dubbi di don Nazareno non coinvolgono soltanto il suo animo ma si riflettono sulla collettività.

C’è poi l’altra faccia della medaglia, le donne che, loro malgrado, abbiano vissuto, coltivino e coltiveranno una storia con un sacerdote. È evidente che se il rapporto amoroso coinvolge due persone, i limiti posti a una rappresentano barriere invalicabili per l’altra.

È notevole che la prima a uscire allo scoperto sia proprio una donna, Melina:

«Vivo un rapporto d’amore con un prete» disse infine, con un senso di liberazione. «La cosa più difficile è che percepisco, giorno dopo giorno, tutte le sue difficoltà, legate a una scelta di vita che non contempla uno dei diritti fondamentali della persona e cioè quello di amare e di essere riamato in modo esclusivo».

Entrando nel cuore della storia, quella tra don Nazareno e Gada, entrambi percepiscono il peso di un obbligo che si eleva a dogma non richiesto. La lezione, imparata dalla loro unione e dalla lunga separazione, è che con i dogmi ci si può allontanare dal sacro. Il sacro chiede di accettare la responsabilità di ogni decisione, intima di guardare la vita negli occhi senza abbassare lo sguardo.

La croce così intesa, portata dai due, non lascia indifferenti. È quella di persone che hanno compiuto una scelta, discutibile quanto si vuole, senza la quale però non sarebbero giunti da nessuna parte e, presumibilmente, avrebbero perso il senso del loro stare al mondo:

«Sì, perché da essa arrivano messaggi sbagliati. La fede ha più bisogno di amore che di dolore, di gioia e non di croci e corone di spine. Cosa se ne fa l'uomo di una religione che, appena nasce, gli dice che ha un peccato da farsi perdonare?»

La questione può guardarsi da un altro verso, domandandosi per esempio in che modo un pastore di anime possa seguire appieno il proprio gregge senza la maturità per capire le traversie che segnano il cuore degli uomini e delle donne. Il voto di castità stesso può essere snaturato e corrotto, specie se asseconda un narcisismo o, peggio, un senso di onnipotenza altrettanto scandaloso.

La via d’uscita è una presa di coscienza notevole da parte di don Nazareno. Più che tra l’incudine e il martello, tra due strade da scegliere, don Nazareno si domanda se entrambe (l’amore per una donna e quello nei confronti di Dio), lungi dall’essere incompatibili, non abbiano la stessa ragion d’essere. Se questo è vero quale volontà umana può assumersi la responsabilità di sciogliere un’unione affettiva che trova in sé tutte le condizioni per consolidarsi nel tempo?

La faccenda è delicata, ma non più di tante altre. Nei rapporti umani si sfiorano anime, situazioni, emozioni, il prezzo da pagare è spesso salato. La rinuncia a qualunque rapporto affettivo per condurre un’esistenza quieta e lontana da seccature, non è certo dettata da virtù, ma dal desiderio di allontanare un calice insidioso e amaro quale è il peso dell’esistenza.

Concludendo, ogni scelta, ogni azione ha un prezzo. Forse non ci sono azioni giuste o sbagliate se il conto alla fine si paga. È tutta questione di prospettiva, la quale può riassumersi così:

Nazareno, con un supposto figlio al seguito e un’accusa infamante, si mostra alla fine vivo e pulsante di fronte alla comunità, spirito e carne insieme, persona tra persone. È questa la forza del racconto.

 

Davide Dotto 

 

 

 

 

 

Autore: Mario Grasso

ISBN: 8896099854

Pagg. 162 – Euro 12,00

Editore: Albus Edizioni

Collana: Narrando

Genere: Romanzo

Anno 2013 

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it 

http://www.libreriauniversitaria.it/spirito-carne-grasso-mario-albus/libro/9788896099858?a=415021 

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