Profilo di Marco Milani PDF Stampa E-mail
Scritto da Cinzia Baldini   
Martedì 14 Aprile 2009 18:17

Sotto i riflettori di Art Litteram presentiamo un personaggio originale, un autore dal "multiforme ingegno", webmaster di Domist.net, un sito letterario "anomalo" come si trova scritto nella home page ed editore di una giovane casa editrice: Edizioni Diversa Sintonia.

 

Marco Milani, questo il suo nome è una persona dalle idee molto chiare e attraverso il suo sito sta cercando di portare avanti un progetto letterario internazionale o per dirla con le sue stesse parole: "gestire un sito multilingue è una grossa fatica ma sicuramente una grande impresa, perché creerà la possibilità di interscambio e conoscenza tra persone che, seppur limitate nella comunicazione dalla diversità di lingua hanno gli stessi interessi e la pensano alla medesima maniera. Siamo tutti scrittori e artisti per indole e passione, ci piace leggere e comunicare, persone come altre che sperano in un mondo di pacifica convivenza e si comportano e fanno quel che possono in questo senso".

Indubbiamente un programma controcorrente in un momento in cui per colpa di politiche sbagliate ci si sente estranei persino tra concittadini, ma un programma eccellente e da quello che si può vedere dal sito, Marco non lo ha lasciato solo sulla carta. Alle parole ha fatto seguire i fatti e le collaborazioni internazionali sono ormai una realtà come pure le opere tradotte in varie lingue di autori italiani e stranieri.

Ma come afferma lui, DOMIST è stato solo il primo passo, sono seguiti, infatti, la rivista NEXT, KALEYDOS LIBRI e ultima, ma solo in ordine di tempo, l’ASSOCIAZIONE DIVERSA SINTONIA da cui è nata la casa editrice EDIZIONI DIVERSA SINTONIA. Il cui programma appare molto chiaro e ben comprensibile dalle parole del suo ideatore: "Se DIVERSA SINTONIA è allargare gli orizzonti, con la propensione allo scambio culturale e all'incondizionato meditare, al sociale, al "femminile", all'integrazione, all'internazionale... Edizioni DIVERSA SINTONIA è narrativa e saggistica verso: fantastico, mistero, favole e fumetti, metafisica e psicoscienze, music/book, arte e oriente... per cominciare. E' di certo editoria di qualità, di utilità sociale e libero pensiero, insieme."

 

Ed ecco, in concreto, i primi due volumi editi secondo questa filosofia. Le tematiche trattate, pur se distanti anni luce una dall’altra, hanno pari dignità e visti gli argomenti non deluderanno, di certo, le aspettative dei lettori

Per la collana 'narrativa-essenza': "Il salotto di Lerici" di Maria Cristina Buoso, con le sue storie di donne d'oggi, che non hanno paura di affrontare la loro quotidianità e di ritagliarsi il loro spazio.

 

 

Donne che nella loro sofferenza si ritrovano e trovano il coraggio di cambiare la loro vita o di accettarsi per quello che sono, con i loro limiti di essere umano.
Donne consapevoli di chi sono e di cosa vogliono senza ipocrisie e senza falsi pudori. Uno spaccato femminile senza pregiudizi ma con onestà.

 

Titolo: IL SALOTTO DI LERICI

Autore: MARIA CRISTINA BUOSO

Collana: NARRATIVA ESSENZA

Pagine: 96 

ISBN: 978-88-96086-00-1

Pubblicato a Gennaio 2008

 

 

Per la collana 'senso/music-book' è il secondo libro: "Godzilla e altri sogni. Blue Oyster Cult" di Marco Milani. Un saggio/biografia 'narrato' per un gruppo storico della musica di genere.

 

 

L’autore con coraggio ha cantato un sogno, un sogno che ancora oggi continua a vivere, un sogno immortale che è disposto a dividere con voi, con te!
Ascoltatelo molto bene, vi prego, aprite il vostro cuore e alla fine ne riceverete in cambio un dono che chiunque dovrebbe possedere.
Non vi narrerà una storia sconosciuta, semplicemente vi aiuterà a ricordare i BOC, specialmente a coloro che erroneamente pensano di non averli mai sentiti nominare!

 

Titolo: GODZILLA E ALTRI SOGNI

Autore: MARCO MILANI

Collana: SENSO MUSIC-BOOK

Pagine: 104

ISBN: 978-88-96086-01-8

Pubblicato a Febbraio 2008

 

 

Affinché la panoramica sia quanto più completa e dettagliata possibile affiderò ora la parola ad un lettore autorevole che saprà dare uno spaccato più esaustivo di quanto anticipato sopra:

 

 

Recensione a Godzilla e altri sogni – Blue Öyster Cult

 

A dicembre 2008 è uscito per i tipi delle Edizioni Diversa Sintonia il primo libro della collana music book, Godzilla e altri sogni – Blue Öyster Cult, autore Marco Milani, dedicato al gruppo storico dell’Hardmetal.

Una biografia come tante?

No. Già solo l’intro, una sorta di rivisitazione in chiave letteraria dell’incipit del film l’ombra dello scorpione, tratto dall’omonimo romanzo, uno dei capolavori del periodo più fecondo di Stephen King. Una rivisitazione densa di atmosfera, di impressioni dettate dal ritmo di Don’t Fear the Reaper, che impone il suo colore per tutte le pagine successive, le quali si dipanano tra biografia, autobiografia, zen, letteratura e riflessione generazionale. Un percorso anomalo e inconsueto quello di Marco Milani, frutto di anni in cui l’appassionato, il fan, dei BOC si è mescolato allo scrittore e poi al maestro di filosofie orientali, trasfigurando la loro musica in un qualcosa di vissuto, una sorta di compagna di vita con cui poter dialogare e meditare. Il risultato? Questo libro, all’apparenza limpido e leggero come l’acqua, ma che sotto questa calma apparente ci apre squarci di potenza, puro metallo, potremmo quasi definirlo metallo metafisico, stellare, rendendo in questa chiave ciò che sono stati e sono tutt’ora i BOC.

E non poteva essere diversamente.

Per lo stesso modo di porsi di questo gruppo nato ufficialmente come Culto dell’Ostrica Blu nel 1970, nei confronti non solo dell’Hardmetal, ma della musica in genere. Uno stile caratteristico e peculiare, forgiato in oltre trentacinque anni di viaggio attraverso le difficili lande di una terra di mezzo, costituita da una base metal con venature rock, blues, jazz ed il giusto gradiente di elementi progressive. Una storia particolare, quindi, difficilmente incanalabile in un filone di genere ben definito la quale se da una parte ha sempre spaccato la critica nei suoi giudizi, dall’altra ha catalizzato nel corso del tempo esperienze di ascolto da parte di generazioni di appassionati, le canzoni e il sound di Donald "Buck Dharma" Roeser e compagni a fare da sottofondo, a stratificare fantasie, sogni in sfaccettature diverse, cangianti, sorprendenti, nel lungo viaggio della vita di ciascuno di essi. Come quello di Marco Milani, appunto.

E quel che ne è risultato è senz’altro un tributo ai Blue Öyster Cult come pochi altri gruppi hanno avuto. Un tributo non solo bio-bibliografico, ma anche del tutto personale, intimo, ricco di quella linfa vitale che si trasmette a doppio senso tra il musicista e l’ascoltatore: in poche parole: una contaminazione.

Se poi l’autore ha anche "uno strano background formativo parecchio ‘orientalizzato’", ecco che l’elemento personale, si arricchisce di potenza visionaria ed evocativa, al ritmo di Astronomy, Don’t fear the Reaper, Godzilla e altri capolavori dei BOC. Come nel capitolo ASTRONOMY, ZEN E DINTORNI, da cui il breve estratto, riferito ad Astronomy, appunto:

"…presagi terrificanti. Lo scontro e la musica ampliano l’aspettativa e la portata oltre il cielo, verso l’universo, con la visuale che si innalza ‘oltre’ a inglobare pianeti, un sole sbiadito e appena presente nonostante tutto, e un vuoto di punti stellati che non ha senso osservare. All’assolo portante, duraturo, favoloso che Buck Dharma inizia similmente a un gong tibetano, piazzando ulteriori poche e significative note simili a mazzate su un incudine per poi scatenarsi in una sonata da far invidia allo stesso Creatore di tutto, per gli Dei è nuovamente battaglia. Figure ancora più gigantesche all’apparenza, nel concerto universale sono solo esplosioni in allontanamento su un pianeta. La musica prosegue e invade l’Intero, l’universo trema, prende ad aprirsi e a perdere le prime briciole, a essere percorso da immense e potenti energie che spaccano il continuum come un foglio di giornale strappato. Il ‘nero del nulla’ prende a farsi largo nel ‘nero dell’universo’ che sta surclassando i colori della battaglia, in uno scalare di sovrapposizioni in cui, finita la musica, finisce la visione… nel niente.

È silenzio.

I pochi attimi successivi paiono secoli di fermo-immagine in cui nulla pare crescere in se stesso. È un’assurdità visiva: fissità-mobile… ma è proprio lei, è così, indescrivibile almeno fino a che un punto luminoso, subito dopo riconoscibile in una figura dorata seduta nella posizione del fior di loto, si ingrandisce fino a poterlo discernere in un Buddha immobile con la chitarra in grembo…"

Eccoci al significato di quanto scritto sopra: contaminazione. Ciò che un gruppo di musicisti, un’esecuzione personale-universale può creare, indurre, trasmettere, il canale che si stabilisce non solo nell’ascolto singolo, individuale, chiusi tra le quattro mura di una camera, ma anche e, soprattutto, nei live, nei concerti in cui l’a tu per tu tra le due parti dello stesso tutto non può non unirsi in qualche modo. E di live, in trentacinque anni e passa, i BOC ne hanno fatti molti. Godzilla e altri sogni è anche questo, una restituzione di energia, di vibrazioni, assorbite attraverso le canzoni, gli album a lungo ascoltate, una restituzione all’immaginario collettivo degli hardmetallers di quelle atmosfere live e irripetibili.

Prendendo spunto da quest’ultimo termine, hardmetallers appunto, utilizzato per unificare le diverse etichette, come scrive l’autore stesso:

"Mettiamo anche questo punto fisso ad evitare confusione, finché siamo in tempo. Hardmetal, heavymetal, powermetal, epic, deathmetal, metaldark, hardrock, pre-hardrock, proto-hardrock, arena-rock, sotto-poprock, progressive-rock, hard-boogie e comprendiamo tutti i vari black, dark, blues, country ecc. in incroci, sottoincroci e varianti di Hard, Rock, e Metal, sono solo nomi, tanti, anche inutili, che stanno a specificare e a dividere ulteriormente un ‘soggetto’ unico.

Ebbene sì! Il mio intento è di riunire e non dividere…"

Unificare, quindi. Ma non solamente in senso orizzontale, riferendomi a tutte le categorie e sottocategorie più o meno elitarie, a tutti i rivoli in cui l’hardmetal, anche per attitudine congenita, tende a dividersi. Ma anche in senso verticale, in termini di prospettiva temporale. Cercare, in perfetta linea zen, un trait d’union che ricostituisca un comune senso di essere e di riconoscersi. E che sia in grado di trovare il proprio equilibrio anche attraverso le generazioni.

"Si espresse un saggio in tempi passati e non sospetti: "Cerco ciò che sono! Ma come posso cercare ciò che già sono… son forse pazzo?" Concetto riproposto con terminologia più attuale dai Led Zeppelin, in una frase di Stairway to Heaven: "…se ascolti molto attentamente alla fine la melodia verrà da te, quando tutti sono uno e uno è tutti, per essere una roccia e non rotolare via…"

Da qui il termine hardmetal, tentativo di riunificare, di porsi a metà strada tra l’’ancient great metal’ delle generazioni alternative anni Sessanta e il nuovo "headbangers" o "metalhead" a connotare i più recenti. Un tentativo di riunificare, di trovare una radice comune, non solo nomotetica ma anche culturale, in termini di modalità di vita e di porsi nei confronti del mondo circostante. Perché, parafrasando l’autore, le radici sono tutto. Anche se il tentativo di sintesi non è facile.

Non resta da chiedersi: il tentativo è ben riuscito?

Qualunque ne sia la risposta è bene ricordare, come in un articolo di Priulla citato dall’autore:

"L’heavy metal non possiede alcun riferimento politico e storico a livello ideologico. Non esiste un progetto, un’idea di società, sotto le sue chitarre; non è alfiere di un cambiamento determinato del mondo…è libertà di libertà."

 

ALESSANDRO VITALI
    - Kaleydoslibri -

 

 

E la passione per la letteratura di Marco Milani non si ferma qui. Marco è un versatile e dotato autore ha infatti pubblicato oltre al già citato "Godzilla e altri sogni" altri libri: Noir no War, Il Guerriero di Luce

 

 

IL GUERRIERO DI LUCE

 

Trovo il nuovo libro di Marco Milani molto originale. Se dicessi «unico» peccherei di iperbolismo ipertrofico – malattia che affligge ormai il nostro mondo sempre più in balia della pubblicità, per cui ogni romanzaccio viene spacciato per grande scoperta artistica. Del resto non posso affermare con certezza che Il Guerriero di Luce sia un libro «unico» almeno nel suo genere, però ammetto che è il primo libro del genere che mi sia capitato di leggere.

Si tratta in sostanza del tentativo di trasformare in romanzo un percorso interiore di meditazione. Il protagonista del libro è, insomma, l’IO, l’io con tutti i limiti e preconcetti che sono poi i suoi elementi costitutivi. Il superamento di questa «gabbia», il suo annullamento è ciò che il «romanzo» di Milani racconta.

Inevitabile che il tema influenzi anche la forma. Essa si presenta infatti molto anomala: ricordi personali autentici si mescolano a visioni mistiche, a sogni. L’io galleggia, vola, si tele-trasporta, scivola, annaspa, rimbalza fra stati di coscienza diversi… e il tutto in un mondo virtuale, mutevole come il nostro stesso pensiero, fatto di personificazioni di paure e speranze. E l’incontro/scontro con i nostri limiti (notiamo di sguincio) è anche il mezzo, la strada, il ponte per passare oltre noi stessi.

Si tratta, com’è ovvio di un viaggio tortuoso, labirintico, pieno di passi falsi… E così è anche il «romanzo» di Milani: tortuoso, a tratti ermetico, non sempre brillante nella forma… terribilmente simile a un io qualunque.

Un’operazione coraggiosa e… pericolosa, che avrebbe potuto rasentare il ridicolo e il pomposo, se l’autore non avesse sistematicamente evitato di prendersi troppo sul serio, diluendo la materia meditativa entro un personaggio/io-narrante con una personalità molto «alla mano».

Un bel libro?

Non saprei. Forse non nell’accezione comune.

Un libro notevole a modo suo, direi; sorprendente; un vero coacervo di spunti che metterà in fregola la curiosità di chi ama l’«Oriente», magari facendogli venir voglia di approfondire la materia e non mancherà certo di far annuire gli addetti ai lavori.

E ancora una volta tanto di cappello a Larcher Editore che sforna titoli al limite dello sperimentalismo, cercando di costruirsi (come facevano un tempo gli editori, prima di trasformarsi in Grandi Gruppi) un catalogo personalizzato e sempre molto interessante.

 

                 PIER FRANCESCO ROSATI

(Da KULT UNDERGROUNG per la rubrica Letteratura del 02/09/2006)

 

 

 

IL GUERRIERO DI LUCE

Autore Marco Milani

Larcher Editore

ISBN 8888583173

Prezzo € 10 - 220 pp.

Anno 2006

 

 

 

SOGNANDO E DINTORNI

Presentazione di Carlo Gubitosa

 

Questo libro non è una semplice raccolta di racconti, ma un tentativo di cambiare il mondo con la parola scritta. Non si tratta solamente di sostenere progetti di solidarietà con l’Africa attraverso i diritti d’autore: il modello di scrittura che Marco Milani cerca di proporre con queste pagine mette in discussione, più o meno consapevolmente, tutte le regole non scritte dell’editoria. Innanzitutto ‘sognando e dintorni’ è una raccolta di storie, di narrazioni, e già questo è sufficiente per dire che questo libro va controcorrente, in un mondo editoriale che alcuni preferiscono chiamare ‘mercato’, dove la narrativa e la poesia sono settori in cui non si rischia più, e si preferisce pubblicare autori già famosi a colpo sicuro anziché provare a scoprire nuovi talenti, cercando scrittori che potrebbero spiccare il volo se messi nelle condizioni di aprire le loro ali, come gli angeli nel primo racconto del libro. Le pagine che avete tra le mani sono il risultato dello sforzo di un piccolo editore, e anche questo è un forte segnale di resistenza in un settore dove non sopravvive chi riesce a pubblicare le cose più belle, ma chi pubblica le cose più visibili, cioè quei tre grandi gruppi editoriali che dominano lo scenario italiano e invadono di libri discutibili anche gli scaffali dei supermercati e degli autogrill. Ogni piccola produzione editoriale come questa è un miracolo che contraddice tutte le regole dell’economia, dimostrando che nemmeno le campagne di marketing più aggressive e gli ostacoli finanziari più pesanti possono frenare la passione umana e tutti quei fattori che spingono a pubblicare pagine di idee per il semplice gusto di farlo, per condividere con altre persone emozioni e pensieri, storie di alieni e di mistero, di avventure e quotidianità. Ormai i libri nascono per far soldi, anche nelle case editrici apparentemente più ‘alternative’, e questa raccolta di scritti è una splendida eccezione a questa regola, dove la domanda principale non è ‘riusciremo a coprire i costi e a guadagnare qualcosa?’ o ‘c’è mercato per questo libro?’, ma ‘queste emozioni e suggestioni meritano di essere condivise e socializzate, indipendentemente dal successo editoriale che ci attende?’. La risposta è, ovviamente, un convintissimo ‘si’. Solo per il fatto di essere nato dalla passione di un autore anziché dalle ‘strategie di mercato’, questo libro merita di essere letto, meditato e goduto fino in fondo. Un altro grande segnale di cambiamento che questo lavoro porta con sé è il messaggio implicito rivolto ai lettori con la scelta di una scrittura semplice, diretta e colloquiale, che non cerca vocaboli estrosi o costruzioni verbali contorte per uno sfoggio di lingua fine a se stesso. Questo messaggio è molto semplice: ‘prendete in mano una penna (o una tastiera) e scrivete anche voi’. Un libro che fa venire voglia di leggere è un buon libro, uno che fa venire voglia di scrivere è davvero prezioso. E’ questa la sensazione che rimane dopo aver letto questi brani e i loro sprazzi di creatività: la voglia di farli proseguire, di aggiungerne altri, di sgranchire quella fantasia così rattrappita dalla televisione, di fare quello che tanti anni fa si faceva davanti al camino quando i racconti dei nonni non erano storie da assorbire passivamente, ma una viva materia prima per giochi, voli di fantasia, sogni ad occhi aperti e nuovi racconti ancora. L’invito di queste pagine è rivolto a chiunque abbia a cuore la passione della scrittura. Il fatto che una persona armata solo di creatività possa far vivere sulla carta la propria fantasia ci mostra come sia possibile riprendere in mano la nostra dignità di donne e uomini pensanti, togliendo dalla soffitta le carte impolverate che non abbiamo il coraggio di mostrare agli altri, per trasformarle in nuovi libri. Se riusciremo a sconfiggere quel senso di distanza (e di inferiorità) che separa chi legge e chi scrive, potremo scoprire che la scrittura non è una cosa riservata ai premi Nobel, ma una dimensione irrinunciabile della natura umana, che ci accompagna fin dai graffiti delle caverne. La grande particolarità di questo intarsio di narrazioni è proprio quella di prendere per mano il lettore avvicinandolo ad un autore che scende dal piedistallo di ‘mostro sacro’ su cui molti amano arroccarsi. Per questi ed altri motivi, questo libro è stato per me un motivo di speranza, che porta nel deserto della devastazione culturale una boccata d’aria e un po’ di respiro per dire che non è tutto perduto, e cose preziose come i libri e i racconti possono ancora ritagliarsi degli spazi di libertà fuori dalle logiche di mercato, stimolando la nascita di nuove voci. E’ con questa speranza che vi affido alla lettura dei racconti di Marco Milani, con l’avvertenza di non fare troppo caso alla parola ‘fine’. Siamo solamente all’inizio, e se in futuro sapremo sfruttare in maniera creativa e appassionata le possibilità offerte dalle nuove tecnologie dell’informazione, la realtà sociale e culturale che ci attende andrà oltre la più sfrenata e ottimistica fantasia. Buona lettura.
 

CARLO GUBITOSA

 

 

 

SOGNANDO E DINTORNI

Autore Marco Milani

Prospettiva Editrice

Prezzo € 8 - 100 pp.

Collana Il foglio

Anno 2004

 

 

                                                                     EVOLUZIONE 14

                                                           Prefazione di Sandro Battisti

 

Marco Milani, ovvero il gusto ironico delle osservazioni minute.

 

Mi abbasso senza chinarmi, per vedere se la mia faccia è bruciata e se sono ancora vivo. Si spera sempre, illusione e dedizione insensata all’utopia del vivere fisico.

Mi vedo come fossi in un acquario, ovviamente come turista nella passeggiata obbligatoria, e sopra di me è una parete trasparente. La mia faccia, posta lateralmente, è lì appoggiata. Sono morto e la mia faccia è bruciata in un tizzone annerito.

Sono proprio morto! Capita.

Quello che avete appena letto è un piccolo brano estrapolato da un racconto di quest’antologia. E’ solo un esempio, uno dei tanti che lo scrittore ama disseminare nei suoi scritti; lo fa perché, ovviamente, questa è la sua natura. Lo fa perché ama descrivere, spesso ironicamente, drammi tutt’altro che lievi, punti di vista improvvisi figli situazioni bizzarre, eppure vere; un soffio lasciato andare non per istinto, ma per seguire il bisogno di esporre il dettaglio fotografico che vede lui, con gli occhi della sua anima.

I temi trattati dall’autore sono molteplici, come i generi che usa per esprimersi: si va dalla ScienceFiction più tecnologica alle favole per bambini, di quelle che fanno piacere anche agli adulti perché il sapore che rimane sulle labbra sa di onirico, di fantasia, di un sogno lasciato lì a gorgogliare nel placido di un bosco estivo. Non troverete mai un brano che vi provocherà disgusto, nulla di un genere sanguinolento o sopra le righe: a Marco piace farvi ragionare, farvi percepire sulla pelle percezioni che fanno parte di un universo non violento e che, tuttavia, comprendono pure tutta la bruttura pensabile del mondo. Lo fa con stile, usando garbo e signorilità, anche quando il tema è rude.

La drammatica serietà della vita sulla punta di un sorriso: così verrebbe da definire quest’antologia, anche quando il sorriso non ha posto tra le storie proposte; la visione del mondo vi apparirà, dopo l’ultima pagina, tutto sommato la stessa ma depurata, arricchita anzi, da una filosofia che richiama alla mente filamenti orientali, come se il senso zen delle cose vi avesse non rapito, ma si fosse intrecciato con i vostri pensieri, con la vostra anima.

Leggendo alcuni racconti qui contenuti viene spontaneo paragonare l’autore a un Ray Bradbury nostrano - quello di Cronache Marziane, per capirci. Poi, però, diventa obbligatorio shiftare verso altri autori più propriamente cyberpunk tenendo bene a mente alcune lezioni fantasy, fino a sfiorare e centrare suggestioni dickiane con un ritorno di fiamma di pure estrapolazioni sociologiche. Oltre questi scenari, ci sono le asperità e le tinte nere, il gusto per i paradossi: solo così, con tutte queste sfumature di colore, possiamo in qualche modo definire la presente antologia. Solo così riusciremo a percepire ombre di altri continuum che si aggrappano a noi con una quieta disperazione da sembrarci sogni, da apparirci paradossi e che, invece, rivelano l'ottima conoscenza da parte di Milani del mondo delle ombre, di cui si dipinge fino a diventare possessore di una calma interiore, tipicamente propria dei monaci tibetani.

* * *

La verve ironica dell’Evoluzione riempie il buio che si connette ai lettori; basta soltanto lasciare inserito il cavetto emozionale e farsi avvolgere dall’oscurità delle epoche in cui gli umani, ancora non erano: siate lettori di questo palcoscenico che vi ho introdotto, non ve ne pentirete.

Buona lettura…

 

SANDRO BATTISTI

 

 

EVOLUZIONE 14

Recensione di Cinzia Ceriani

 

Quattordici racconti, quattordici storie diverse unite da una sola dinamica prospettiva: l’Evoluzione.

Nella sua ultima fatica fanta-letteraria Marco Milani, ormai al suo quarto libro, propone un mondo del tutto nuovo sconvolto, a tratti, da una perduta umanità il cui ricordo costituisce uno stimolo verso una vita diversa da quella vissuta dai suoi protagonisti, un’ancora di salvezza per non soccombere. Il libro è dominato da un’Evoluzione che non è solo tecnologica ma è anche un’Evoluzione di pensiero, di sentimenti e di interpretazione nei riguardi di vecchie e nuove credenze che, tutto sommato, si rivelano meno spaventose di quanto impone l’abituale concezione imposta dall’immaginario collettivo.

Sempre caratterizzati da una sottile vena ironica, anche nelle situazioni più drammatiche, gli scritti di quest’autore sono semplici, lineari e "si fanno leggere" senza intoppi o complicati giri di parole regalando, a chi inciampa fra le sue pagine, piacevoli momenti di parole fluide e scorrevoli che descrivono paesaggi irreali e personaggi folli dotati, però, di forza interiore e idealismo.

Scaturiscono, attraverso il libro, gli influssi Zen tipici dello stile narrativo di Milani.

Il senso della vita e il "saper vivere"appaiono intinti nei colori di una filosofia attenta alla riscoperta del delicato gusto per le piccole cose, quel dettaglio, a prima vista insignificante, importante per fare la differenza. L’esistenza di ogni creatura, umana e non, si trasforma, muta l’aspetto e gli obiettivi da perseguire acquisendo la sua vera e unica ragion d’essere.

In completo accordo con i contenuti dell’antologia è la copertina, anch’essa opera dell’autore, originale e dall’impronta puramente futuristica.

Colori a contrasto, caldi e freddi, si alternano su sfondo bianco schizzato da tratteggi semicircolari attorno alla figura centrale a metà strada fra un disegno astratto e un geroglifico proveniente da un altro pianeta. A dar luce all’insieme una fiamma. Forse è il fuoco che alimenta il progresso, distruttivo, al contempo. Forse è il fuoco che arde in tutti coloro che amano scrivere.

 

CINZIA CERIANI

 

 

 

EVOLUZIONE 14

Autore Marco Milani

Casa Editrice: Magnetica Edizioni

Anno di pubblicazione: 2007

 

 

Ed ora dopo averlo presentato vorrei che Marco Milani stesso ci raccontasse di lui, magari ci svelasse qualcuno dei suoi progetti futuri o iniziative che intenderà intraprendere a breve o medio termine ed anche, perché no? Qual è il suo sogno nel cassetto e se pensa che potrebbero crearsi sinergie tra la sua casa editrice e la rivista Art-litteram.

"Dopo una presentazione del genere…

Futuro? Parliamo di futuro. E parliamone in una modalità che non comprende il ‘singolo’ Marco Milani, Ma ormai è un insieme di tanti che come il sottoscritto hanno appreso sulla propria pelle che solo unendosi, si viene a creare qualche possibilità per cercare di portare avanti sogni comuni. Quindi il futuro è domist.net, che evolverà in portale tecnologicamente aggiornato… è kaleydoslibri.it, il negozio di vendita online, da sviluppare, implementare e sostenere… è edizionidiversasintonia.it, da costruire passo passo, è next-station.org, in cui gli ‘specializzandi’ in SF portano avanti il loro singolare modo di sognare, è tutto quello che potrà venire. Il futuro è anche EDS con Art-litteram, ma anche tutto il resto sarà con Art-litteram e non poniamoci limiti, anzi… open source e su le maniche, oppure, molto più Zen, saremo l’acqua del fiume che scorre verso il mare, infermabile."

 

E quest’ultima frase, che ho arbitrariamente sottolineato, se servivano ulteriori conferme, illustra lo spirito, il carattere e la filosofia di Marco a cui auguro di poter vedere realizzati compiutamente e in un immediato futuro, tutti i suoi programmi: in bocca al lupo Marco!

 

 

CINZIA BALDINI

 

 

 

 

 

 

 

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