Lombardia libera PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Novellino   
Sabato 11 Maggio 2013 00:49

 

LOMBARDIA LIBERA di GIOVANNI COLOMBO 

 

Il titolo non deve trarre in inganno. Non si tratta di un libello leghista.

Giovanni Colombo è un avvocato brianzolo, lavora all’Autorità per l’Energia e partecipa da anni all’attività politica di Milano come consigliere comunale. Si definisce "scrittore per caso". Il suo libro più famoso, "Baciare il rospo", parla dell’impresa possibile di amare Milano. Si batte per una democrazia umana e si considera testimone di un cristianesimo nudo. Per questo ha sempre considerato il cardinale Carlo Maria Martini come uno dei suoi maestri. Ha militato nell’Azione cattolica ed è stato presidente della Rosa Bianca, quel movimento che si ispira alla resistenza dei due fratelli Scholl, uccisi dai nazisti nel 1943.

Nel titolo di questo suo libretto c’è tutto un programma. L’autore compone una specie di mosaico che rispecchia la Lombardia di oggi con i suoi tesori e le sue brutture, con i suoi personaggi negativi e con i suoi eroi che operano per il bene comune e sognano ardentemente una trasformazione in positivo.

E in cosa consiste questa positività vagheggiata? Non certo nell’egoistica difesa della ricchezza e della fortuna, ma nella crescita in senso umano, nel recupero di antichi valori mai superati e di nuovi, che l’evoluzione della storia umana ci elargisce di continuo.

Con una prosa vivace e accattivante, l’autore parla di tante cose in modo rapsodico e colloquiale, ma proprio per questo assai coinvolgente. Descrive il cuore lombardo, evidenziando con nostalgia quelle fondamenta su cui si è eretta la costruzione di un’antica e nobile società. Ma individua i mali che la minacciano: un’operosità frenetica e fine a se stessa, la paura per il diverso, una greve educazione cattolica (risalente allo spirito post tridentino di San Carlo Borromeo), basata sul primato della preghiera, dell’azione e del sacrificio. Ai quali contrappone un ritorno alla natura, alla semplicità, ai tempi lenti, alla respirazione, all’incontro, al lavoro. E il tutto alimentato dal grande bisogna di giustizia, di fratellanza e di apertura.

Ed ecco i vari personaggi, che come luci e ombre popolano la scena. C’è il Celeste, l’ineffabile Formigoni, caduto sotto le rovine della sua Babele; c’è il Bossi che ha proiettato sullo straniero e sul diverso i mali che affliggono la sua coscienza e quella dei suoi seguaci. Ma incontriamo anche il Cardinal Martini, con il suo cristianesimo arioso; e tanti altri, più o meno noti, che si applicano nella costruzione di un ambiente più giusto e più vivibile.

Non troviamo astio o focosità in questo corposo libricino. Il discorso procede con pacata ironia, brillantezza e positività espressiva. Non mancano i momenti quasi comici, che tuttavia inducono efficacemente alla riflessione.

Giovanni Colombo racconta anche di come abbia cominciato a percorrere a piedi tutta la Regione, cominciando con l’itinerario che lo ha portato, in una settimana, da piazza del Duomo al santuario di un’altra Madonna, a Tirano, in Valtellina. Centottanta chilometri di cammino sulle strade di una Lombardia ora ridente, ora devastata; ma anche un cammino interiore per capire, per lasciarsi cullare dal senso dell’esistere, dalla grande forza che ci tiene in vita.

Ovviamente, questo piccolo grande libro non è consigliato al solo lettore lombardo.

 

Giuseppe Novellino

 

 

 

 

 

Disponibile su Libreria Universitaria.it

http://www.libreriauniversitaria.it/lombardia-libera-crollo-celeste-ombra/libro/9788860891211?a=415021

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