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Resistere non serve a niente PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Novellino   
Domenica 02 Settembre 2012 00:46

 

RESISTERE NON SERVE A NIENTE di WALTER SITI

 

 

 

Hanno cominciato a suonare le trombe del giudizio.

Che cosa sarebbero, altrimenti, gli strani echi che sono stati uditi in più parti del globo terrestre? Sembrano note di corno che irrompono da un punto imprecisato del cielo. E fanno rabbrividire.

Si può ridere, davanti a questa che sembra l’ennesima minchiata del genere UFO. Ma produce una strana sensazione, come di fatale ammonimento, in questo 2012 in cui l’umanità sembra arrivata alla frutta. Si lascino pur perdere le elucubrazioni apocalittiche di Nostradamus e del calendario Maya, tuttavia una inequivocabile inquietudine pervade l’animo di chi sa ancora distinguere e pensare.

Qualcosa deve accadere, sta per accadere.

 Il degrado ha raggiunto il culmine. Il pianeta risulta saccheggiato, impoverito, inquinato, avvelenato. Al disastro ecologico si aggiunge quello delle terribili (anche se di bassa intensità, e asimmetriche) guerre moderne. La vita umana viene calpestata e umiliata come mai si è fatto nel passato, con buona pace del progresso e dei prestigiosi retaggi illuministici. I valori più elementari vengono travolti o vanificati dal più bieco e assoluto relativismo. Il vuoto consumismo ha operato una vera mutazione genetica. Una crisi colossale sta sconvolgendo la geografia economica, immolando intere generazioni. Il terrorismo e la follia omicida hanno raggiunto un tale grado di intensità da creare una vera saturazione emotiva.

Ma non solo. In questo scenario si inserisce la liquefazione del confine tra il bene e il male, tra la verità e l’errore. È caduta, per esempio, la barriera che distingueva il mondo degli affari e della politica da quello della mafia.

Ce ne parla Walter Siti nel suo “Resistere non serve a niente”, un romanzo dalle tinte forti, denso, illuminante e sconvolgente.

Al centro c’è la figura di Tommaso, figlio di popolani romani, ragazzo obeso, pigro ma con un particolare bernoccolo per la matematica. Nel difficile passaggio adolescenziale, riuscirà a sublimare la sua passione per il cibo orientandosi verso il calcolo delle probabilità e verso i misteri della finanza. Si prenderà una laurea in Economia e si lancerà nel mondo degli affari e della speculazione.

Tommaso diventa qualcuno, grazie soprattutto ai suoi guadagni. Sposta capitali con un semplice clic del mouse, impara a mungere soggetti che cadono nella rete di spregiudicati profittatori, manovra i prodotti finanziari della più incredibile natura e derivazione. Insomma, lavora nel virtuale, ma accumula denaro in enorme quantità: danaro vero, senza odore, spendibilissimo. E così entra nel mondo dei vip, delle stelle televisive, dei faccendieri più spregiudicati, dei politici corrotti, delle escort di lusso. Divide i suoi sentimenti con Gabry, una bellissima modella senza morale, e con una melensa e appiccicosa trentenne, scrittrice destinata a rimanere per sempre esordiente.

La fama e il successo lo tallonano ed egli non può fare altro che salire, o meglio, scendere nel profondo, nel cuore stesso di un sistema che si rivelerà, in tutta la sua ineffabilità, solo alla fine del racconto e che porrà il lettore davanti al serio dubbio che ci siano ancora delle possibilità di porre in atto una resistenza.

Sì, il sistema ha assunto delle connotazioni che hanno dell’incredibile. Appare come l’ultimo e definitivo progetto di globalizzazione della società, che però è destinata ad essere diretta e controllata da pochi, astuti e spregiudicati potenti. In una crisi di valori allucinante, si comincia a instaurare (nel modo più subdolo) il nuovo ordine mondiale, dove, in termini di economia ma non solo, non esiste più la distinzione tra il legale e l’illegale, tra il giusto e l’ingiusto, tra il potere politico e quello mafioso. Gli affaristi hanno in mano le sorti di potenti gruppi produttivi e di intere nazioni, fanno il bello e il cattivo tempo con l’unico miraggio di arricchirsi a dismisura, nel modo più rapido e “facile”. E non devono temere nulla, perché si sono adeguatamente mascherati, anzi sono diventati essi stessi angeli tutelari di intere economie nazionali. Non sono più dei delinquenti (mafiosi) che devono venire a patti con il potere. Sono, invece, dei rispettabilissimi (invidiati e in fondo temuti) faccendieri che hanno in mano le sorti della gente.

E in questo scenario, che fine ha fatto la democrazia? Non c’è più, ma si è vanificata anche ogni possibilità di riscatto e di rivolta, in quanto il nemico non solo è onnipotente, ma addirittura “inesistente”.

Seguendo le avventure di Tommaso, ci rendiamo conto che stiamo sperimentando un’epoca nuova e definitiva, in cui la stessa dialettica si è spenta. Il tutto e il contrario di tutto vivono a braccetto, senza lasciare la minima via di scampo.

E questa cos’è se non la fine dei tempi?

Quello di Walter Siti è un romanzo che scaturisce da un lavoro intenso di analisi sociale ed economica. Con una prosa densa, mimetica, ricca di riflessioni e arguti ammiccamenti, l’autore ci propone l’innaturalità di un inferno che sta davanti a noi, che tutti noi dobbiamo guardare in faccia, prima di rifiutarlo.

E l’unica cosa che ci rimane è la negazione.

Oltre a questo c’è l’involuzione ultima, la conclusione dell’avventura umana.

 

Giuseppe Novellino


 

 

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