Il Maestro delle Sabbie PDF Stampa E-mail
Scritto da Sandro Capodiferro   
Lunedì 22 Agosto 2011 11:00

 

Ogni volta che mi avvicino ad un’opera d’arte lo faccio sempre con rispetto, quasi in punta di piedi. L’immagine o l’oggetto che ho davanti in quel momento porta con sé non solo i messaggi tipici della propria funzione comunicativa bensì il lavoro, l’esperienza, i pensieri e le suggestioni dell’artista che ha prodotto quell’opera. Guardandolo attentamente mi vengono in mente le ore trascorse davanti alla tela, i sentimenti che hanno mosso dal fondo dell’anima quel particolare artista, i ripensamenti o gli scetticismi contro i quali il Maestro ha combattuto prima di poter decidere di “andare in scena”.

Premetto: non sono un critico d’arte né un esperto in materia. Mi ritengo semplicemente un uomo sensibile a tutte le forme di comunicazione, in particolare a quelle che attraverso “il bello” e “l’armonioso” trasferiscono sensazioni e spunti di riflessione a chi ne è spettatore.

Ma facciamo un passo indietro. Nel novembre del 2004 ricevetti in regalo per il mio compleanno un quadro, fatto da una persona che all’epoca conoscevo appena e che non immaginavo avesse tali predisposizioni. Fu per me davvero una sorpresa e quello che ne venne dopo è oggi storia. Ancora adesso, guardando quell’opera, mi piace perdermi in quei tratti su tavola e in quelle sfumature così intime e a volte contraddittorie, nelle quali la mia fantasia trova spazi aperti ad ogni interpretazione.

Sto parlando di Pietro Olivieri o, come mi piace definirlo, il Maestro delle Sabbie. Qualche cenno biografico credo a questo punto sia doveroso. Pietro Olivieri  nasce a Sorrento nel settembre del 1967, in un luogo quindi dove il mare si unisce alla terra per incontrare il sole e suggerire alle anime più sensibili le ispirazioni migliori per la propria creatività. Si trasferisce a Roma e completa i suoi studi sociologici continuando comunque a lavorare e lasciando quindi poco spazio al suo mondo di espressioni grafiche dal profumo acrilico e pungente. Ogni tanto qualche tela sul cavalletto ma poco tempo per imprimervi tutta la sua voglia di comunicare, finché un’ispirazione più forte della altre gli fa scoprire il vero cammino artistico da intraprendere.

Dedito a collezionare sabbie già da anni, fu proprio durante uno dei suoi numerosi viaggi che Pietro si imbatté in una spiaggia dai colori così vivi che gli fecero pensare a quanto la natura avesse già in quel luogo cosparso tutti i colori più belli che nessuna tavolozza, se non quella, avrebbe mai potuto contenere e quanto la sua forsennata ricerca del colore perfetto fosse in quel momento giunta alla fine.

Tornò a Roma con un sacchetto di sabbia tra le mani e tante idee su come, ma soprattutto in quale ambito pittorico, poter utilizzare quell’elemento così dannatamente bello quanto difficilmente domabile, come una fiera libera e aggressiva che in quel momento si concedeva docile alle sue intuizioni artistiche.

Passò del tempo prima che la tecnica si raffinasse in un qualcosa di canonizzato in tempi, gesti, e modalità di attuazione che non fossero poi soltanto il risultato di un caso fortuito, finché il primo quadro in sabbia venne realizzato, diventando l’inatteso dono del quale vi parlavo.

 

 

Il titolo dell’opera è “L’Equilibrista” e la rappresentazione credo necessiti di non molte parole. E’ l’immagine di un uomo in equilibrio sul mondo e su tutte le sfaccettature della vita sulle quali ognuno di noi è avvezzo a camminare. Le sabbie con le quali è realizzato rimandano a luoghi lontani carichi di storia e ispirazioni emozionali. Maldive, Australia, Senegal, Egitto, sono solo alcune delle spiagge dalle quali provengono i pigmenti cromatici e la denominazione di “Tavolozza intercontinentale” data ai materiali da parte del Maestro e critico d’arte Nico Parziale ne  descrive al massimo la sostanza, in un sunto di terminologia ineguagliabile. Ma la necessità di sintesi estetica di Pietro Olivieri non si limita a questo. Nelle sue opere, in particolare quelle astratte, ci si può perdere facilmente nei meandri del “non evidente” alla base del suo stile di comunicazione. L’artista infatti ama disseminare il campo prolifico delle sue tavole grafiche di simboli e richiami ai quali non si può non dedicare attenzione, attratti come si è all’interno del quadro, proprio per guardare ed entrare così a farne parte. Questo particolare canone comunicativo è valso la creazione di un appellativo che ne descrivesse il significato. Stiamo parlando del “Sablogramma”, un particolare stile creativo dove i significati apparentemente inespressi trovano  ampia spiegazione in un simbolismo sintetico davvero eccezionale. La conoscenza di importanti esponenti del mondo artistico e la sua voglia di condividere rendendo evidente l’urgenza artistica dell’uomo, hanno dato a Pietro Olivieri il la per la creazione di un nuovo movimento artistico che ha preso il nome di En-Sablismo, il manifesto del quale è stato pubblicato sul periodico di settore “Il Giornale dell’Arte” nel dicembre del 2010. Un breve estratto dello stesso a descrizione del simbolo utilizzato per il Movimento recita: 

 

“(…) L’entità uomo, perfettamente integrata nelle dinamiche geometrie naturali, si identifica dal contesto esclusivamente per la forma delle mani e della testa, quali unici elementi, distintivi anche in natura, che regalano alla stessa il privilegio di una ragionata manipolazione attuativa”.

Un ricercato modo di espressione profondamente legato al proprio mondo naturale. Ancora dal Manifesto leggiamo: “(…)La natura risulta in questo modo alla base di quanto viene proposto ma mai asservita a semplice materialismo opportunistico, mai spettatrice delle evoluzioni intimistiche di un uomo bensì attrice principale della medesima sua rappresentazione”.

Molte sono ad oggi le opere realizzate da Piero Olivieri e molti i premi ricevuti in occasione delle numerose mostre e concorsi ai quali ha partecipato. Il risultato è facilmente consultabile al sito www.pietroolivieri.com nel quale potrete trovare tutte le informazioni e le curiosità su questo particolare artista che, alleandosi alla natura e coniugando i dogmi della tecnica, ha fatto delle sue tavole un’occasione di complice incontro tra arte ed espressione degli elementi naturali su di un palcoscenico di vita e sensazioni davvero degne di nota.

 

Sandro Capodiferro.

 

 

 

 

 “OMBRE DI DONNA” 

 

                                      “IL GABBIANO”     

Commenti

avatar Anna Maria
0
 
 
Ho avuto il piacere di poter ammirare le opere di Pietro.... e sinceramente le trovo straordinarie.
Perché la sabbia non è come il colore, che lo stendi e lo sfumi con facilità fino ad ottenere esattamente quello che volevi.
La sabbia ha una sua consistenza, lieve come talco o a grana grossa come semola, bianca, rosa, nera come il ferro che contiene o marrone come la terra, calda come il sole che l'asciuga.... e Pietro riesce a combinarle in una magica alchimia da cui nasce un gabbiano o uno scorcio di un paese, dove ti sembra di poter toccare con mano ogni singolo mattone....

Arte che parla dell'equilibrio del suo creatore con ciò che diventa mezzo e materia nelle sue mani per regalare a tutti noi emozioni senza fine.
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