Insolite impronte PDF Stampa E-mail
Scritto da Cinzia Baldini   
Venerdì 29 Aprile 2011 16:02

INSOLITE IMPRONTE DI PIEDI

 

Tra Aggersborg e Fyrkat, luoghi di culto dei Vichinghi, gli archeologi danesi hanno fatto una scoperta sorprendente. Hanno trovato l’impronta di un indigeno scalzo, con le dita dei piedi nude, fianco a fianco a quella della zampa di un uccello. Simbolo del volo? Accanto, sulla stessa pietra, un’impronta di piede indefinibile, che potrebbe essere quella di un astronauta con indosso stivali spaziali. Intorno a questa sono disposti undici punti rotondi. Si tratta forse della descrizione di pianeti, di marcature o di numeri? Ancora oggi sono ignoti il significato e l’origine di questa scoperta.

Qualcosa di simile è stato ritrovato nel Fisher Canyon, nello Stato federale del Nevada, in America. In uno strato roccioso carbonioso i geologi si sono imbattuti in una stranezza: l’impronta della suola di una scarpa, sulla quale è stato possibile osservare la debole traccia di una cucitura. Il fossile viene fatto risalire a 15 milioni di anni fa e ha sconvolto la concezione del mondo dei paleontologi, perché chi ha lasciato quelle tracce non era certamente un uomo primitivo dell’età della pietra. Le orme dei piedi non sono dei casi isolati. Nel 1968 nei pressi di Antilope Springs nello Stato americano dello Utah, il ricercatore William Meister ha trovato due impronte di scarpe fossilizzate, lunghe 32,5 centimetri e larghe 11,25. Indagini geologiche hanno evidenziato che la pressione era maggiore sul tallone e che la scarpa aveva, inoltre, schiacciato una piccola trilobite. Non si può pensare, perciò, ad una curiosa formazione della roccia quale causa dell’immagine particolare del fossile. La confusione permane: le trilobiti si sono estinte circa 350 milioni di anni fa, di conseguenza l’orma dovrebbe essere più antica di questa data. É assolutamente impossibile, se si segue la teoria dell’evoluzione considerata sinora valida. Gli esperti dicono che può trattarsi soltanto di contraffazioni. Le impronte però esistono e possono essere esaminate in qualunque momento. In questa categoria rientrano altre orme di piedi umani. Già nel 1931 il geologo Wilbur G. Burroghs riferiva di fossili di impronte di piedi risalenti ad oltre 250 milioni di anni prima. Ne aveva ritrovati dieci esemplari a nord-est del Monte Vernon, nel Kentucky.

Il ricercatore Richard Thompson del Bhaktivedanta Institute, in Florida, raccontava di un’altra stranezza. Nel 1922 il geologo e ingegnere minerario John Reid, alla ricerca di fossili nel Nevada, aveva scoperto, con grande stupore, la metà posteriore di un’impronta di scarpa umana. Erano chiaramente visibili, nella pietra, persino le cuciture. Reid portò il fossile a New York, e lo mostrò ad un geologo della Columbia University e a tre scienziati del Museo americano di Storia Naturale. Tutti concordarono sul fatto che l’oggetto risalisse al Triassico, ad un’epoca databile quindi oltre 213 milioni di anni addietro. Un esperto del Rockfeller Institute sottopose il reperto ad un’analisi al microscopio e concluse che si trattava effettivamente del fossile dell’orma di un essere umano.

La scienza però rifiuta questo reperto e lo considera uno "scherzo della natura". Non esiste libro sui fossili e la fossilizzazione che parli di queste impronte, nessun esperto ha mai scritto di questa scoperta. Dell’impronta, oggi, esiste soltanto una fotografia scattata nel 1922.

Anche le orme di piedi scoperte nel Paluxy River, presso Glen Rose in Texas, dimostrano che gli uomini sono esistiti già molto prima di quanto si possa pensare oggi. Sono due le particolarità che colpiscono: hanno dimensioni gigantesche e, a volte, procedono parallelamente alle tracce di dinosauri, che risalgono, così com’è dimostrato, a 140 milioni di anni fa. L’esploratore berlinese Wolfgang Siebenhaar è stato sul posto ed ha parlato con vecchi abitanti della zona, che gli hanno confermato che le prime tracce simili a quelle di esseri umani sono state scoperte a cavallo tra il XIX e il XX secolo, quando una forte inondazione trascinò via gli strati rocciosi. Sono state scoperte tracce di dinosauri e impronte di piedi simili a quelli degli uomini. Sono le impronte di giganti di tempi antichissimi? I miti indiani, che raccontano di giganti simili agli uomini, si basano su avvenimenti reali?

 

UNA GIGANTESCA FIGURA UMANA FOSSILE DELL’EPOCA DEI DINOSAURI

 

Un reperto eccezionale proveniente da una falda geologica con diversi fossili, ad alcuni chilometri di distanza da Glen Rose, vicino alla Chalk Mountain, Si tratta di un dito umano completamente fossilizzato ed è della stessa pietra calcarea degli strati rocciosi della regione di Glen Rose. Nella stessa zona è stato trovato un "martello fossile", così come orme di piedi giganteschi accanto a quelle di dinosauri. Nel frattempo il fossile del dito è stato sottoposto ai raggi X. Non c’è alcuna differenza tra questo fossile e il dito di un essere vivente, la sua grandezza però è superiore di circa il due per cento del valore medio attuale. Ne consegue che deve essere appartenuto ad un gigante. Le ricerche hanno dimostrato, inoltre, che la struttura interna non era composta soltanto da ossa, ma è stato segnalato anche il midollo osseo. Il processo di fossilizzazione, quindi, non ha interessato soltanto le ossa ma anche la carne. «Questo può aver avuto luogo soltanto grazie ad un’immediata sistemazione in un terreno morbido senza ossigeno subito dopo deve essere subentrato l’indurimento del terreno e quindi anche del dito, altrimenti si sarebbe verificata la disgregazione dei tessuti», spiega l’autore e studioso Hans-Joachim Zillmer, che aggiunge ancora: «Le informazioni sul gigantesco dito fossile sono in stridente contrasto con la visione convenzionale del mondo».

 

(da "Il Libro degli antichi misteri" di Reinhard Habeck - Newton & Compton Editori)

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